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de PIL iamoci 28 novembre 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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18 marzo, 1968 – discorso di Robert Kennedy

Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow  - Jones, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine – settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani. (grazie alla segnalazione di Marco Alifuoco)

I ricchi e poveri cantavano……… 27 novembre 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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In Italia disuguaglianza e povertà sono cresciute rapidamente durante i primi anni novanta. Da livelli simili alla media OCSE si é passati a livelli vicini a quelli degli altri paesi dell’Europa del Sud. Da allora la disuguaglianza é rimasta ad un livello comparativamente elevato. Tra i 30 paesi OCSE oggi l’Italia ha il sesto più grande gap tra ricchi e poveri. Elevati livelli di disuguaglianza del reddito e povertà.

 Redditi da lavoro, capitale e risparmi sono diventati il 33% più diseguali a partire dalla metà degli anni ottanta. Si tratta del più elevato aumento nei paesi OCSE, dove l’aumento medio é stato del 12%.

 L’Italia ha in parte colmato il crescente gap tra ricchi e poveri aumentando la tassazione sulle famiglie e spendendo di più in prestazioni sociali per le persone povere. Sorprendentemente, l’Italia é uno dei tre soli paesi OCSE che ha aumentato la spesa in prestazioni rivolte ai poveri negli ultimi dieci anni.

 Il reddito medio del 10% degli Italiani più poveri é circa 5000 dollari (tenuto conto della parità del potere di acquisto) quindi sotto la media OCSE di 7000 dollari. Il reddito medio del 10% più ricco é circa 55000 dollari, sopra la media OCSE.

 I ricchi hanno beneficiato di più della crescita economica rispetto ai poveri ed alla classe media.

 Il tasso di povertà é sceso tra la metà degli anni novanta ed il 2005. La povertà minorile é scesa in modo particolarmente rapido, dal 19% al 15% (solo in Gran Bretagna c’é stata una simile riduzione). Ciononostante, un tasso di povertà minorile del 15% é ancora sopra la media OCSE del 12%.

Sanità, educazione ed alloggi forniti dal settore pubblico riducono la disuguaglianza nella distribuzione del reddito meno che nella maggior parte dei paesi OCSE.

La mobilità sociale in Italia é più bassa che in altri paesi, come Australia o Danimarca. Figli di famiglie povere hanno una più bassa probabilità di diventare ricchi rispetto ai figli di famiglie ricche.

La ricchezza é distribuita in modo più diseguale rispetto al reddito: il 10% più ricco detiene circa il 42% del valore netto totale. In confronto, il 10% più ricco possiede circa il 28% del totale del reddito disponibile. (grazie alla segnalazione di Alessandro Coppola)

(fonte)

www.oecd/els/social/inequality

Amici vicini e lontani 25 novembre 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Il mercato del credito

Nel 2007, per la prima volta nel decennio in corso, i crediti bancari verso clientela residente hanno rallentato; la crescita è stata del 7,7 per cento, contro il 15,6 per cento del 2006. La decelerazione, proseguita nei primi mesi del 2008, ha riguardato tutti i comparti di clientela ed è stata determinata sia da politiche di offerta meno espansive sia da una minore propensione all’indebitamento da parte di imprese e famiglie. Il costo del danaro sui prestiti a breve termine è cresciuto dal 7,5 all’8,3 per cento tra dicembre 2006 e dicembre 2007; i dati provvisori relativi a luglio 2008 segnalano un ulteriore aumento, di circa un decimo di punto. Il differenziale nei tassi di interesse rispetto alla media nazionale si è mantenuto costante e pari a 1,1 punti, per i crediti a breve termine, e più contenuto (inferiore al mezzo punto percentuale) per quelli a media e a lunga scadenza. Questi ultimi rappresentano oltre il 70 per cento dei prestiti erogati alle imprese, il 68% erogato alle amministrazioni locali e più del 90 per cento dei prestiti alle famiglie. Negli anni recenti, il fabbisogno finanziario delle imprese campane, valutato in base ai dati di bilancio, è stato soddisfatto per circa il 60 per cento attraverso il ricorso al credito bancario. Rispetto agli inizi del decennio il debito delle famiglie è raddoppiato in valore assoluto. Il tasso di insolvenza, misurato dalla dinamica delle sofferenze bancarie, si incrementa.

E Guaddie, e guaddie 22 novembre 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Neal Ascherson: il problema dell’economia di mercato è che richiede molte guardie per funzionare.

Adam Smith 20 novembre 2008

Posted by Alfonso Marino in storica.
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La funzione principale dello Stato non è rimpiazzare il mercato, ma assicurarsi che funzioni.

Luigi Einaudi 19 novembre 2008

Posted by Alfonso Marino in storica.
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“Non le lotte o le discussioni devono impaurire, ma la concordia ignava e l’unanimità dei consensi.”

ovvio….ma da ..fare 16 novembre 2008

Posted by Alfonso Marino in storica.
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Capita da tempo, ogni tanto che per la domenica che chiamano ecologica o per manifestazioni sportive e culturali chiudono al traffico lìarea limitrofa alla piazza del plebiscito, il cuore della città. E’ incredibile come l’alt allo spreco di benzina, alla produzione di gas di scarico, al rumore crea in contemporanea un silenzio vivibile quando sei per strada. Ti fermi, incontri e puoi parlare in silenzio ed essere ascoltato, indugiare all’angolo della strada che è da sempre potere dei tanti motorini di turno che sfrecciano senza curarsi dei pedoni, ascolti le voci, ti godi ivolti delle persone, un silenzio umano che aiuta, concilia all’altro e alla vita. Incredibile come l’alt allo spreco, al consumo, la riflessione sui limiti di questo tipo di consumo, aiutano il vivere quotidiano, il pensiero. Ovvio? No credo. La tendenza è quella della velocità e del consumo, della non riflessione o della riflessione molto veloce, i prodotti devono essere personalizzati, le riflessioni generiche, valide per tutti. Uno dei tanti paradossi che ci accompagna, determina ansie e timori in molti momenti del nostro vivere ma non produciamo comportamenti e azioni che creano una diversità, eppure l’ovvio vivere dando spazio alle persone mettendo da parte l’ossessiva produzione regala vita e confronto. Ovvio ..ma da..fare

Lo Stato che ….. 14 novembre 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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non fa economia, andrà in agonia, da Confucio
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