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Il solito? No per favore 30 marzo 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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images37.jpgIl rinnovo dei consigli comunali di molti comuni della nostra regione impone una riflessione di merito e metodo. Iniziamo questo viaggio dalla data ravvicinata, quella di aprile 2008. Lo strumento è il bilancio di mandato. Il sindaco presenta il bilancio del mandato precedente e spiega alla città come intende procedere e perché ricandidarsi. In realtà non è così. Il Comune, convoca la conferenza stampa di rito e informa in merito alle attività svolte e future. Parodia del bilancio di mandato, una applicazione fugace di uno strumento che se utilizzato con rigore e continuità deve prevedere interventi diretti delle istituzioni nelle pagine dei giornali e televisioni locali e incontri con i cittadini nelle municipalità. Il bilancio di mandato informa i cittadini, raccoglie ed elabora le priorità degli abitanti e misura l’efficacia e l’efficienza dell’azione politica nelle successive tornate elettorali. Tutto questo non accade, lo strumento è valido dunque, utilizziamolo. La semplificazione e la certezza del mandato, introduce la problematica relativa alla semplificazione amministrativa e all’inflazione normativa. In relazione all’inflazione da leggi, molte fonti individuano nella struttura burocratica pesante, del Comune il nodo da sciogliere per migliorare l’erogazione delle procedure. Dunque la burocrazia non è solo di tipo legislativo, ma evidenzia anche un corpus culturale che forse deve essere rivisto, modificato. Le due principali tipologie di burocrazie presenti nelle nostre Istituzioni locali  attengono a quella meccanica e professionale. I vincoli per la burocrazia meccanica sono: attività lavorativa ancorata alle sole capacità giuridico – normative con un debole controllo sul risultato atteso. I vincoli della burocrazia professionale: attività che importano dall’azienda privata proposte organizzative avanzate, ma rischiano, proprio perché importate, di non modificare il modus operandi della burocrazia e dunque si assiste, ad esempio, alla costituzione di società pubblico – privato di difficile gestione. La burocrazia professionale tenta di  modificare il proprio assetto organizzativo, tecnologico e di gestione, ma siamo ancora lontani dagli obiettivi che gli amministratori pubblici dichiarano di dovere raggiungere. In molti Comuni d’Europa la logica è diversa. L’amministrazione locale in Europa è stata oggetto di poche riforme non riconducibili ad un denominatore comune: ad esempio, le esperienze e gli obiettivi della riforma francese e finlandese presentano percorsi diversi, anche se è possibile evidenziare un tratto d’unione che attiene all’attenzione per il cliente e al monitoraggio del servizio erogato. La qualità del servizio, anche se con diverse impostazioni, è il tratto unificante nell’amministrazione europea, La cultura del monitoraggio del servizio, della comunicazione dei risultati, del bilancio di mandato determina nell’europea, la crescita e il consolidamento di una classe di professionisti pubblici che interagisce con l’amministrazione e si appropria di strumenti metodologici per il monitoraggio del servizio e la comunicazione all’utenza e al personale dei risultati ottenuti. La qualità del servizio è centrale per ogni amministrazione locale. L’importanza di verificare il gap, la distanza tra il servizio erogato e quello percepito dal cliente è il cardine, l’architrave del cambiamento. Il monitoraggio della distanza evidenzia la necessità di una mentalità attenta alla riorganizzazione dei servizi e della sua erogazione. In quest’ambito le forti spinte al cambiamento che provengono dalla legislazione, che spesso disegna una amministrazione ideale non aiuta un percorso nel quale una parte considerevole delle regole deve essere costruita partendo dalla reale erogazione del servizio. Spesso l’amministrazione locale vive di rigidità immesse dall’esterno, accolte da una debolezza interna. Rigidità legislative, rigidità informatiche, rigidità di finanziamento legate a progetti, percorsi che non modificano l’esistente. Il servizio erogato è la materializzazione dell’Istituzione locale agli occhi della cittadinanza. Le conferenze dei servizi, non sono momenti di verifica e programmazione, assumono la forma di rituali organizzativi. Poco o nulla all’orizzonte, liste, partiti e programmi che non indicano le priorità, le risorse e le responsabilità.

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