Non è merce ma è rara 23 aprile 2008
Posted by Alfonso Marino in Economia.add a comment
L’economia è una parte fondante delle scelte politiche di una nazione, dunque di estremo interesse collettivo, ma di non facile comprensione. Eppure ci sono economisti, che provano a spezzare il pane, che tentano di scomporre la complessità. Economia ed economista, soggetto e disciplina necessarie ma, entrambe sono rare. La spiegazione risiede nel possesso di una combinazione di doti che non sono frequenti. Lo studioso di economia deve essere matematico, storico, filosofo, maneggiare simboli ed esprimersi con le parole. Il tutto in ambiti di tempo e spazio limitati come ad esempio l’articolo per un quotidiano. Chiedono all’economista di scorgere il particolare alla luce del generale, di presentare l’idea speculativa e dimostrarne la sua congruenza con la realtà. Studiare il presente, alla luce del passato in vista dell’avvenire. Chiedono all’economista di essere al tempo stesso interessato e disinteressato, distaccato e incorruttibile, ma molto vicino alla terra. Dicevo, la distribuzione della ricchezza, la torta e le sue parti. Chi taglia la torta? Chi tiene il coltello? Come si produce la torta? La torta è piena di automobili, software e libri. Gli studiosi di economia devono tornare all’economia. Spesso occultiamo il problema della distribuzione della ricchezza parlando di mercato. Studiamo il mercato, la globalizzazione, senza chiederci da dove vengono questi beni, né perché sono stati creati. Nel tempo si è dimenticato che la distribuzione di ricchezza è distribuzione di potere. La distribuzione di ricchezza non è purtroppo una relazione di reciprocità. Peccato, perché il mercato con il contratto distribuisce potere. Ha potere chi compra ancora il tempo altrui, non ha potere chi non può scegliersi un padrone. Il metodo e merito della distribuzione impone le scelte per ripartire la ricchezza creata. E’ il tema per citarne alcuni, dei servizi fondamentali: acqua, rifiuti, sanità, ma anche di come quote significative di ricchezza creata dalle persone che lavorano nelle imprese sono rese disponibile per gli abitanti di quel territorio. Il mercato, la globalizzazione, sono stati i temi di recenti dibattuti al World Forum e alla riunione del Fondo Monetario Internazionale, ma, l’uso di queste categorie, crea una robusta distorsione. Infatti queste categorie non rappresentano uguali possibilità e percorsi per tutti. E’ del tutto evidente che non è così. Esistono barrire e percorsi difficili, spesso impossibili per molti popoli che possiedono idee e volontà di fare. Non prevediamo il futuro, non sappiamo cosa accadrà domani, ma sappiamo che nel mondo il 10% della popolazione possiede il 65% della ricchezza prodotta, che la povertà legata al reddito aumenta, sappiamo che molte distorsioni economiche sono presenti nella nostra vita. E’ necessario uno sforzo in questa direzione. E’ possibile una diversa economia e un diverso economista?