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Business Consulting: opportunità e non mazzette 2 novembre 2008

Posted by iasiellik in IasielliK.
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Business Consulting: opportunità e non mazzette.

La consulenza aziendale assume in Italia un significato particolare. In un contesto di mercato sempre più “affogato” la ricerca di aree di business efficaci per le aziende diventa oneroso e non sostenibile per le realtà delle PMI e non solo.

Ecco quindi la giustificazione della proliferazione di società di consulenza che provano ad accordare le esigenze di ottimizzazione richiesto dalle aziende italiane con la necessaria “expertice”.

L’area di business è molto interessante e spesso sfugge alle regole di mercato, in quanto il “lavoro” del consulente risulta spesso non misurabile e difficilmente oggetto di valutazione. Ecco che il commitment si affida alla fiducia e professionalità della società di consulenza nel tentativo di trovare delle risposte convincenti al re-engineering dei propri asfittici processi produttivi.

Le aziende italiane, nei rapporti con questa tipologia di servizi, hanno maturato una discreta esperienza, per cui l’affido di processi di reverse engineering sono sempre più orientati verso società capaci.

Per trovare spazio le miriadi di aziende di consulenza battono le strade delle PP.AA., dove la domanda di servizi di analisi organizzative, di processi riorganizzativi, etc., in pratica di tutto quello che ha a che fare con la “pianta organica”, è cresciuta a dismisura. In quest’ambito trovano facili sfoghi le istanze di consulenza, molte provenienti dal mondo accademico e vicine all’amministrazione di turno.

Abbandonando questa strada, che finiti i soldi delle PP.AA. fanno sciogliere le società e distogliere gli interessi delle coppie amministrazione-toghe, le società di consulenza più forti hanno mantenuto le loro capacità e competenze e si sono affermate nel settore dell’alta consulenza.

Nel panorama italiano la pluralità di settori e le esigenze di ottimizzazione hanno rafforzato il ruolo di molte di queste aziende, sempre più coinvolte nei processi di ristrutturazione aziendale (che non significa necessariamente tagli occupazionali).

Perché ne parlo? Il quadro occupazionale italiano è deprimente. I giovani che escono dalle università si trovano subito un muro di insormontabili difficoltà che non consentono l’accesso (almeno quello sperato) al mondo del lavoro. Proliferano i master, gli stage, i corsi finalizzati all’occupazione: ancora formazione.

Il settore del consulting manifesta un interesse importante verso i giovani laureati, che “freschi” di studi, e non conformati alle realtà aziendali, sono disposti a scommettere sulle riorganizzazioni e su modelli nuovi e di rottura con le vecchie organizzazione. E’ inutile citare quello che succede nel mondo Internet, dove giovani classi di imprenditori hanno rivoluzionato il commercio.

In questo quadro di ottimismo riporto di seguito la descrizione di alcune aziende, che inserite nel tessuto economico italiano stanno raggiungendo ottimi livelli di performance, anche grazie all’apertura di credito verso i giovani.

L’invito implicito a chi legge è di andare a curiosare e segnarsi l’indirizzo, che casomai può tornare utile per il parente, l’amico in cerca di prima occupazione.

E’ un modo diverso di cercare lavoro, che sfugge ai canoni a cui ci ha abituato il modello prima repubblica, senz’altro più difficile e sfidante, ma per cui non ci si sentirà legati.

(continua…)

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