Un sol per gradire 11 aprile 2008
Posted by Alfonso Marino in Economia.trackback
Due gironi or sono, il 9 aprile 2008, si discuteva con Marco e Vittorio della necessità di far conoscere ad un certo numero di piccoli imprenditori che frequentiamo, la differenza di significato di alcuni termini economici che se pur da loro utilizzati, per noi tre – Marco, Vittorio ed io- sono mal declinati. In particolare si discuteva di debito e deficit. In economia è detto debito l’obbligo giuridico di eseguire una determinata prestazione, suscettibile di valutazione economica, a favore di un soggetto determinato (creditore). Esistono diverse tipologie di debito, ad esempio:
- debito pubblico: è l’ammontare delle passività assunte dallo Stato attraverso gli atti della pubblica amministrazione.
- Debito estero: debito che un Paese contrae verso soggetti, sia pubblici che privati, appartenenti ad altri Paesi.
- Debito a breve termine: debito che sarà rimborsato entro l’anno. Tali debiti sono annotati a bilancio tra le passività correnti.
- Debito corrente: si tratta di titoli che rappresentano l’indebitamento, per esigenze di carattere operativo di un’azienda o di un’autorità pubblica, di solito rinnovati man mano che raggiungono la scadenza. Durano solitamente tra i sei mesi e i cinque anni.
- Debito pro capite: è il debito totale emesso da un’autorità pubblica diviso per la popolazione residente.
- Debito garantito: è un debito assistito da determinate garanzie del debitore o di terzi.
- Debito non garantito: si tratta di un debito non assistito da alcuna garanzia particolare.
- Debito privilegiato: debito che in caso di insolvenza di un’impresa viene rimborsato in via prioritaria.
- Debito subordinato: è un tipo particolare di debito, che in caso di insolvenza di un’impresa, deve essere rimborsato in via subordinata rispetto ai debiti senior che sono privilegiati.
Anche se importante non presento la problematica finanziaria legata alla gestione del debito e alle diverse forme di utilizzo da parte delle pubbliche amministrazioni, e delle imprese private. Passo brevemente al deficit. Deficit è il termine che indica la situazione economica di un’impresa nella quale i costi superano i ricavi, o di un ente pubblico nel quale le uscite superano le entrate. L’uso frequente del termine riguarda il settore pubblico dove si parla di deficit pubblico con riferimento alla differenza (ciascun anno) tra i costi della amministrazione statale e le entrate derivanti dalle imposte dirette e indirette versate da imprese e singoli cittadini e al settore privato dove si verifica che i costi, fissi, variabili, marginali, medi, per ricordarne alcuni, superano i ricavi e qui non elenco le diverse tipologie di ricavi. Se il deficit è consolidato ad esempio, puoi contrarre un debito e poi rientrare ma se non rientri, nel caso del settore pubblico, perché l’evasione fiscale è elevata, vendi i beni dello Stato, oppure se sei impresa privata ti rivolgi alle banche (anche il pubblico può farlo e anche le imprese private possono vendere) e per farla breve, puoi essere uno dei tanti che si trova coinvolto nel caso Parmalat. Non sempre è così, ma spesso accade. Basta perché si può scrivere tanto e se volete posso inviarvi i testi di riferimento. Volevo invece far notare che l’economia presenta una serie di relazioni tra le definizioni, anche se sintetiche che elenchiamo. La categoria del debito è indistinta se non in prima approssimazione e deve essere collegata ad esempio, al pubblico, all’impresa. Inoltre il debito e il deficit si evincono da strumenti contabili di controllo, ad esempio il bilancio che assume forme diverse per il settore pubblico e quello privato e in alcuni casi anche all’interno dello stesso settore. Inoltre alcune definizioni e relative differenze sono meno distinte come ad esempio a breve e lungo termine. Debito e deficit sono collegati ma non sono la stessa cosa, non sono sinonimi economici. E’ chiaro che non è possibile esaurire il tutto in queste poche note, ma è per incuriosire, per comprendere che prima di usare alcuni termini conviene approfondire, specificare, creare la rete delle relazioni dei significati che danno senso al nostro riflettere, comunicare.
Commenti»
No comments yet — be the first.