Spumone, vacanze e debito 28 maggio 2008
Posted by Alfonso Marino in storica.trackback
Solo il 26% delle famiglie italiane riesce a risparmiare. Vanno meglio i nuclei con due redditi. Auto e tecnologie i beni irrinunciabili. Dall’indagine svolta su un campione di famiglie italiane risulta che queste si trovano in forte difficoltà economica. Risparmiare a fine mese sembra essere diventato un privilegio riservato ad appena un quarto delle famiglie, mentre quasi sei nuclei su dieci arrivano costantemente a fine mese con le tasche vuote. Va peggio per le famiglie che hanno dovuto ricorrere alle risorse accantonate e quelle costrette ad accendere prestiti. Le famiglie del NordEst appaiono meno in difficoltà nel far quadrare i conti a fine mese rispetto ai nuclei del Sud e del Centro. La struttura del nucleo familiare influenza sensibilmente la propensione al risparmio: le famiglie con un unico percettore di reddito appaiono, come era logico attendersi, più in difficoltà rispetto ai nuclei con due o più percettori. L’elevato costo della vita è largamente la causa principale delle difficoltà finanziarie delle famiglie italiane, che denunciano un peggioramento della propria situazione economica. Minore risparmio significa anche minore consumo: il bilancio familiare, condizionato pesantemente dalle spese per la casa (mutuo, affitto), per le bollette ed assicurazioni e per le spese del vivere quotidiano, offre solo una quota marginale per i consumi cosiddetti superficiali. Tuttavia, beni come l’automobile e le moderne tecnologie (cellulare, computer, ecc.) hanno progressivamente acquisito un importante ruolo sociale, diventando elementi imprescindibili di un tenore di vita al quale pochi sono disposti a rinunciare.
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