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Denaro chiama denaro 20 maggio 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Nel 2007 depositi ed impieghi bancari sono cresciuti, in particolare nei piccoli comuni. Questo è ciò che emerge dalla ricerca sui depositi ed impieghi rilevati negli istituti di credito italiani. Calenzano, piccolo centro della provincia di Firenze, si conferma anche nel 2007 il comune con la maggiore propensione ad investire: infatti, gli impieghi bancari sono oltre undici volte il valore dei depositi. Seguono Livigno (SO), Badia (BZ), Creazzo (VI) e Torrile (PR). Fanalini di coda i comuni di Oria (BR), Monserrato (CA), Acerra (NA) e Basiglio (MI). Tra i comuni capoluogo di provincia spiccano Bergamo in dodicesima posizione, bene anche Siena (15esimo posto), Macerata (16dicesimo) e Brescia (24tresimo). Il Nord-Ovest è l’area che presenta l’ammontare più elevato sia per i depositi (16.777 euro), sia per gli impieghi (33.626 euro) pro capite. Nel Sud e nelle Isole i depositi bancari si collocano su livelli ampiamente inferiori ai 7.000 euro per abitante. La ricerca ha anche analizzato lo scenario del credito per tutte le province italiane. Il trend generale dei depositi e degli impieghi  non è omogeneamente distribuito nel Paese; infatti, dai dati presentati emergono spiccate differenziazioni da provincia a provincia. Milano risulta la provincia con il valore di depositi più elevato, ben 31.463 euro per abitante, seguita da Roma (21.143 euro) e Trieste (20.243 euro); in coda alla graduatoria figurano soprattutto le province del Sud, come Vibo Valentia (3.887 euro per abitante), Enna (4.190 euro) e Reggio Calabria (4.552 euro). Per quanto riguarda gli impieghi, si segnala il buon incremento delle province di Verona, Macerata e Lodi, mentre si registra una variazione negativa in molte province delle regioni del Meridione con una rilevante concentrazione in Sardegna, Sicilia, Calabria e Campania. Nelle aree di Benevento, Reggio Calabria e Vibo Valentia, ad esempio si riscontrano valori degli impieghi inferiori ai 4.000 euro per abitante. Lo studio evidenzia una diversificazione piuttosto marcata tra le varie aree del Paese: da un lato zone sufficientemente ricche, caratterizzate da elevati depositi ma altrettanto importanti livelli di impiego; dall’altro una situazione diametralmente opposta, con pochi depositi e livelli di investimento tuttora deficitari. Rare sono nel meridione situazioni territoriali con equilibrio tra i due parametri. Un sintetico commento dei numeri evidenzia una elevata polarizzazione territoriale: forte concentrazione sia nel caso dei depositi sia nel caso degli impieghi laddove che determina una migliore qualità di vita. Ed ora via al federalismo ad essere ottimisti da brivido

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