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Prendi un debito e vola 14 maggio 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Allarme: 110 mila nuclei familiari, parte dell’aggregato di 530 mila famiglie sono in difficoltà finanziarie, hanno contratto mutui – casa e sono ora a rischio di insolvenza. E’ l’economia del debito, del vivere sapendo che non puoi ma devi per te, per i tuoi figli, per una vita che solo in piccola parte forse un domani che se sei fortunato vedrai, diventa più comoda. Ormai non consumi quando puoi ma sempre. Bisogna provare con una riflessione che riporti alla frontiere delle possibilità il consumo delle persone. Credere che la frontiere delle possibilità individuali e di una famiglia, di una nazione si può spostare sempre e comunque avanti, aumentando il debito, non tiene, il conto alla fine lo paghi e più dichiari che puoi e più fai debiti più cruenta è la soluzione. In questo percorso ecco le banche: concentriamo l’attenzione sull’inadempienza, da parte delle banche, nell’applicazione della recente normativa sulla portabilità a costo zero e sull’estinzione dei mutui. La questione dell’ammortamento dei mutui sta diventando un problema sociale. Non bisogna riferirsi a casi dolorosi, che pure si sono verificati ma, al diffuso disagio e solitudine di chi deve affrontare le banche, le ulteriori spese e le difficoltà psicologiche e finanziarie. Quella attuale è una situazione di difficoltà, vanno attivate anche altre misure, come quelle previste dalla legge: differimento del pagamento delle rate, la rinegoziazione con l’allungamento delle scadenze. Trasparenza e portabilità sono, però, una leva fondamentale. E’ vero, che si tratta di una disposizione sprovvista di sanzione, dunque difficile da realizzare vista la sensibilità delle banche. Ma possiamo provare con il diffondere le banche che ostacolano l’applicazione del decreto, dunque, l’effetto di incidere sull’immagine di questa o quella banca. E ciò di per sè costituirebbe una non secondaria penalizzazione. Dunque, sarebbe quanto mai opportuno che l’Authority promuovesse diffuse indagini a campione sull’osservanza della normativa. Le innovazioni introdotte in questo campo, si pensi a “Patti chiari”rappresentano ancora un soffio in relazione alla tempesta che vivono le famiglie, i giovani, le imprese, gli Enti Locali che contraggono mututi con le banche. E’ necessario un passo avanti. Oppure iniziamo con il declinare l’idea che il debito non ti dà una mano ma le elimina tutte e due.

I critici 13 maggio 2008

Posted by Alfonso Marino in Generale.
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I critici del giornalismo come è praticato oggi hanno evidenziato la scarsità del “buon vecchio lavoro di gambe” e quindi criticato i corrispondenti in poltrona che scrivono riprendendo i comunicati governativi e d’impresa.

La percentuale 12 maggio 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Una pubblicità ben leggibile e con caratteri enormi diceva: le persone che usano il dentifricio pin hanno il 23% in meno di carie. Le persone, quali: anziani, giovani, neonati, con quali abitudini alimentari e quante volte in una giornata lavano i denti e ….. il 23% una percentuale inutile ma forse vende, perché l’imperativo categorico è vendere, vendere e ancora vendere e quindi comprare, comprare con le comode rate, con il compri oggi e paghi domani, ma vendere e se segui la scia il vendere diventa vendersi e diventi una caria.

Lettere al lettore 11 maggio 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Lettere al lettore, si cambiamo non lettera al direttore ma lettera al lettore per dire che ci sono nuovi abbonati e in particolare che l’età mediana è di 34 anni e il reddito medio delle loro famiglie è di 47 mila euro. Dunque per l’età si usa la mediana e per il reddito la media e ancora quella media corrisponde al reddito della famiglia dei giovani lettori e dunque i giovani lettori non lavorano o possiedono un reddito inferiore alla loro famiglia di origine e quindi per attirare pubblicità conviene dare una media aritmetica più alta? Numeri e perdita di significati, simboli senza senso.

Che senso per la mia Via? 11 maggio 2008

Posted by iasiellik in IasielliK.
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Ogni volta che torno da viaggi più o meno lunghi e giro l’angolo per entrare in Via della Solitaria mi ritrovo dinanzi la realtà del mio quartiere e mi viene in mente sempre la stessa domanda: che senso ha Via della Solitaria? E’ così che ama chiamarla l’amico Antonio, per ricordare le origini nobili della Via (intitolata alla Madonna della Solitaria) ed esorcizzare l’idea di abbandono che incute la toponomastica, che la titola Via Solitaria.

Perchè preoccuparsi del senso di una Via? La risposta sta per strada … Cultura, esperienze, storia, persone: quest’insieme di cose si materializzano in questo tratto di strada e li rendono reali e vive. La vivibilità e la sostenibilità perdono, in questo contesto, valenza oggettiva e vengono misurate in un ambito di territorio. La proposta estrema è di chiudere la strada al traffico delle auto e delle moto, e destinarla ad isola pedonale. Ed il traffico? Ad altri le risposte.

Napoli, nelle sue strade, come tratti intestinali di viscere insaziabili, digerisce il suo traffico. Il senso di una Via si perde e tutto si trasforma in un complesso sistema fatto di trasporti, di comunicazione, di commercio. Non occorre perciò che mi attardi nella discussione perenne e perdente del torto e della ragione, del diritto e del dovere. Io che passo guardo distrattamente, e navigo nella confusione.

(continua…)

Tesoro era il ministero, tesoretto è il ministro 10 maggio 2008

Posted by Alfonso Marino in storica.
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Ancora non si siedono ma sono giorni che parlano di quello che devono fare per rimediare all’enorme massa di errori dei precedenti e poi oggi colpo di scena: il tesoretto non c’è. Ci sono come è ovvio fiumi di numeri, statistiche e via così, una noia incredibile. Cambiano e si accusano, si accussano e cambiano, una commedia pessima.

Retribuzioni come scale 9 maggio 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Quando leggiamo un dato di retribuzione media, dobbiamo chiederci: media di cosa? Nel caso di recenti notizie riguardanti la nostra compagnia di trasporto aereo si leggeva che la retribuzione media dei suoi dipendenti era aumentata del 67% negli ultimi 20 anni. Ma quel magnifico aumento percentuale perde molto del significato quando si scopre che 20 anni prima, il numero di persone impiegate a tempo parziale era superiore ad oggi. Se qualcuno lavora la metà del tempo l’anni prima e con il passare degli anni lavora a tempo pieno il suo guadagno aumenta ma non è cambiata la sua retribuzione.

Dichiarare e stampare 8 maggio 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Il dirigente d’azienda dichiara: la retribuzione media delle persone che lavorano nella sua organizzazione è 25mila euro. Quel numero significa qualcosa oppure no? Se la cifra indicata è una mediana possiamo dedurne qualche interessante significato, ma se è una media aritmetica possiamo verificare che il dirigente guadagna il doppi del suo dipendente e la media è 25mila euro. Informazione distorta che in alcuni casi nel voler informare nasconde il nocciolo della vicenda. Pensate quanta carta viene stampata ogni giorno con questo tipo di notizie, che spreco, che offesa!!!

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