jump to navigation

Rendicontiamo: asimmetrie, falsi positivi e libertà negative 8 luglio 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
add a comment

Le risultanze del rendiconto generale dello Stato per il 2007 ricalcano l’andamento del 2006. Restano aperte le problematiche che direttamente si riferiscono alla trasparenza e alla leggibilità del rendiconto generale dello Stato, solo in parte avviate a soluzione con la nuova classificazione della spesa per missioni e programmi. Ulteriori passi vanno compiuti – soprattutto sul piano dei meccanismi legislativi di spesa e degli assetti organizzativi – al fine di recuperare il ruolo del bilancio nell’allocazione delle risorse e di valorizzare l’utilità del consuntivo come strumento di verifica dell’attuazione delle politiche pubbliche di settore. Permangono, per altro verso, i limiti di significatività del bilancio dello Stato, riconducibili, da un lato, al suo progressivo ridimensionamento rispetto alle grandezze del conto economico delle amministrazioni pubbliche e, dall’altro, alla presenza di sistemazioni contabili di varia natura, che tolgono visibilità agli effettivi andamenti gestori dell’anno di riferimento. Segnali di preoccupazione, anche su tale terreno, derivano dalle vicende degli ultimi anni. A fianco del fenomeno delle regolazioni contabili e debitorie, peraltro insufficientemente monitorate dalla stessa amministrazione, si è venuta formando una considerevole massa di debiti pregressi, che mette in crisi l’annualità del bilancio e la reale rappresentatività del conto consuntivo. Nel quadro delle misure di contenimento della spesa, una notazione di rilievo merita la verifica, del funzionamento, limitatamente al bilancio dello Stato, della cosiddetta regola del 2 per cento che, come è noto, non è stata confermata nella legge finanziaria per il 2008. Contrariamente al biennio precedente, nel quale si era manifestata una sua sostanziale tenuta, per il 2007 il limite di incremento stabilito risulta, a causa delle manovre espansive adottate in corso d’anno, ampiamente superato per tutte le categorie interessate, ad eccezione dei consumi intermedi. Tale esito ha finito per compromettere il conseguimento dei risultati attesi per l’intero arco triennale interessato dalla norma. Tanti, troppi limiti d’informazione e di rendiconto, assenza di informazione da parte della struttura centrale con una declamata necessità di trasparenza, un classico esempio di asimmetria informativa, scarsa possibilità di incrociare numeri e vettori, con una crescente richiesta della struttura centrale di una maggiore trasparenza e visibilità dell’operato dei suoi dipendenti, un classico esempio di libertà negativa. Lo Stato di tutti: un classico falso positivo.