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I PAS … fondi al vento. 2 ottobre 2008

Posted by iasiellik in IasielliK.
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Lasciateci riformare la scuola, e troveremo anche qualche piccola riforma di cui le prigioni abbisognano.  John Ruskin

Per combattere la dispersione scolastica la Regione Campania ha istituito i PAS (Percorsi Alternativi Sperimentali, DR 141 del 18/05/2007) che permettono ai ragazzi di conseguire una qualifica professionale di primo grado dopo una frequenza biennale. Poi, con il terzo anno (ex OFIS) si può ottenere la qualifica regionale. Successivamente, dopo il biennio superiore si arriva al diploma.

Buone le intenzioni, deludenti i fatti!

Alunni che compaiono e scompaiono, compenso di 300,00 Euro per la partecipazione al primo anno del corso a tutti i partecipanti assidui o assenti abitudinari, controlli inesistenti sullo svolgimento delle attività: la sintesi del progetto.

A ciò si aggiungono le scarse motivazioni di quasi tutti i docenti, che hanno partecipato principalmente per accedere agli incentivi promessi.

Come sostiene F. Buccino, “la lotta alla dispersione scolastica merita ogni impegno e sforzo economico, perché la dispersione scolastica è un grave problema sociale al pari della disoccupazione, della povertà, dell´immigrazione clandestina, della mortalità infantile, dell´emergenza rifiuti, della malavita”.

Purtroppo alle considerazioni di principio non corrisponde la loro realizzazione. Il progetto si scontra con la realtà della scuola partenopea. Così con la poca professionalità, unita all’idea del maggior guadagno, si perde di vista l’obiettivo principale: la centralità dello studente ed il suo abbandono scolastico.

In linea di principio il progetto PAS, finalizzato al recupero almeno parziale del drop out, cioè di tutti quei giovani che, dopo i 14-15 anni, scompaiono dal mondo della formazione, per entrare in un “limbo” di precarietà, lavoro nero o peggio, potrebbe essere un’ottima soluzione. Ma le criticità a carattere generale che si riscontrano ne minano dalla base i risultati.

Per la cronica dicotomia tra i tempi dell’Amministrazione ed i tempi della Scuola, nonostante i PAS siano stati previsti per il biennio 2007/08 e 2008/09, a causa del ritardo nella firma dell’accordo Regione-MPI, hanno avuto inizio a gennaio 2008, concludendo la prima annualità a luglio 2008.

Poiché tale annualità prevedeva un impegno complessivo di 1100 ore, comprensive di attività d’aula, di laboratorio, di stage, di orientamento etc., visto il tempo a disposizione i programmi sono  stati svolti aumentando il numero medio settimanale di ore. Per la platea degli alunni coinvolti, giovani fuoriusciti dal sistema scolastico, si tratta di un peso eccessivo.

Gli errori commessi nell’attuazione degli OFIS si sono puntualmente ripetuti, con conseguenze facilmente prevedibili sulla qualità dei percorsi.

Per la selezione degli studenti era stato previsto dall’Amministrazione regionale un servizio di orientamento, composto da alcune decine di operatori (scout) che hanno recuperato gli alunni, anche con un impegno quotidiano nel tentativo di formare un gruppo minimo, che garantisse la continuità del corso. In questo contesto ha trionfato l’arroganza dei alcuni studenti, che si sono sentiti protagonisti del progetto, in senso negativo. Con affermazioni del tipo: “tant’ se non venimm’ nui, vui (ndr. i professori) ‘e sord’ nun ‘e pigliate”, il residuo di professionalità degli insegnati è stata azzerata.

L’Amministrazione regionale ha finanziato il progetto attraverso i fondi per i supplenti chiamati a sostituire i docenti di ruolo impegnati nei PAS, ed i fondi per incentivare i docenti di ruolo e per retribuire il maggiore impegno organizzativo e didattico.

Per realizzare il progetto, quindi, a metà dell’anno scolastico, diversi docenti hanno lasciato le proprie classi per “transitare” sui progetti PAS. In alcune scuole, eccezionalmente, i docenti hanno svolto le lezioni PAS al di fuori del loro orario scolastico, pur di non lasciare le proprie classi.

Il rischio è stato la trasformazione dei PAS in un’ulteriore occasione perduta. Mentre era necessario uscire dall’ottica della sperimentazione perpetua, occorreva nel contempo costruire un autentico sistema integrato che tenesse conto delle esigenze di tutti i protagonisti. Nel progetto PAS le scuole hanno rappresentato, ancora una volta, l’anello debole della catena e sono state sottoposte a forzature non sostenibili.

Come nota finale, in alcune scuole, i criteri di assegnazione dei docenti al progetto sono stati unilateralmente stabiliti dai DS, che con in mano il coltello hanno diviso la torta fra i soliti nomi. Una visione così riduttiva del progetto PAS si è tradotta in una completa disfatta a danno dei pochi studenti che hanno creduto nel progetto.

Continua …

 

 

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