Quo usque tandem abutere 27 marzo 2008
Posted by Alfonso Marino in Generale.trackback
Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? quam diu etiam furor iste tuus nos eludet? quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?
Oramai non so più quale fatto debba accadere per scuotere le coscienze dei napoletani.
In altri posti, finanche in svizzera, si sarebbe arrivati alla guerra civile.
Immondizia per le strade, malamministrazione e malagestione dei più elemetari servizi pubblici, un debito pubblico per la sanità campana da prossimo venturo fallimento, eppure nulla si muove, nessuno protesta.
Ancora: avvelenamento dei prodotti agricoli, dell’aria, della vita stessa, delinquenza spropositata, ma i napoletani non si muovono. Qualcuno interessato solo del proprio “backyard” ha ben protestato, ma nessuno prima aveva visto per esempio l’immondizia scaricata abusivamente nei terreni limitrofi, eppure il numero dei tumori è molto superiore alla media italiana. Credo che neanche i genitori dei bambini morti per forme tumorali rarissime riconducibili ad inquinamento ambientale si vedano molto in giro.
Si dice che solo il mitico “colera” abbia scosso le coscienze: ma è cambiato qualcosa?
E allora mi chiedo cosa deve accadere per evitare il tira a campare detto anche “a nave cammina e ‘a fava se coce?”. Evidentemente solo un popolo abituato a subire soprusi secolari può pensare di trarre vantaggio dal marciume che lo circonda. Siamo forse arrivati al solito clichè del napoletano che si adegua e sopporta tutto come in Napoli Milionaria?
Ma allora “stà nottata” non è destinata a passare mai?
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