Il dilemma 4 luglio 2008
Posted by Alfonso Marino in storica.add a comment
Che faccio? Vado non vado? Vado, no meglio di no. Cosa? Il dipendente si innervosisce che non vado..ma roba da non credere!!!! Chiama quella che ……la tv vedi se per stasera, insomma si si.. I prezzi aumentano, aumenta tutto, non c’è controllo, ecco siamo in un paese insicuro più sicurezza, più sicurezza e poi prezzi giusti, giusti, con i prezzi ci vuole giustizia, giustizia? No giustizia nooooooo!!! Bloccate, bloccate tutto, tutto, tutto, fino al prossimo sorriso.
Piazza Dante o Piazza Plebiscito? 3 luglio 2008
Posted by Alfonso Marino in storica.add a comment
Non sono in alternativa, ma ieri sera erano distanti. Sono distanti perchè in Piazza Dante i maestri di strada del progetto Chance consegnano gli ultimi diplomi alle persone che sono riuscite nell’arduo percorso di apprendere con modalità vicine alla loro vita contenuti e comportamenti lontani da loro che sono altrove. Contenuti importanti forse perchè conoscere il significato, il senso e il simbolo di mille parole regala una forza diversa dal conoscerne cento. Il progetto Chance chiude perchè cambia l’ente pubblico di riferimento e al momento il nulla. Piazza Plebiscito con il suo concerto di Zubin Metha con la nona sinfonia di Beethoven rappresenta uno degli eventi più importanti per la nostra città: solo Napoli dopo Firenze. Piazza Dante e Piazza del Plebiscito: due piazze per esprimere cultura per dare fiato alla città di Napoli. Spiace che pur essendo vicine sono lontane, spiace che non è previsto un travaso di persone, tra le due piazze, spiace che non ci sono concreti atti di solidarietà, di soluzione del problema.
Enti locali, mutui per 62 milioni 2 luglio 2008
Posted by Alfonso Marino in Economia.add a comment
Ogni cittadino italiano, tramite le regioni e gli enti locali, ha sulle spalle un debito per 1.045 euro. Gli enti territoriali, al primo gennaio 2007, avevano infatti un “debito” con gli istituti bancari e con la cassa depositi e prestiti, per complessivi 61,8 miliardi di euro. È quanto emerge dall’ultima “Indagine sui mutui contratti dagli enti territoriali per il finanziamento degli investimenti” realizzata dalla Ragioneria Generale dello Stato. Dall’indagine, che aggiorna i dati a tutto il 2006, emerge che a fronte di uno stabile ricorso ai mutui da parte di Comuni e Province che hanno stipulato nel 2006 mutui per circa 6 miliardi – c’è invece un aumento esponenziale del ricorso ai mutui da parte delle Regioni: nel 2006 hanno contratto mutui per 3,6 miliardi, più del doppio degli 1,7 miliardi dell’anno precedente. Lo studio realizzato dalla Ragioneria dello Stato suddivide il ricorso ai mutui delle regioni da quello degli altri enti locali. Ed indica anche qual’è l’importo dell’indebitamento “pro capite” dei residenti delle diverse aree. Il “peso” dei mutui è in media di 808,21 euro per quanto riguarda le amministrazioni locali: province e comuni e di 237,30 euro per i contratti sottoscritti dalle regioni.
Senso unico, strada senza uscita, divieto di svolta 1 luglio 2008
Posted by Alfonso Marino in Economia.add a comment
Ci sono tre segnali che arrivano nello stesso giorno e che certificano ancora una volta, anche se non ce n’era davvero bisogno, che l’Italia è sulla via di un declino insostenibile. Da una parte, la Corte dei Conti ha sottolineato come l’Italia abbia perso l’occasione per ridurre la sua spesa pubblica nonostante il calo del conto degli interessi sul debito dovuto all’entrata nell’euro. La massima autorità contabile del Paese ha certificato che abbiamo utilizzato i 70 miliardi di euro risparmiati sugli interessi (nientemeno che 4 punti di pil) per far salire l’asticella delle uscite invece che come riduzione del debito o come volano economico (investimenti produttivi). Al contrario di quanto hanno fatto Germania e Francia, che hanno usato il risparmio sugli interessi per far scendere pesantemente anche la spesa corrente (Berlino di 3,6 punti, Parigi di 0,7). Secondo segnale, la stagnazione. La ricchezza, salirà solo dello 0,1% nel 2008, contro l’1,5% del 2007. Sul fronte consumi, poi, si prevede una vera débacle (come aveva già detto l’Istat, segnalando una contrazione del 2,3% degli acquisti delle famiglie nel mese di aprile). Male anche i redditi e i salari, completamente rosicchiati dall’inflazione che continua a galoppare (il +3,5% dei salari nominali sarà infatti totalmente sterilizzato dal +3,4% di aumento dei prezzi, a causa del boom di alimentari e combustibili), sono al palo. La tendenza è confermata dalle recenti leggi collegate alla finanziaria 2009. Terzo segnale: l’occupazione, rallenta e sul fronte della finanza pubblica sale il rapporto deficit-richhezza prodotta, e sarà sempre più difficile centrare i target imposti dalla Bce. Ovvio che non siamo interessati alla riduzione delle spese per armamanti, ovvio che non siamo interessati alla riduzione degli apparati politici e alla misurazione della loro produttività, ovvio che non siamo interessati alla lotta all’evasione, ovvio che non siamo interessati ad aumentare la tassazione per le rendite finanziarie, ovvio che non siamo interessati ad una quota di profitto reinvestita in opportunità pubbliche, ovvio che non siamo interssati agli scandali finanziari, Parmalat in testa, con le sue 85 mila famiglie bidonate dai bond. Sono invece interessati al taglio dei posti nella scuola, alla modifica del rapporto di lavoro e della natura giuridica delle università, al proliferare dei call center, alla favola del tutti impresari, al volto di circostanza per le morti sul lavoro, alla pubblicità del libero mercato che aumenta le tariffe dei servizi fondamentali al vivere civile, sono, siamo. Possiamo, dobbiamo continuare ad assistere al declino e degrado di un paese che una volta era chiamato Italia?