I sondaggi, l’età e la politica, fino a che punto……. 28 marzo 2008
Posted by Alfonso Marino in Generale.trackback
Fino a che punto, Catilina, approfitterai della nostra pazienza? Per quanto tempo ancora la tua pazzia si farà beffe di noi? A che limiti si spingerà una temerarietà che non conosce freno? La politica balla, l’economia arranca. Le elezioni sono da sempre l’elemento scatenante di equilibri politici consolidati e in costruzione sia per la maggioranza che per l’opposizione. Il programma di governo e gli incarichi sono le due principali attività dei partiti. Ecco, gli incarichi dunque le persone. Assisto alle trasmissione sulla rete regionale e mi accorgo che i politici locali sono troppo locali per cultura, linguaggio, padronanza delle categorie di pensiero e poi sono anziani e non ci sono donne. L’età media del ceto politico, anche di quello nazionale è preoccupante. L’età unita alla capacità è indicatore di un ricambio possibile e invece, noi cittadini possiamo decidere se eleggere o meno i candidati che ci vengono proposti. La politica, purtroppo, non genera idee speculative. Nel 2008 come si accede alla politica e perché una volta designati all’incarico tutti vogliono essere in sella? Un noto detto napoletano che tradotto in prosa suona così: “comandare è meglio di qualunque atto sublime e peccaminoso” potrebbe rendere bene l’idea. Le radici di questo sentire comune affondano in studi anche economici, di notevole interesse, come ad esempio quello di Robert Greene nel suo libro “le 48 leggi del potere”. Ormai da tempo il confronto dilaga e il concreto cambiare è zavorra. L’inefficacia delle politiche si traduce in un deficit di bilancio con tanti, troppi zeri, come ha rilevato il procuratore regionale della corte dei conti durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario per la campania (http://www.corteconti.it/) Inefficace è anche il comportamento del politico di turno: raggiunge la sala in ritardo, parla per primo, deve andare via subito dopo l’intervento, ma è rincorso dai presenti che devono chiedere, strappare l’incontro. Racconto l’episodio perché il confronto, lo scambio di opinione, lo scontro passionale dovrebbero essere categorie fondanti della politica. Invece una veloce esposizione e poi via, altrove. Dove? Perché è così difficile creare ricchezza economica legale nel meridione? La cultura televisiva come estraneità dalla realtà è preoccupante. E’ preoccupante l’assenza d’informazione e comunicazione e la contemporanea presenza di grandi manifesti pieni di sorrisi rassicuranti e di sondaggi a tutto spiano. Siti con i programmi delle coalizioni che subito dopo le elezioni non vengono aggiornati, e-mail inviate e mai prese in considerazione. A quando l’inversione di tendenza? I giovani scelgono altre forme di riflessione e comunicazione. In altri paesi, le esperienze che guarda caso presentano una massiccia operatività nel settore dei servizi pubblici e difesa dei diritti sono il terreno naturale di sperimentazione giovanile, terreno fertile perché a ben guardare spesso i politici di domani crescono in quelle esperienze. La necessità di allargare le opportunità, offrire momenti di confronto e ascolto, promuovere associazioni, ricostruire una rete di opportunità è la strada lunga e faticosa nella quale però vedo impegnati molti giovani, che non mollano, anzi rilanciano. La politica, i politici invece ancora muovono i primi passi. Ecco, il dunque è in questa politica che pur affermando da sempre di avere realizzato e volere realizzare per la collettività, pur dovendo essere ormai matura per l’età dei suoi rappresentanti, è paragonabile al neonato che non muove ancora i primi passi e chissà se e quando imparerà a camminare.
Commenti»
No comments yet — be the first.