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O tram d’a Torretta 17 aprile 2008

Posted by iasiellik in Generale, IasielliK.
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O tram d’a Torretta

I lavori della corsia preferenziale per ripristinare la vecchia viabilità della Riviera di Chiaia procedono, forse non rispettando il calendario. La corsia riservata che fiancheggia la Villa Comunale ha origini antiche, e da sempre è stata la strada che ha consentito gli spostamenti dalla Torretta a piazza Vittoria e viceversa, sia per i mezzi pubblici che per i privati. La viabilità che viene riproposta, unita alla realizzazione della Linea 6 (Fuorigrotta – San Pasquale, per adesso), ridurrà il traffico lungo questa direttrice e consentirà di raggiungere l’obiettivo primario di unire due punti cardinali della città. La riflessione di oggi è su un’occasione persa. La strada, di cui parlo, è una delle strade più belle di Napoli, che si introduce tra la Villa Comunale e magnifici edifici d’epoca. La destinazione attuale vede questa strada utilizzata per il senso unico verso Piedigrotta, come corsia riservata per i mezzi pubblici (nei due sensi di marcia), come area di parcheggio.

Una diversa sistemazione avrebbe consentito la realizzazione di un grande progetto, di cui se parla da tanto tempo e che non si è mai riusciti a realizzare. L’immagine che ho negli occhi è: via Caracciolo da piazza Quattro Giornate a Piazza Vittoria libera dalle auto e destinata a promenade, come avviene in tante altre città europee affacciate sul mare. La realizzazione di questa mia idea richiede interventi significativi e coraggiosi, che insistono sulla viabilità globale della città, ma che, a fronte dei grandi cambiamenti auspicati con i nuovi sistemi di trasporto, si rendono necessari. Per illustrare la mia idea, partiamo da alcune considerazioni di fondo. La Riviera di Chiaia è sempre più spesso ridotta ad un “cul de sac”, dove auto in sosta in seconda e terza fila riducono la carreggiata consentendo a stento il passaggio. La corsia preferenziale dei mezzi pubblici nel tratto Quattro Giornate – San Pasquale è sempre affollata di auto private incanalate per raggiungere l’incrocio di piazza San Pasquale. Accanto a queste riflessioni ce ne sono altre che a carattere più generale fanno riflettere sull’incidenza della Riviera di Chiaia sul sistema viario partenopea. La strada è ampia ed il triplice utilizzo descritto sopra, il senso unico, la corsia preferenziale, il parcheggio, consente di garantire gli spostamenti dei napoletani. Rinunciando ad uno di questi usi, l’area di parcheggio (a spina di pesce), si renderebbe disponile un’ampia corsia. Con questo spazio disponibile, si potrebbe riorganizzare la viabilità, aprendo la strada ad un doppio senso di marcia. La soluzione è di fatto sperimentata periodicamente con la chiusura di via Caracciolo: le auto sono costrette a percorrere la corsia riservate della Riviera di Chiaia per raggiungere Piazza Vittoria. Meglio organizzato il cambiamento potrebbe generare vantaggi consistenti sia in termini di viabilità, che turistico-ambientale. L’idea del doppio senso di marcia alla Riviera di Chiaia è una proposta sfidante, che comporta l’abbandono del modello viabile attuale, e lo spostamento al centro della carreggiata della corsia preferenziale. Ai lati della corsia preferenziale le corsie per i due sensi di marcia. L’area di parcheggio verrebbe eliminata. Ed il parcheggio? Come risolvere l’annoso problema della sosta impossibile in tutta la zona limitrofa alla Riviera di Chiaia. La sfida sta proprio nella capacità dell’Amministrazione di cambiare le abitudini dei cittadini per convincerli ad abbandonare l’auto e passare al trasporto pubblico. La misura della sostenibilità del progetto è legata al suo impatto culturale, ambientale e, purtroppo, economico. Come detto sopra, l’occasione è persa. I costi dei lavori di ripristino della corsia preferenziale difficilmente danno spazio ad altri impegni di spesa dell’Amministrazione. Abbandonato questo strano progetto, non mi resta che tornare con la mente verso Ronda del Litoral, ed Avinguda Litoral, le strade che fiancheggiano il porto ed il litorale di Barcellona e che limitano il quartiere Barceloneta. Non penso che 15 anni fa, quando gli amministratori catalani hanno deciso gli interventi di recupero della zona non si siano posti il problema di integrare le scelte urbanistiche con la destinazione finale del quartiere. Applicando lo stesso criterio alla realtà partenopea, le scelte fatte per via Caracciolo sembrano definitive: la strada rimane l’arteria viaria più importante per collegare ovest ed est della città. E rimuovo così l’idea di passeggiare per via Caracciolo, finalmente libera dalle auto, insieme a tantissima gente, semmai turisti, che affollano gli chalet ed i chioschi distribuiti sul lungomare, e che si attardano a prendere il sole e, perché no, a bagnarsi nelle acque finalmente limpide del Golfo di Napoli. Scusate, si è fatto tardi, fra poco passa o’ tram da torretta.

 

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