Errore come orrore 15 aprile 2008
Posted by Alfonso Marino in Economia.trackback
Le organizzazioni burocratiche sono quelle che non vogliono o non sanno apprendere dai propri errori. Questo significa che da tempo le istituzioni pubbliche sono sempre più una arena nella quale le transazioni e lo scambio sono importanti tanto da far dimenticare la crescita culturale e il confronto dei valori. Così è, cambierà? Non lo so, si spera ma chi di speranze vive… afferma il detto popolare, mentre Keynes affermava: nel lungo periodo siamo tutti morti. Dunque la teoria e il popolare coincidono. Ma cosa deve produrre una organizzazione burocratica: leggi poche, atti operativi che migliorano la vita delle persone, tanti. La legge è il mezzo per raggiungere obiettivi? Dunque siamo ancora al tardo positivismo di maniera, mezzi – fini, siamo ancora all’idea che le burocrazie sono organizzazioni razionali. Al momento tertium non datur? Proviamo, con una analisi diversa, la comprensione delle burocrazie pubbliche e dico pubbliche perché esistono anche quelle private. Le burocrazie pubbliche sono organizzazioni a legame debole, cioè l’opposto della razionalità. Il legame debole attiene alla non chiara corrispondenza tra mezzi e fini, il legame debole è tra la giunta e gli assessori, tra essi e il consiglio, tra la giunta e i partiti della maggioranza e dell’opposizione. Legame debole significa che in parlamento ci sono quei tanti di vecchio corso che accolgono i nuovi e gli spiegano che c’è poca autonomia e devi stare alle regole. Legame debole significa governare e gestire risorse improvvisamente invece che continuamente, occasionalmente invece che costantemente, indirettamente invece che direttamente, perché è la logica della spesa pubblica. La spesa per il consenso anche se in pubblico spiegano che lo sviluppo, la crescita, generiche affermazioni che non spiegano nulla. All’interno di queste modalità ci sono le decisioni per le riforme, la nuova contabilità di bilancio e il federalismo, ma attenzione, queste sono priorità al pari delle nomine. Adesso individuiamo le priorità. Ma sono tutte priorità. Anche quella dell’onorevole con i suoi elettori. Il legame tra l’eletto e il suo elettorato forse è forte in campagna elettorale, poi cala, probabilmente si rinsalda quando si avvicina la prossima scadenza, ma l’eletto ogni tanto deve farsi vedere, deve saper ascoltare, o fingere di farlo, insomma anche in questo caso c’è un legame debole forse in alcuni casi ambiguo. Il problema è che siamo in una situazione di grande difficoltà, le figure di spinta che sono state valide dal medioevo in poi: il cavaliere, il monaco e l’artigiano, ad esempio, sono scomparse, anche quelle proposte dal boom economico in poi sono in crisi: il tecnico, il politico, l’imprenditore. Quindi? Una risposta al legame debole è dire abbiamo sbagliato. E’ importante non nascondersi dietro le dichiarazioni di facciata, il significato scontato. Afferma: “abbiamo sbagliato, siamo stati scelti per amministrare ma su questo punto dobbiamo apprendere, crescere”. Questo non dovrebbe significare dimissioni, ma partire da quest’ errore per informare i cittadini dei tempi e le modalità con le quali si intende colmare questo gap. Il problema, delle organizzazioni burocratiche è quali sono gli errori e come e cosa apprendere dagli errori. E’ importante modificare la cultura burocratica e il suo comportamento. Una cultura e comportamento che deve iniziare ad apprendere pubblicamente dai propri errori, altrimenti si allontanano i cittadini dalle istituzioni e si rende sempre più difficile la credibilità delle organizzazioni/istituzioni pubbliche.
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