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Nulla di particolare 7 aprile 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Ancora una volta: quello che vivi tutti i giorni se non lo dicono i quotidiani e i settimanali,  i mensili e le riviste trimestrali e quadrimestrali e le televisioni con i direttori di rete e dei quotidiani, non è all’attenzione della politica. E’ un circolo vizioso quello tra l’informazione e la politica, è tanto vizioso che la maggioranza della popolazione è al margine di questo vizio. Ecco quello che viviamo tutti i giorni: l’Italia ha gli stipendi più bassi d’Europa (fatta eccezione per qualche Paese dell’Est). E’ banale: quando c’è poco lavoro stabile, i salari diminuiscono. Siamo nell’età della povertà fluttuante. Ecco la distribuzione delle famiglie italiane per classi di reddito:

  • 32,1% delle famiglie (6.933.100 nuclei) ha un reddito inferiore a 17.500 euro;
  • 18,5% delle famiglie (3.998.000 nuclei) ha un reddito tra i 17.500 e i 25.000 euro;
  • 19,5% delle famiglie (4.212.000 nuclei) ha un reddito tra i 25.000 e i 35.000 euro;
  • 29,9% delle famiglie (6.447.000 nuclei) ha un reddito superiore ai 35.000 euro.

Dunque la metà delle famiglie vive con 2mila euro al mese e se consideriamo che una buona parte si addensa nel meridione, dove i nuclei familiari sono con più di un figlio c’è poco da aggiungere per affermare che siamo in una situazione pesante, difficile. Non dimentico il 15% di occupati  precari che contribuisce all’azione calmierante dell’aumento salariale ma non dei prezzi al consumo.

Numeri in parte comprensibili come quelli dell’ISTAT dove si evidenzia che, la disoccupazione nel 2007 in Italia ha un tasso del 6,1%, in calo dal 6,8% del 2006. Un calo, legato all’aumento dell’inattività: lo scorso anno, infatti, il numero di persone in cerca di occupazione è calato del 10 % rispetto a un anno prima (-167mila), in particolare al Sud, dove le donne inattive sono in crescita continua dal 2004. Forse sarà opportuno ricordare che il tasso di disoccupazione è misurato dal rapporto tra numero di disoccupati che cercano lavoro e numero di lavoratori attivi. Essendo una divisione, basta che il numeratore diminuisca per far calare il tasso di disoccupazione: appunto quel che succede in Italia dal 2004. Tante misure tampone sono state proposte e tante ancora vengono presentate. La parola magica è reddito: reddito per i precari, i giovani, le donne. Reddito in economia, semplificando, significa debito e sua distribuzione, oppure, aumento dell’occupazione e produzione di beni e servizi da distribuire. Abbiamo bisogno di decisioni strutturali, ad esempio: aumentare l’occupazione stabile in alcuni settori ad alta tecnologia, e nel  manifatturiero. E’ importante costruire azioni di questo tipo sapendo che in altre parti del mondo il lavoro costa poco, esistono barriere all’entrate per i beni prodotti da esportare, esistono una serie di vincoli strutturali che non possono essere affievoliti con misure tampone e il debito.

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