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Scusate chi beve? 4 aprile 2008

Posted by Alfonso Marino in storica.
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images77.jpgL’organizzazione e gestione dell’acqua è tema di attualità, ma affonda le sue radici nel tempo. La complessità è data da una serie di elementi economici, tecnici e sociali diversi. Il settore acqua  è al centro d’importanti cambiamenti economico-organizzativi. Una serie di leggi di riforma, europee, nazionale e regionali, hanno rilevato la necessità del cambiamento organizzativo e gestionale, proponendo sia strumenti metodologici e operativi per il contenimento della spesa, sia strumenti  per la gestione e valutazione del servizio erogato. Più in generale, il dibattito relativo alla gestione del sistema acqua è stato caratterizzato negli ultimi anni da un crescente interesse sia da parte degli studiosi sia degli operatori del settore verso l’approfondimento dei seguenti temi:

  • l’economicità della gestione;
  • la qualità del servizio;
  • l’organizzazione e gestione delle risorse umane;
  • la gestione dell’adozione di tecnologie.

Pur essendo tali tematiche strettamente legate tra loro è possibile distinguere, analizzando la letteratura, approcci diversi allo studio di ciascuna di esse. L’economicità della gestione ha proposto analisi legate all’erogazione del servizio. Per quanto riguarda la misurazione della qualità del servizio le tecniche d’analisi dimostrano attraverso casi studio l’importanza del sistema qualità nel settore. Gli studi sul management hanno approfondito le tematiche relative alla cultura della gestione e al metodo con i quale sono scelti i managers in questo settore. Le tematiche legate alle aziende pubbliche presenti, dunque azienda come organizzazione, evidenzia le relazioni tecniche e di contesto interne all’organizzazione del settore e alle singole aziende che lo compongono. Il processo di informatizzazione riguarda l’innovazione tecnologica e organizzativa del settore e presenta una serie di disfunzioni che presenterò nel seguito del lavoro. Lo sviluppo di questi temi ha portato nel tempo ad interessanti ipotesi teoriche e d’intervento. Ad esempio, l’acqua è dolce e salata, in una parte del mondo c’è la guerra dell’acqua, esiste un problema di gestione della risorsa acqua nel mediterraneo, nel nostro meridione il tema della privatizzazione e gestione è appena sopito. All’interno di queste tematiche la gestione del personale, le innovazioni tecnologiche per il settore, la posizione dominante dell’Europa, sono tutti temi che coinvolgono sia gli operatori che gli studiosi del settore.  In campania dal 2000 la società di gestione Azienda risorse idriche napoletana assume la forma giuridica di Società per Azione. La storia dell’acquedotto napoletano è di estremo interesse e in particolare le tecnologie anglo-belga dell’epoca. Purtroppo un ricordo, infatti ad oggi la manutenzione e innovazione della rete è da valutare con estrema attenzione. Alle difficoltà di innovazione tecnologica si sommano quelle organizzative. Le tensioni sul versante organizzativo attengono ad esempio, alle modalità con le quali sono stati costituiti gli Ambiti Territoriali Ottimali, ad esempio, ATO 2 e ATO 3. Alle ipotesi di privatizzazione c’è stata una risposta degli utenti con una presenza anche del mondo cattolico. In questo solco si inseriscono le sentenze del Tribunale Regionale Amministrativo in materia di gestione della risorsa e del servizio. Al momento, 2008, il futuro del settore gestito dalla mano pubblica presenta oltre alle difficoltà di innovazioni tecnologiche ed organizzative una serie di bottle neck, gestionali, nodi strutturali che dovrebbero essere risolti:

  • perdita di acqua delle condotte dalle fonti fino alla distribuzione nelle città;
  • tempi e metodi di analisi lungo la rete;
  • i costi storici della mancata manutenzione;
  • integrazione tra energia – acqua (fognature e depurazione) – ambiente.

In particolare l’ultimo dei punti elencati è strategico per il futuro. (continua)

Commenti»

1. Lory lalla - 6 aprile 2008

Ottimo articolo purtoppo vado di fretta e dovrò stamparlo per leggerlo con accuratezza.

Complimenti ancora e buon lavoro
L.