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In alto a sinistra 30 settembre 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Ho scattato la foto economica dell’esistente, spero che sia nitida, comprensibile. Il 47% della forza lavoro del settore di mercato pari a 7.683.000 persone, lavora in imprese al di sotto dei 10 dipendenti e di queste 6.179.000 lavorano in imprese che non superano in media i 2,7 dipendenti (dati Istat, ottobre 2007). Se ci aggiungiamo circa 1 milione di persone che lavora in imprese che non superano i 15 dipendenti, abbiamo un esercito di circa 8 milioni e mezzo di persone su un totale di 16 milioni e mezzo che non è tutelato dall’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. (continua…)

Bim bum bam la finanza …. 27 settembre 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Nel 2003 si denunciò il fatto che già allora i mutui ipotecari americani avessero raggiunto il 67% del pil e che Fannie Mae e Freddie Mac avessero un patrimonio pari solo all’1,6% dei 3.150 miliardi di dollari cui ammontava la loro esposizione. Siamo di fronte a quello che Kuhn avrebbe chiamato “cambio di paradigma”, l’economia mondiale è caratterizzata da una estrema finanziarizzazione – per ogni dollaro di reddito ce ne sono 4,5 di debito – dunque consumi ma non guadagni o guadagnano solo in pochi.  Cosa è successo? E’ saltato un sistema, quello finanziario di stampo anglo-americano, vittima di eccessi. Troppa sproporzione tra la cosiddetta economia reale e quella finanziaria, troppo usata la leva finanziaria – le banche d’affari sono arrivate ad avere un rapporto di 1 a 25 tra attivi e debito – troppi conflitti d’interessi non governati, norme e controlli labili. I governi hanno smarrito il senso del limite, i politici sono sovraesposti al potere che detengono per gestire cambiamenti sociali ed economici. Esiste un rimedio? Forse e se penso ad alcune soluzioni di buon senso e non violente, non si tratta di riscrivere le regole o cambiare le autorità di vigilanza,  ma soprattutto e prima di tutto di ripensare il modello di business del sistema bancario e il ruolo della finanza rispetto alle altre componenti dell’economia. Purtroppo non vedo all’orizzonte riferimenti organizzati che possono reggere questa sfida, farla propria e dunque anche in questo caso è tutto da costruire il percorso, i soggetti che possono dare un contributo decisivo per realizzare un cambiamento così radicale ma imprescindibile per recuperare senso, simbolo e significato della nostra vita

Vola per andare: scuola e ospedale 26 settembre 2008

Posted by Alfonso Marino in storica.
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Dunque sono riusciti ad accordarsi. Ovvio che nessuna spiega come, anche se la vicenda Alitalia coinvolge tutti. nel puro stile italiano non è chiaro il piano industriale e ad esempio perchè tra cinque anni possono vendere e come e chi vendere? Possibile che lo sviluppo d’impresa è sempre identificabile nel lungo periodo al tempo massimo di sei mesi? La stagione è partita nel 1992 quando Alitalia presentava il primo bilancio in rosso e i governi che gestivano il settore continuavano ad assumere e decidere perchè malpensa invece di Linate. Siamo nell’azienda pubblica quindi Rai, quindi FS. La stagione continua, la tensione è sempre stata sul come si salva e quindi questa cordata o sedicente tale, vista la dubbia presenza dei personaggi, cosa decide. La risposta banale è: c’è la legge di riferimento, l’europa che spiega….ma la situazione attiene ad elementi di prospettiva che non attengono al solo indicatore legislativo. La stagione continua dicevo, infatti c’è la scuola con i tre giorni e poi c’è la sanità. Servizi pubblici essenziali che sono in difficoltà dopo decenni di riforme, incredibile.

Studiano quindi rimandano 25 settembre 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Enac afferma che la scadenza della licenza è per oggi ma è stata prorogata fino al prossimo lunedì e il proverbio nostrano ci ricorda che mentre il medico studia il malato muore

In attesa…… 24 settembre 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Nell’attesa si scrivono e spiegano che sono sempre tesi verso …..la soluzione del problema, spiegano che intere famiglie anche se seduti sulle sponde opposte del fiume, lavorano per, discutono di, verificano che, evidenziano ancora, ma sono pronti, sono pronti alla soluzione del problema.

Attendiamo il giovedì nero? 23 settembre 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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martedì 23 settembre 2008, anche per oggi si vola

5 e 29 ma non è ambo secco 21 settembre 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Come durante la grande depressione del ’29, il Governo americano interviene per salvare l’economia: miliardi di dollari per evitare il crack dopo la crisi dei mutui. Sono 5 milioni le famiglie Usa impossibilitate a pagare e con le case pignorate. Qui finisce la storia degli Usa per il momento e inizia quella italiana. L’esperienza di titolare di mutuo a tasso variabile ci dice che i mutui nel nostro Paese rischiano di esplodere. Ci ha provato il Governo Prodi, poi quello Berlusconi. Il decreto Bersani sulla reversibilità dei mutui, cioè la possibilità di spostarli su un’altra banca a condizioni più vantaggiose, si è rivelata fragile. Molte banche hanno fatto cartello, cioè si sono messe d’accordo tra di loro, e hanno fatto pagare ai clienti costi inesistenti. Tanto che l’antitrust è stata costretta a intervenire. Il decreto Tremonti invece, che consente di riportare la quota mensile di pagamento del mutuo ai livelli del 2006, si sta rivelando una trappola micidiale. Arrivano nelle nostre case le proposte delle banche (tutte uguali, ci ha fatto caso l’antitrust) che mettono a disposizione una diminuzione della quota mensile e un allungamento degli anni di pagamento a fronte di un ulteriore prestito. Calcoli alla mano, molti avrebbero dovuto pagare anche fino all’età di 108 anni. O sarebbero stati gli eredi che avrebbero dovuto accollarsi il debito o rinunciare all’eredità, lasciando la casa alla banca. Tradotto in cifre: chi ha contratto un mutuo di 100mila euro nel 2005, per il quale pagava 700 euro al mese, si è visto schizzare il pagamento a 1.100 euro al mese. La proposta è: paghi 900 euro al mese, allunghi di molti anni il pagamento e ti accolli un altro prestito di 50 mila euro. Oppure se hai contratto un mutuo da 300 mila euro, ne pagavi 1500 al mese, adesso ne paghi 2.200. Intanto c’è un problema di legalità: il pagamento del mutuo nei primi anni è quasi tutto per gli interessi. Quindi pagare l’interesse su un prestito per pagare degli interessi è un reato punito dal codice con il carcere: si chiama anatocismo ed è praticato dagli strozzini. Ma le banche hanno bisogno di soldi, devono comprare Alitalia. Quando esploderà l’insolvenza dei mutui italiani, si capirà il livello di crisi nella quale sta sprofondando il ceto medio italiano. Speriamo non sia troppo tardi.

100 euro per giocare? 20 settembre 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Le borse riprendono il volo dopo che lo Stato centrale utilizza oltre 300 miliardi di dollari per far giocare un piccolo numero di donne e uomini e avverte con grande tranquillità che buona parte di quei denari sono sulle spalle dei cittadini contribuenti. Un gioco economico che continua, continua quest’idea assurda di credere che in una parte del mondo è possibile comprare e speculare e nell’altra produrre pagando come in serbia 100 euro al mese un lavoratore che scegliera se non ci sono vincoli morali propri, personali, di lanciarsi nel traffico della droga. La globalizzazione è dividere il mondo in chi produce e chi consuma? Se si, pensate di intervenire ogni tre anni con queste quantità di denaro per continuare con un gioco che gradiscono in pochi e non crea futuro per molti?

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