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Menti Aperte 30 agosto 2008

Posted by iasiellik in IasielliK.
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OPEN MISLI

A topic da fascinates operatori ICT, je stalan i neprekidan pretraživanje inovacija. Mehanizam je čestiti krug (vi kažete), određuje se prema filing novih rješenja, koja potkopava stari još nije odobren. (Lellovic Jasi, 2008).

(continua…)

La economía registra su peor crecimiento anual desde 1996 por el desplome del consumo 27 agosto 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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La economía española registró en el segundo trimestre un crecimiento interanual del 1,8%, su menor incremento desde el primer trimestre de 1996 (1,7%). Además, el estancamiento también tuvo su propio reflejo en el empleo, porque la creación de trabajo sólo avanzó un 0,4% en este periodo, 69.400 nuevos puestos de trabajo, según los datos del Instituto Nacional de Estadística (INE). (continua…)

Emergenza, eccellenza, emergenza 26 agosto 2008

Posted by Alfonso Marino in storica.
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Aumenti cari aumenti. La benzina è una certezza ma, il bello è ogni fine estate nella quale l’acqua manca, i libri aumentano, le scuole con i doppi turni iniziano, il fuoco distrugge monti e campagne, i prezzi delle utenze aumentano e quelli dei generi alimentari seguono l’inflazione reale. Il ritorno dalle vacanze, scrivono i quotidiani e le reti telivisive partono con le mitiche inchieste che spiegano con sorpresa quello che viviamo nel quotidiano e conosciamo bene, in profondità. Ogni fine estate questa operetta, con alcuni che promettono e dichiarano e tanti che sono convinti che non c’è verifica, non è possibile un piccolo segno di cambiamento.

L’estate..finendo.. 26 agosto 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Dal 1993 ad oggi a fronte di un’inflazione media annua del 3,2%, le retribuzioni contrattuali sono cresciute in media solo del 2,7%. C’è uno scarto tra inflazione programmata e reale e, quindi, una perdita secca del potere d’acquisto dei salari. La bassa crescita delle retribuzioni in Italia si rende ancora più evidente se confrontata con quella dei maggiori paesi europei. Ad aggravare la questione salariale e ad abbassare il livello delle retribuzioni medie e del loro tasso di crescita c’è la questione giovanile. Proprio su quest’ultimo tema le nostre rilevazioni ci dicono che: nell’età compresa tra 15 e 34 anni c0n le diverse tipologie di flessibilità il minimo è 737 euro il massimo  899 euro netti mensili. Poi il fenomeno del lavoro illegale e delle morti sul lavoro che tiene bassi i salari di quei settori. Nel periodo 1993-2006, su 16,7 punti percentuali di crescita di produttività in Italia, in termini reali, al lavoro sono andati solo 2,2, cioè secondo dati Istat il 13% della produttività è andato al lavoro e l’87% alle imprese. Nel dibattito odierno è tornata prepotentemente in auge la questione della gabbie salariali.

L’ultimo Rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno: L’emigrazione dal Sud torna ai livelli degli anni 60. L’emigrato tipo ha tra i 25-29 anni , quasi la metà ha un titolo di studio medio – alto (diploma superiore il 36,3% e laurea il 13,1%). All’inizio del 2008 i lavoratori senza contratto erano circa 10 milioni. Ad oggi, i contratti scaduti interessano circa 8 milioni di dipendenti. Come di evince dai dati, l’aumento medio a regime derivante dai contratti nazionali di lavoro è di circa 100 euro lordi (ad eccezione del credito). Tolte le trattenute fiscali e i contributi previdenziali, gli aumenti netti sono di circa 65 euro mensili, scaglionati in più tranches. La struttura contrattuale disegnata dall’accordo del 23 luglio 1993 assegna un ruolo potenzialmente rilevante, anche per la determinazione del salario, alla contrattazione di secondo livello. Purtroppo, però, la stragrande maggioranza dei lavoratori beneficia solo del contratto nazionale. Questo dipende in parte dalla classe dimensionale della imprese italiane. Il 95%delle aziende, infatti, ha tra 1 e 9 addetti: in queste realtà non esiste contrattazione di secondo livello. Ma anche le informazioni delle associazioni di rappresentanza sono poche e frammentate per quanto riguarda la esigua quota restante. Flebile la contrattazione integrativa dal momento che le parti sociali erano impegnate ad affrontare le pesanti ristrutturazioni e le corpose delocalizzazione all’estero che hanno caratterizzato il periodo. Sul tema è interessante l’analisi del Cnel. I dati sull’evoluzione dei salari e dei profitti dal 1993 al 2007, le cifre relative alla paga mensile netta dei lavoratori dipendenti, la comparazione dei salari italiani rispetto al resto d’Europa, le grandi differenze tra Nord e Sud del paese, quelle tra uomini e donne e tra giovani e meno giovani, l’analisi sui rinnovi dei contratti nazionali di lavoro e sulla contrattazione di secondo livello, ci portano ad una serie di considerazioni. La prima rende paradossale l’idea proposta da alcuni per cui ad un ridimensionamento del contratto nazionale corrisponderebbe un aumento della contrattazione di secondo livello. I dati dicono il contrario: ad un contratto nazionale sempre più debole nel recupero del potere d’acquisto ha corrisposto, nei quindici anni trascorsi, una riduzione quantitativa (in relazione sia al numero di aziende che al numero dei lavoratori coinvolti) della contrattazione di secondo livello. La seconda. Il fallimento dei propositi redistributivi dell’accordo del luglio 1993 attraverso una contrattazione aziendale con salario variabile. La terza. La debolezza dei contratti nazionali di lavoro, che hanno a riferimento un indice di inflazione diverso da quello reale, a colmare la perdita di potere d’acquisto delle retribuzioni. La quarta. La contrattazione aziendale di secondo livello, date anche le ridotte dimensioni della stragrande maggioranza delle imprese italiane, deve essere esigibile.

Las agencias de trabajo temporal pronostican un ………12,5% de paro al final del cuarto trimestre 7 agosto 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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La Asociación de Grandes Empresas de Trabajo Temporal (AGETT), calculan que los pronósticos de desempleo del Gobierno para 2009, a priori el peor año de la crisis, se cumplirán a finales de este mismo año. La actual tasa de paro, del 10,4%, repuntará hasta el 12,5% en el cuarto trimestre y en septiembre se superarán los 2,5 millones de parados. Según el boletín de agosto de AGETT, “el ajuste del mercado laboral está siendo más rápido ahora que en la recesión del 92-94″. Así, en el conjunto del año se crearán 300.000 empleos menos que en 2007 y, para mayores dificultades, la tasa de paro de larga duración comenzará a incrementarse dentro de dos trimestres debido a las mayores dificultades para encontrar empleo. Además, la ralentización de la creación de puestos de trabajo acabará en destrucción de empleos. AGETT calcula que el crecimiento será negativo en octubre (-1%) porque habrá 225.000 empleos menos que los que había en el mismo mes del pasado año.

El déficit exterior sube……… un 15% hasta mayo 1 agosto 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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La teoría dice que cuando la economía se desacelera, el déficit exterior tiene que reducirse: si los consumidores se ajustan el cinturón, bajan las importaciones y las empresas tienden a elevar sus exportaciones para compensar la debilidad del mercado doméstico. Pero nada de eso está sucediendo en España a causa de la fenomenal escalada del petróleo. El déficit por cuenta corriente (que mide los intercambios con el exterior de mercancías, servicios y rentas) se elevó un 14,6% hasta mayo, con 50.144 millones de euros. Ese empeoramiento se explica por el déficit comercial, que creció el 14,5% hasta mayo, con 38.855 millones. Las importaciones se elevaron el 10,5%, frente a un alza del 8,7% de las exportaciones. Pese a la disminución del déficit de productos no energéticos, la espectacular subida del crudo hasta mayo – casi un 30% en esos cinco meses- disparó la factura energética.

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