Le risultanze del rendiconto generale dello Stato per il 2007 ricalcano l’andamento del 2006. Restano aperte le problematiche che direttamente si riferiscono alla trasparenza e alla leggibilità del rendiconto generale dello Stato, solo in parte avviate a soluzione con la nuova classificazione della spesa per missioni e programmi. Ulteriori passi vanno compiuti – soprattutto sul piano dei meccanismi legislativi di spesa e degli assetti organizzativi – al fine di recuperare il ruolo del bilancio nell’allocazione delle risorse e di valorizzare l’utilità del consuntivo come strumento di verifica dell’attuazione delle politiche pubbliche di settore. Permangono, per altro verso, i limiti di significatività del bilancio dello Stato, riconducibili, da un lato, al suo progressivo ridimensionamento rispetto alle grandezze del conto economico delle amministrazioni pubbliche e, dall’altro, alla presenza di sistemazioni contabili di varia natura, che tolgono visibilità agli effettivi andamenti gestori dell’anno di riferimento. Segnali di preoccupazione, anche su tale terreno, derivano dalle vicende degli ultimi anni. A fianco del fenomeno delle regolazioni contabili e debitorie, peraltro insufficientemente monitorate dalla stessa amministrazione, si è venuta formando una considerevole massa di debiti pregressi, che mette in crisi l’annualità del bilancio e la reale rappresentatività del conto consuntivo. Nel quadro delle misure di contenimento della spesa, una notazione di rilievo merita la verifica, del funzionamento, limitatamente al bilancio dello Stato, della cosiddetta regola del 2 per cento che, come è noto, non è stata confermata nella legge finanziaria per il 2008. Contrariamente al biennio precedente, nel quale si era manifestata una sua sostanziale tenuta, per il 2007 il limite di incremento stabilito risulta, a causa delle manovre espansive adottate in corso d’anno, ampiamente superato per tutte le categorie interessate, ad eccezione dei consumi intermedi. Tale esito ha finito per compromettere il conseguimento dei risultati attesi per l’intero arco triennale interessato dalla norma. Tanti, troppi limiti d’informazione e di rendiconto, assenza di informazione da parte della struttura centrale con una declamata necessità di trasparenza, un classico esempio di asimmetria informativa, scarsa possibilità di incrociare numeri e vettori, con una crescente richiesta della struttura centrale di una maggiore trasparenza e visibilità dell’operato dei suoi dipendenti, un classico esempio di libertà negativa. Lo Stato di tutti: un classico falso positivo.
Quando scrivi e pensi e non sei nel letto del fiume, scrivi e pensi ma non sei immediatamente nello scorrere dell’acqua sei fuori. Fuori dal confronto sei con la forza delle tue idee al margine e vogliono farti fare lo spettatore che deve applaudire o al più inviare la lettera al giornale, fare la telefonata, ovvero testimonianza al confronto di chi in tv nei quotidiani, nei blog. Basta! E’ una noia insopportabile, basta con lo stare fuori. In questo blog tutti dentro. Questo blog pubblica tutto sui temi dell’economia e della politica. Pubblica tutto, perché il rifiuto, spesso senza neppure una spiegazione, distrugge le persone, annulla il pensiero, il confronto e devi avere una forza ed un coraggio enorme per continuare ad esserci.
Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto, infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio.
Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati, buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza; godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico ammaestrato e non vi fa paura e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe. Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna. Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco, io non perdono, non perdono e tocco!
Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti, venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese. Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato; coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco, io non perdono, non perdono e tocco!
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Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita; se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore, l' avete già tradito e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso, le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali; tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti. Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non
perdono e tocco, io non perdono, non perdono e tocco!
...Cirano
di Francesco Guccini
Il 2009 è l'anno di Charles Darwin. Per festeggiare come si deve il bicentenario della sua nascita (12 febbraio 1809) e i 150 anni della pubblicazione di L'origine delle specie (1859), in tutta Italia verranno organizzati incontri, mostre, seminari e altro ancora, nell'ambito del Darwin Year. Per esempio: a Roma, l'Accademia dei Lincei ha […]
L'evoluzione è così semplice - dice David Lee Hull, filosofo della Northwestern University - che chiunque può fraintenderla. Forse è per questo che, a un secolo e mezzo dalla sua formulazione, una delle più potenti idee della storia del pensiero scientifico ha ancora tanti nemici. E che Darwin è stato tirato per la giacca in tutte le direzioni, e gli so […]
C'è la biancheria intima e c'è la lingerie. I capi che servono a coprire o tenere caldo e quelli che scegliamo per piacere, agli altri o a noi stessi. In ogni caso quello che indossiamo vicino alla pelle parla di noi, dei nostri desideri e delle nostre paure. E nel giro di pochi decenni si è trasformato in un business che è anche fenomeno di costum […]