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Menti Aperte 30 agosto 2008

Posted by iasiellik in IasielliK.
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OPEN MISLI

A topic da fascinates operatori ICT, je stalan i neprekidan pretraživanje inovacija. Mehanizam je čestiti krug (vi kažete), određuje se prema filing novih rješenja, koja potkopava stari još nije odobren. (Lellovic Jasi, 2008).

Un tema, che affascina gli operatori ICT, è la costante ed incessante ricerca dell’innovazione. Il meccanismo è quello del circolo virtuoso (si fa per dire), determinato dalla proposizione di nuove soluzioni, che scalzano le vecchie non ancora omologate. L’uso di queste innovate tecnologie determina lo sviluppo di progetti ed idee che richiedono nuovi strumenti e tecniche.

E’ il caso di Internet, che propone tecnologie sempre più innovative, che consentono di sviluppare nuovi paradigmi di cooperazione, riproponendo il sistema della rete come veicolo di socializzazione: Web 2.0.

Esso non è solo una realtà tecnologica, né un business. Infatti il paradigma dei rapporti azienda-consumatore e la gestione delle risorse umane risentono dei cambiamenti indotti dall’ondata di tecnologia e sociologia di Web 2.0 (blog, siti di condivisione, widget, etc.). Così diventa importante governare i processi di cambiamento, evitando di essere sopraffati dalla nuove e mutate disponibilità tecnico-economiche.

Gli utenti del Web 2.0 utilizzano i tool messi a disposizione in rete per comunicare all’interno di cluster geograficamente definiti. L’utilizzo di strumenti per la pubblicazione e distribuzione di contenuti hanno fatto spazio ad altri strumenti, quali blog, wiki, Twitter o Facebook, che consentono di comunicare e tenere aggiornata il gruppo di internauti di appartenenza. Quindi alla pratica dell’ascolto, si passa alla fase dell’azione, attraverso una strategia abilitante di piattaforme già affermate e community composte da milioni di persone già abituate a vivere relazioni online in una piazza virtuale popolata e familiare. Se da un lato le tecnologie Open Source si propongono come il mezzo di attuazione di modelli di sviluppo, una presenza proprietaria e allo stesso tempo diffusa, con un modello ibrido, rappresenta la formula più flessibile di engagement per il proprio social network.

Il modello di flexible engagement di successo è quello che sì è sviluppato all’interno delle infrastrutture aziendali, dove il controllo sugli utenti e sulle metriche è totale. I vincoli, in questo caso, sono rappresentati da un lato dalla disponibilità esclusiva di funzioni e servizi all’interno della Intranet, dall’altro dalla disponibilità di strumenti di interoperabilità per la cooperazione applicativa, da utilizzare verso altri network.

Le relazioni avvengono su scala globale e in forma asincrona ma, nonostante tutto, i network sono costituiti da cluster più o meno ristretti, in cui pochi grandi connettori mettono in relazione tutti i membri in pochi gradi di separazione.

A dimostrazione della corsa ad innovare, il Web 2.0 è un mondo che corre veloce, così veloce che a quattro anni dalla prima definizione di Tim O’Really c’è chi parla insistentemente di Web 3.0. Quel che è certo è che si tratta di un ambiente estremamente dinamico in cui l’aggiornamento continuo è la regola base. Il modello di sviluppo interno consente l’acquisizione di competenze e conoscenze adeguate al progresso della rete Internet.

La visione sociale di Web 2.0 trova la contrapposizione con l’approccio commerciale, che vede il contesto molto competitivo e la concorrenza ogni giorno più agguerrita, anche se le aziende già avviate sulla strada del Web 2.0 sono ancora poche. Per le Aziende già presenti nel mondo Web 2.0 la poca concorrenza rappresenta un’occasione unica per acquisire un vantaggio importante sui competitors e familiarizzare con tecnologie in costante e rapida crescita.

E’ interessante indagare sugli sviluppi di Web 2.0 dal punto di vista delle Aziende, che ne intravedono interessi speculativi. Il servizio clienti nell’era del web non potrà più prescindere dall’utilizzo e dall’ascolto di canali di comunicazione pubblica come Twitter, in cui gli utenti descrivono le proprie esperienze istantanee e tempestive ad una platea di migliaia di persone che con un click sono in grado di distribuire le informazioni. Inoltre dal punto di vista del marketing, i contenuti generati dagli utenti rappresentano un importante serbatoio di informazioni da cui attingere per studiare il trend di mercato.

La crescita esponenziale dei social network pone un problema rispetto ai dati relativi alla propria rete di contatti e alle attività svolte all’interno di un network. Di fronte alla prospettiva di ricostruire da zero la propria rete su un network alternativo si sta diffondendo la “social network fatigue”, ovvero il rifiuto di investire tempo per operazioni ripetitive di gestione dei propri contatti da una rete all’altra. I principali attori del mercato, consapevoli della limitazione generata da tale fenomeno, stanno lavorando per rendere interoperabili i network e per promuovere standard condivisi. La Fondazione OpenSocial, promossa da Google, Yahoo! e Myspace punta a facilitare la vita dell’utente e di chi sviluppa applicazioni terze da usare all’interno di tali ambienti, ma siamo all’inizio di un percorso complesso e torituoso.

Un’altra questione è la privacy degli utenti e la proprietà dei contenuti condivisi e pubblicati nelle piattaforme. Facebook, ad esempio, si riserva il diritto di sfruttare commercialmente ogni contenuto pubblicato dai suoi utenti e di fornire al Governo USA i dati relativi ai profili personali nel caso in cui questi venissero richiesti.

L’aspetto tecnologico più interessante e innovativo è l’utilizzo dell’infrastruttura del Web come piattaforma abilitante per i servizi applicativi, erogati tramite la rete, e per le componenti applicative del software. Da tempo il Web ha avuto uno sviluppo come motore inferenziale per operazioni di ricerca e per l’esecuzione di algoritmi elaborativi, anche se con tempi lunghi di affermazione. I cambiamenti tecnologici e infrastrutturali in atto fanno prevedere che l’affermazione del Web, nella versione 3-tier, come sistema di base sia prossima.

L’esperienza utente di soluzioni di programmi da ufficio online, come Google Documenti o Zoho, è

notevolmente migliorata negli ultimi anni grazie ad effetti AJAX, che rendono l’esperienza molto simili alle più comuni suite da ufficio desktop, e alla diffusione delle connessioni veloci a banda larga always on che consentono di essere sempre connessi con tariffe flat.

Tutto comporta un uso sempre più massiccio di tali applicazioni web, spesso gratuite seppur dotate di un livello di funzioni base, certamente utile a soddisfare una larga fetta del mercato.

Le ultime versioni di Mozilla Firefox e di Internet Explorer consentiranno agevolmente di usare il browser per gestire tali applicazioni anche in assenza di una connessione web, risolvendo il problema della creazione di contenuti in assenza di segnale. Google Gears è una delle prime applicazioni che, una volta installata sul pc, consente di continuare ad usare alcuni servizi web, non solo Google, senza collegamento ad Internet.

Il web come sistema operativo quindi, capace di gestire dal browser tutte le principali funzioni di produttività casalinga e da ufficio, costituisce una piccola rivoluzione che è bene saper cogliere per tempo. La produttività via web significa inoltre condivisione in tempo reale di documenti e la pubblicazione online a distanza di un click. Padroneggiare fin da subito tali soluzioni pone l’azienda in una posizione di vantaggio nel cogliere tutte le opportunità che ne conseguiranno.

L’attenzione ai costi delle infrastrutture ICT ha portato alla ricerca di infrastrutture tecnologiche che non richiedano investimenti faraonici, e che sono destinate ad una rapida obsolescenza. Cresce pertanto l’attenzione alle piattaforme Web per lo sviluppo di applicazioni e nuovi servizi molto più a buon mercato.

Sviluppare applicazioni e nuovi servizi web non comporta più investimenti faraonici in infrastrutture tecnologiche, oggi forse sovradimensionate, domani presto obsolete e da sostituire. L’avvento del cloud computing permette a chiunque voglia realizzare un servizio web di sfruttare l’infrastruttura già esistente e resa disponibile a basso costo da alcuni giganti del computing globale come Amazon, Google e probabilmente domani Yahoo! e Microsoft. Spazio disco, banda passante e potenza di calcolo non pongono più problemi di scalabilità e sono erogati a prezzi molto competitivi.

Il 2008 secondo molti analisti potrebbe essere finalmente l’anno della svolta e del decollo di Internet mobile. Le condizioni sembrano essere tutte favorevoli o quasi: nuovi device multimediali disponibili a prezzi competitivi e piani tariffari dati semiflat mobili in rapida espansione.

Un’analisi del primo anno dell’Apple iPhone sul mercato americano ha dimostrato come Internet mobile possa diventare una porta di accesso rilevante per molti servizi web in mobilità, con abitudini di navigazione complementari a quella del pc.

In Italia in particolare tale mercato apre le porte ad una generazione di servizi Mobile 2.0 attualmente disponibili solo in fase embrionale, per la mancanza di una massa critica ancora in divenire.

Internet mobile abiliterà opportunità di business come i servizi location-based e il networking di prossimità, con alcune applicazioni sperimentali già allo studio e con i grandi player già a caccia di soluzioni multipiattaforma. La recente acquisizione della star tup tedesca Plazes ad opera di Nokia è un chiaro segnale in questa direzione.

Per l’azienda innovativa ciò comporta l’elaborazione di una strategia di accesso mobile ai propri applicativi, web e intranet, così da moltiplicare le occasioni di contatto e di relazione.

A quattro anni dalla nascita del termine Web 2.0 c’è chi già guarda alla prossima frontiera del Web 3.0, ovvero alla sfida del web semantico.

La capacità della macchina di interpretare correttamente le richieste dell’utente, ad esempio nel campo della ricerca online, è attualmente soggetta a cospicui investimenti con alcuni prototipi in fase sperimentale.

Il Web 3.0 in definitiva è visto dagli studiosi come un ulteriore passaggio verso una Internet le cui applicazioni sono diffuse in rete e a cui l’accesso avverrà ovunque e con qualsiasi dispositivo, fisso o mobile.

Una Internet capace di pensare e rispondere a tono agli interrogativi posti dal navigatore, forte di una intelligenza artificiale sempre più sviluppata.

È presto per dire come tutto ciò possa influenzare lo sviluppo della rete. Si tratta di un salto importante verso una rete in cui l’accesso avverrà da una miriade di dispositivi che si connetteranno ad Internet per recuperare solo alcune tipologie di informazioni o che sfrutteranno la rete soltanto per svolgere alcuni compiti per conto dell’utente.

Bilo je rano za konačne odluke. U protivničkim glasovima su otvorena široku raspravu o semantici i alate koji omogućuju postupanje. I ‘siguran da je proces je počeo. (Lellovic Jasi, 2008).

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