Nulla è cambiato è tutto opaco, non è per me 24 marzo 2008
Posted by Alfonso Marino in Generale.add a comment
Il suo partito era la fratellanza dei fratelli e c’è n’erano più di questi che di quelli. Cioè costituivano quella minoranza che formava gran parte della maggioranza. Nel partito, lui era la fazione sostenuta dalla maggior fazione. E in ogni gruppo, dentro ogni gruppo cercava il gruppo che maggior sostegno dava. Il gruppo finale aveva infine eletto un triunvirato a cui tutti loro portavano rispetto. Di questi tre, due avevano la parola finale poiché su tre, due sono la parte più grande del totale. Uno dei due qualche debolezza presentava, così che uno solo sopra gli altri dominava. Egli era il numero più grande della diade che formava la maggior parte della triade eletto dai più di quelli tra i cui vanti c’era il rappresentare la parte maggiore di quanti sono la maggiore parte dell’intero Stato. Egli non si concesse mai un attimo di pausa nel perseguire dei più la causa. E ognuno di loro, ovunque andasse, a proprie spese imparava che cosa significasse essere comandati dalla maggioranza. Ma non significava niente – erano la minoranza. Con questo poema aforistico, intitolato “Il governo della maggioranza,” Piet Hein nel 1966 spiegava la politica. E tanto per gradire una spicciola riflessione. Sono passati 42 anni e notate come sono cambiati i comportamenti dei politici e della politica, delle imprese e in particolare dei consigli di amministrazione e degli altri organi di governo. Qualcuno pensa che nulla sia cambiato? Chi scrive pensa che nulla sia cambiato.
Cippa – là ma il lavoro non ci stà 23 marzo 2008
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Dove sono finite le fabbriche? Tutto cambiato, una profonda diversità. Andiamo indietro nel tempo. L’arsenale di Venezia fornisce il primo esempio di una fabbrica nel senso moderno del termine. Fondato nel 1104, varie centinaia di anni prima della rivoluzione industriale, costruiva navi. L’arsenale di Venezia all’apice della sua storia impiegava numerose persone. E’ la prima fabbrica al mondo, dato che rappresenta l’esempio più importante di grande complesso produttivo a struttura accentrata dell’economia preindustriale. La superficie si estendeva su un’area di 46 ettari, mentre il numero di lavoratori (arsenalotti) raggiungeva, nei periodi di piena attività produttiva, la quota media giornaliera di 1500-2000 unità (con un picco di 4500-5000 iscritti al libro delle maestranze), cioè dal 2 fino al 5% dell’intera popolazione cittadina dell’epoca. La fabbrica, il lavoro del tempo illustrati nella Divina Commedia. (continua…)
Asia azzia: tante chiacchire e la monezza resta nella via 22 marzo 2008
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Corriere del Mezzogiorno 16/07/2000
Ieri dicevamo: PIT, POR, STU, ed ecco BULL, CO, FATO e poi c’è APQ: la spesa sale su e la gente non c’è più. Sette anni or sono inviavo una riflessione al quotidiano che cito. Un classico: non si crea qualità e non si riducono i costi partendo dalle riforme legislative che creano nuove aziende. La raccolta dei rifiuti nella città di Napoli è un problema che come cittadini e utenti del servizio speravamo di aver risolto, invece la soluzione, l’Azienda Speciale di Igiene Ambientale (Asìa), ci ripropone una realtà purtroppo conosciuta. L’idea di partenza era migliorare la qualità e ridurre i costi di gestione del servizio. Asia è ancora deficitaria in termini di mezzi e risorse. A questo punto è utile chiedersi: ma come nasce Asia? Asia è il risultato di un accordo tra le parti, Comune, Sindacati, Imprenditori del settore, Partiti. (continua…)
Pit, por, stu, ecco bull, co, fato e poi c’è apq: la spesa sale su e la gente non c’è più 21 marzo 2008
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La solita solfa dell’emergenza che dura da 15 anni e vede protagonisti tutti. Ma pensate che nel 1975 quando nel centro di Vienna iniziavano la costruzione del termovalorizzatore a Napoli, dietro i camion dei rifiuti c’erano i detenuti usciti da galera con la legge speciale. A Vienna 32 anni fa i rifiuti erano cultura della gestione coniugata con energia, risparmio qui la cultura era quello dell’inutile, del lascir fare, tanto che la raccolta dei rifiuti è affidata al detenuto. La differenza di cultura la paghi. (continua…)
Attenzione, attenzione, innovazione, innovazione 20 marzo 2008
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Il Sole 24 Ore – 6/05/1992
Insieme a Salvatore E. Illiano
Perché il confronto, il cambiamento, la denuncia sul giornale – quando ti fanno scrivere – sono fondamentali, le istituzioni si impegnano e poi ti ricordi che nel 1992 dicevamo: nelle organizzazioni pubbliche l’attenzione per il capitale umano diventa sempre più importante; in particolare per quanto riguarda la selezione, eventuali percorsi formativi e la distribuzione del personale all’interno della struttura organizzativa. Questi temi sono fondamentali sia per migliorare le modalità con le quali è possibile raggiungere gli obiettivi da parte dell’ente pubblico; ma anche per gestire e modificare i comportamenti dei dipendenti all’interno delle strutture dove sono chiamati ad erogare la prestazione. (continua…)
La ricerca delle zucchine 19 marzo 2008
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La ricerca della zucchina, si perché sono buone, cucinate alla scapece, con la pasta, ma bisogna comprarle. Mi avvio per acquistare il mio chilo di zucchine e noto che il primo fruttivendolo non espone i prezzi, il secondo le vende 1,80, il terzo 1,60 e il quarto 2,10: tutti affermano che sono “paesane”, nostrane e dunque – dopo aver visto il filmato di report, http://www.report.rai.it, dal titolo terra bruciata chiedo se per caso provengono dalle nostre terre inquinate e tutti e quattro, ovvio, mi rispondono che no, ma non posso controllare le loro affermazioni – le compro dove costano 1,60. (continua…)
Allegria anche in agonia 18 marzo 2008
Posted by Alfonso Marino in storica.add a comment
16/02/2007 è la data nella quale il Giornale di Caserta pubblica il mio articolo sul debito e sulla necessità di comprendere gli eventi. Bisogna riprendere l’argomento perché succedono cose strane: il titolo di Bear Stearns, crolla del 50% una delle banche d’investimento più antiche e rispettate del mondo, ma non basta, a Wall Street il più potente fondo privato del mondo – il Carlyle Group di papà Bush – ha dovuto ammettere uno “scoperto” di 22 miliardi di dollari. Bear Stearns ha chiesto aiuto alla Jp Morgan e alla Federal Reserve che hanno risposto con la solita iniezione di liquidità, anche se la dirigenza della banca ha dichiarato che non ci sono garanzie che la terapia funzioni. (continua…)
Erogazione di servizi tramite internet? Liberiamo le energie nascoste! 17 marzo 2008
Posted by Alfonso Marino in Epistemologia della Rete.add a comment
IP Phone? IP TV? Si sentono tante sigle in giro… e tutte hanno il prefisso IP davanti che, per coloro che ne commercializzano i servizi, indicano che essi viaggiano sulla rete internet in maniera paritetica “a rete magliata”, dove ogni punto ha pari dignità di trasmissione e ricezione. Ma le cose stanno davvero così? E’ davvero possibile effettuare, magari da casa propria, tutte le operazioni connesse ad un vero servizio internet? Ebbene, anche se a livello di programmi e di software ciò è senz’altro possibile, un ostacolo insormontabile si riscontra nella gestione del collegamento internet. Si potrebbe pensare che il problema sia la banda larga, e certamente in parte lo è, ma il vero scoglio attuale sta nell’avere a disposizione un indirizzo IP pubblico. Tutti noi abbiamo sperimentato o almeno visto come funziona un servizio di VOIP, di Videoconferenza tramite WEB oppure visto programma in streaming audio o video senza grossi disagi, la banda già larga sarà sempre più larga ma allo stato attuale avremo sempre bisogno di un server centrale che si occupa di tradurre indirizzi di connessione domestici (quindi per la parte numerica variabili o dinamici) in indirizzi logici fissi. Se ad ogni connessione internet ottengo un numero di IP differente, non di potrà mai indirizzare una richiesta al mio computer dall’esterno. In parte il problema viene aggirato dai fornitori di servizi. Ad esempio Microsoft Messanger o Skype fanno da server per il collegamento ed identificano l’IP di colui che si connette e poi fanno da “centralino” per coloro che lo devono trovare “on-line”; qualora non ci si connettesse al server centrale dei servizi tutto ciò non sarebbe più possibile. Il problema dell’indirizzamento IP venne affrontato (continua…)