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Che senso per la mia Via? 11 maggio 2008

Posted by iasiellik in IasielliK.
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Ogni volta che torno da viaggi più o meno lunghi e giro l’angolo per entrare in Via della Solitaria mi ritrovo dinanzi la realtà del mio quartiere e mi viene in mente sempre la stessa domanda: che senso ha Via della Solitaria? E’ così che ama chiamarla l’amico Antonio, per ricordare le origini nobili della Via (intitolata alla Madonna della Solitaria) ed esorcizzare l’idea di abbandono che incute la toponomastica, che la titola Via Solitaria.

Perchè preoccuparsi del senso di una Via? La risposta sta per strada … Cultura, esperienze, storia, persone: quest’insieme di cose si materializzano in questo tratto di strada e li rendono reali e vive. La vivibilità e la sostenibilità perdono, in questo contesto, valenza oggettiva e vengono misurate in un ambito di territorio. La proposta estrema è di chiudere la strada al traffico delle auto e delle moto, e destinarla ad isola pedonale. Ed il traffico? Ad altri le risposte.

Napoli, nelle sue strade, come tratti intestinali di viscere insaziabili, digerisce il suo traffico. Il senso di una Via si perde e tutto si trasforma in un complesso sistema fatto di trasporti, di comunicazione, di commercio. Non occorre perciò che mi attardi nella discussione perenne e perdente del torto e della ragione, del diritto e del dovere. Io che passo guardo distrattamente, e navigo nella confusione.

Via della Solitaria è la strada di collegamento tra la zona dell’Egiziaca a Pizzofalcone e piazza del Plebiscito (lato S.Lucia), per cui la prima risposta alla domanda potrebbe essere: senso unico a scendere. Infatti la strada in questione inizia da via Egiziaca a Pizzofalcone e finisce a Piazzetta Salazar, alle spalle di Piazza del Plebiscito. Risposta troppo scontata, data da un passante preoccupato di percorrere in fretta i suoi circa 200 metri di lunghezza.

Subito una prima osservazione. La strada di fatto è utilizzata nei due sensi di marcia; chiaramente la larghezza è tale (meno di 4 metri) da consentire un solo senso di marcia. Quindi è inevitabile per le auto contromano creare l’intaso, proprio all’incrocio di via del Pallonetto a S.Lucia, dove la presenza della terza via permette di sciogliere l’ingorgo. Spettacolare il gioco ad incastro che si genera. Una sapiente regia degli indigeni consente l’alternanza del senso di marcia: passo io che passi tu, entra nel Pallonetto ed aspetta lì che faccio passare quello questo qui, ‘a sott’ ‘e a coppa, se scioglie ‘o gruviglie ‘e sti machina … Dal mio osservatorio al terzo piano, forse per la posizione di favore che guarda la strada dall’alto, Via della Solitaria è uno spettacolo.

Oramai gli affollati terranei, che una tabella del Comune di Napoli ne vieta l’utilizzo per civili abitazioni, hanno preso possesso dei pezzi di strada antistanti, cambiandone la destinazione: salotto in estate, quando ‘o vascio diventa un forno, parcheggio di auto e motorino, che trovare un posto è diventato un miracolo. Così facendo i terranei danno un altro senso alla Via, rispetto a quello scontato della viabilità.
I commercianti sono protagonisti di un conflitto fatto di dispetti e litigi continui, anche essi legati alla viabilità. Si, perché una cosa avere il negozio a sinistra ed un’altra cosa a destra. Quelli del lato sinistro, non si sa da chi autorizzati, espongono la loro merce all’esterno e sostano i propri automezzi lungo la strada. Quelli di destra hanno il proprio uscio a filo di strada: i clienti devono fare attenzione per non essere investiti dalle auto e moto.
Ad aggravare la situazione è intervenuta l’installazione di paletti su entrambi i lati della Via, per consentire il passaggio del Pollicino, miracolo dell’ANM che è riuscita così a colmare un’ingiusta discriminazione nei trasporti urbani della zona. Vecchia querelle. In questo caso i paletti, distanti  50 cm dagli edifici, non consento il passaggio dei pedoni e, viceversa, diventano ottimi per la sosta dei motocicli.
Via della Solitaria è un’arteria importante, che consente di collegare la zona collinare, il corso V.Emanuele, il Monte di Dio, con S.Lucia, il Chiatamone, senza passare per il caos di Piazza Municipio. Un traffico continuo dove diventa critica anche la fermata del Pollicino all’altezza di Piazzetta Salazar: subito una fila di auto incolonnate, che suonano il clacson rivendicando il passaggio immediato.

E così durante il fine settimana, di sera, quando il lungomare e S.Lucia attirano una folla di automobili e motorini, Via della Solitaria scoppia. Blocchi stradali, con annessi inquinamenti vari, si verificano in continuazione.

Lo spettacolo caotico ispira un’altra domanda: ha “senso” tenere aperta al traffico automobilistico Via della Solitaria?

Le moto. La circolazione delle moto è un altro aspetto dei sensi di Via della Solitaria. E’ una sequenza senza soluzione di continuità, che trasmette le proprie intolleranze con lo scalpitio dei motori e le ansie dei clacson. Ci si arrende alla tumultuosità, scansandosi tra i paletti.

Trovare il senso di questa Via è compito arduo e faticoso. Mi arrendo all’evidenza e dichiaro Via della Solitaria, strada senza senso!

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