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Ipotesi di lavoro un nuovo “paradigma informatico” 16 aprile 2008

Posted by Alfonso Marino in Epistemologia della Rete, Generale.
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Mark Pesce (inventore del VRML) in un recente articolo ha sostenuto che oramai l’informatica si basa su modelli di software obsoleti. La prima domanda che viene in mente è: ma come è possibile? non vi sono sempre più programmi, sempre nuovi sistemi operativi, sempre più applicazioni?

 Ad un primo sguardo potrebbe sembrare che sia così; poi volendo approfondire la questione ci rendiamo conto che i principali applicativi software attuali hanno assunto la forma sostanziale ritroviamo già alla fine degli anni sessanta. I programmi di videoscrittura, i fogli di calcolo, la struttura dei database relazionali sono strutture di programmi figli di un felice incontro tra un portato linguistico strutturalista ed alcune menti di prim’ordine che vollero definire il massimo delle potenzialità per i calcolatori di quel periodo. Per comprendere l’ordine di grandezza del salto tecnologico compiuto dagli anni sessanta ad oggi (quando la parte software è rimasta sostanzialmente invariata) potremmo dire che siamo nell’ordine di potenze di calcolo di decine di migliaia di volte superiori ai computer dell’epoca. Basti pensare che il computer che mandò sulla luna gli astronauti era molto meno potente e veloce della più banale calcolatrice per le quattro operazioni elementari oggi in commercio. Dai progetti di sviluppo di software sono nati e poi minimamente evoluti i programmi che oggi conosciamo: “word”, “excel” “access” etc…. (continua…)

Uno spaghetto? 16 aprile 2008

Posted by Alfonso Marino in storica.
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Era il piatto facile, semplice, buona farina, acqua e tanto olio di gomito ecco pronto un piatto di pasta. Come sapete nel 2008 la farina è ancora acquistabile, ma la pasta e l’acqua costano tanto. Aumenta il prezzo del grano e anche della pasta quindi devi starci attento quando la compri. Risorsa scarsa il grano perché i consumi aumentano e la produzione non tiene il passo e poi c’è chi sapendo che la domanda aumenta aspetta per vendere al prezzo più alto e ancora ci sono paesi, l’America ma non solo, dove i produttori piantano mais e non grano  per avere gli incentivi del governo e provano ad utilizzarlo per combustibili e fertilizzanti non derivati dal petrolio, i cambiamenti climatici che determinano siccità, la superficie di terra coltivabile, una serie di accadimenti non controllati dai governi ed ecco che una materia prima disponibile diventa scarsa. La pasta è un bene con pochi complementari: riso, patate, ma non puoi utilizzarli come la pasta e poi è alimento centrale del nostro pasto. E’ interessante pensare che il mercato globale non riesce nella sostituzione, non crea soluzioni alternative ma si comporta come il singolo mercato: ridurre le risorse disponibili per una offerta debole, per speculazione ma quello che percepisce il consumatore è comunque aumento dei prezzi e riduzione del bene. Il prezzo è salito è di tanto: nel 2004 alla borsa di Chicago un sacco di grano costava 3 dollari, nel 2008 costa tra 6 e 10 dollari. In genere quando una materia prima triplica il costo è difficile che ritorni al suo prezzo d’origine anche se la quantità prodotta aumenta. Peccato perché i produttori tra alterne vicende, nella nostra regione, (vedi articolo nù spaghetto) cercano di costruire un percorso valido che coniuga produzione e qualità della tradizione, un percorso spezzato dalla congiuntura internazionale che non sarà di breve periodo.

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