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Rue de les Cacatones 18 maggio 2008

Posted by iasiellik in Generale.
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Ancora a parlare per strada di strade, mi ritrovo a discutere di viabilità, di destinazioni, di percorsi. Ciò è inevitabile! Il tema è di attualità.

E, per le allegorie che accompagnano i nostri gesti quotidiani, diventa un modo per interpretare le vicende del nostro territorio, a cui dedico parte del mio tempo, senza giusta ragione, sperando di concretizzare solidarietà e fraternanza.

La strada ideale del mio tragitto culturale è cosparsa di insidie e trappole, che fanno il verso a quelle che trovo per le strade che attraverso per andare a correre, esperimento settimanale di conciliazione dello spirito e del corpo.

Ed eccomi così Miezz’ a Rucella, a confrontarmi con il Professore sulla sostenibilità degli interventi della nostra amministrazione, che ci imbattiamo nella prima difficoltà. Una serie di escrementi ci distraggono e nello scansarli penso ad alta voce: come è difficile la strada della politica … Inevitabile lo sguardo sardonico del Professore!

Ma la gimcana aumenta il rischio di prendere dei rovinosi scivoloni, che possono portare verso insostenibili situazioni, non più amministrabili.

 

(continua…)

Calcio ..in panza 18 maggio 2008

Posted by Alfonso Marino in Generale.
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Siamo alla fine del campionato e una piccola riflessione può essere divertente. Il calcio è insieme all’informatica il settore del Paese che più è cresciuto in termini di fatturato. Il business è favoloso, ma bisogna cercare nuovi servizi e l’offerta deve essere attenta al nuovo. Il nuovo è la pay tv. Arrivare primi, significa ricevere il grosso della torta e il rispetto dei contratti stipulati. Le società di calcio appaiono come società mercantili. I mercanti non rispettano i contratti stipulati perché guardano all’affare e in nome di esso, fanno la voce grossa, urlano all’inganno. La necessità di denaro fresco, la raccolta di quattrini, sono legati alle spese massicce per assicurarsi i nomi grossi del pallone, la sostenibilità degli investimenti per realizzare l’entrata in borsa, la trasformazione del credito sportivo in banca d’affari per finanziare i progetti che riguardano stadi di proprietà dei club o gestiti dai club. Gli ostacoli da superare, di lungo periodo, sono la mancanza reale del patrimonio finanziario, l’assenza di cultura manageriale, la modesta competitività della squadra allestita, i vincoli posti dalla Consob. Il modello vincente, oggi, passa per l’impostazione di un modello che parte da lontano come quello all’inizio degli anni trenta creato del senatore Agnelli, fondatore della FIAT, che forte del gruppo imprenditoriale proponeva, anche nel calcio, l’idea di un modello Sabaudo efficiente e vincente in diversi settori della vita economica e sociale. Il modello vincente del Nord Italia è trasferibile al Sud? Attualmente nel campionato di serie A ci sono poche squadre del Sud Italia. Le vittorie importanti delle squadre di calcio, delle future SpA del calcio, hanno bisogno del sostegno di gruppi economici forti per essere replicate nel tempo, altrimenti si vive di ricordi, di eroi del passato che non ritornano. I ricordi diventano servizi televisivi che aumentano le aspettative del presente, se non ci sono vittorie immediate la strategia è di corto respiro, il bacino d’utenza abbandona la squadra e non è più un punto di forza da mettere sul tavolo della trattativa per aumentare l’entrata di quattrini freschi garantiti dalla pubblicità, dall’essere “sportivi” e consumatori. Il ciclo vincente si apre e si mantiene con la presenza di gruppi economici consolidati, oppure, resta il gioco delle scatole cinesi, società che comprano altre società, mercanti che cercano e non trovano quote di maggioranza stabili, annunciano cordate senza mai cambiare proprietà. Questa è l’altra storia, alla quale da tempo siamo abituati, fatta di tribunali, magistrati e processi.

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