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Innova o non innova? 8 aprile 2008

Posted by Alfonso Marino in storica.
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Dunque il tema è l’innovazione culturale. L’innovazione nella pubblica amministrazione è data con l’idea: dalle code al click, peccato che le code restano tutte e il click è dei call center. L’innovazione culturale sovrappone la firma digitale al numero di protocollo, una serie di falsi positivi che non aprono le strutture, l’organizzazione dei servizi al pubblico. Questo pur  a fronte di notevoli trasferimenti pubblici, quelli che chiamano investimenti in realtà è spesa pubblica e la chiamano innovazione, innovazione culturale. Così l’innovazione culturale in Alitalia è data dal fatto che prima le assunzioni si facevano utilizzando i riferimenti di alcuni partiti e oggi di altri e le nostre ferrovie pur presentando una dimensione economica preoccupante in molti dei segmenti di mercato non è nella condizione di Alitalia perché di fatto è ancora un monopolio. L’innovazione culturale è la legge: ovvero una dimensione idealtipica, tutta weberiana che non poggia sull’analisi dell’esistente e di come quelle leggi impattano, dunque produciamo leggi per affermare che si è realizzato un cambiamento, ma quale? Qual è la qualità di quel cambiamento e vai con la scuola, la sanità, l’università. Guardiamo l’acqua, anche qui l’innovazione è stata, è una serie di leggi, una assenza strategica del pubblico che crea solo strutture che allungano la catena della spesa e il privato dove pensa che sia possibile intervenire per scremare il mercato e dunque modello telefonia, autostrada, rende l’acqua un business. Ma mi fermo qui, posso continuare con molti altri esempi ma mi fermo: dunque nel nostro paese questo è lo stato dell’innovazione, della cultura dell’innovazione. Certo ci sono state e ci sono piccole gocce significative nell’oceano di opacità. L’innovazione culturale è una sfida, chi gestisce deve affermare di aver sbagliato e cambiare regole, è intensa attività di ricerca coordinata con le imprese e le istituzioni pubbliche per comprendere e interpretare i fenomeni, è non aver paura di abbandonare il potere, è fare posto, mettersi da parte, è una sfida lunga difficile, faticosa e dobbiamo partire non dal magnificat dell’innovazione, ma dai suoi limiti, dal perchè l’Italia è un paese con una opaca attitudine ad innovare.

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