Altrove, lontano!!!! 12 aprile 2008
Posted by Alfonso Marino in Generale.trackback
L’Istat sottolinea, come evidenziato di recente per il 2007 la notevole perdita occupazionale nel sud. L’incrocio con i dati sulla competizione per regioni evidenziano una perdita di posizione nelle stesse aree dove cala l’occupazione. Il Sud è colpito due volte: scarsa competizione delle poche imprese e perdita di occupazione. Il ruolo dell’impresa attiene alla creazione e distribuzione di ricchezza. Creare e distribuire ricchezza è complicato ma al tempo stesso necessario, utile. Questo salto è importante e può determinare la tenuta del meridione sia in termini occupazionali che di rilancio della competitività. Certo le insidie legate alla materia prima, alle difficoltà della logistica, dei servizi, ad una serie di elementi che di fatto rallentano il potenziale delle imprese deve essere affrontato in tempi brevi e qui oltre al ruolo delle imprese è fondamentale quello delle istituzioni pubbliche e datoriali. La tentazione è andare dove gli altri già sono, può essere quella di andare altrove, di portare questa ricchezza in aree dove anche i vincoli sono meno stringenti: sarebbe un grosso errore. Il prodotto è un marchio e quel marchio è il territorio. E’ chiaro che per essere ed esistere nel meridione l’imprenditore deve possedere una combinazione di doti che non sono frequenti in molte altre aree della Nazione. L’imprenditore che dialoga con il territorio deve maneggiare materia prima e trasformarla in simboli ed esprimersi con parole ed immagini, il tutto in ambiti di tempo e spazio limitati. E’ anche storia di questa terra che le ruggini di vecchia memoria, appartenenti al passato, ma che fanno capolino ancora oggi devono essere sanate, risolte. La competizione è data dal prodotto, ma nel nostro caso il prodotto è sempre più la cultura di un territorio. Ad esempio, tra Firenze e Siena, l’area del gallo nero è stata attrattore di imprese e di cultura che si è dimostrata utile volano per creare e distribuire ricchezza. Si, la cultura perché, nell’era del mercato, come idea del mondo e, della globalizzazione, sapere che l’imprenditore è quello che vedi la mattina uscendo da casa, che abita nel tuo paese, che lavora e offre lavoro, crea una dimensione positiva del prodotto, è una storia che si racconta ad altri, nella piazza del paese, nelle grandi capitali dell’industria. Questo bisogna realizzare nel nostro meridione che perde occupazione e cala in competizione, realizzare, creare, lasciare al territorio ricchezza e distribuirla per le donne e gli uomini che vivono e amano la loro terra.
Commenti»
No comments yet — be the first.