Porta dopo Porta 8 dicembre 2008
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Napoli, dicembre 2008. La raccolta differenziata riscuote un grande successo ai Colli Aminei, ed i primi risultati dalla r.d. di Ponticelli (partita a a fine ottobre u.s.) sembrano confermare i risultati eccezionali. Siamo a circa il 75% contro un insostenibile 15% di tutto il territorio comunale.
La riflessione che induce la situazione è del tipo: Cosa stiamo aspettando? Quando si parte nelle altre municipalità? Perché questi ritardi?
L’idea generale è quella che proiettando i dati della raccolta sperimentale avviata ai Colli Aminei si possa raggiungere risultati similari, e quindi raggiungere lo strepitoso successo cittadino: Napoli oltre il 50% di raccolta differenziata.
Purtroppo non tutti i quartieri di Napoli sono come i Colli Aminei. La morfologia del territorio, sommata ai problemi antropici della città, sono un evidente ostacolo al successo del progetto. Strade strette ed auto in sosta selvaggia, spazi condominiali inesistenti, popolazione non abituata alla salvaguardia del bene comune rendono impossibile l’attuazione del programma di raccolta differenziata.
D’altronde i dati incoraggianti dei Colli Aminei e di Ponticelli sono un ottimo stimolo quantomeno per avviare il progetto.
Associazioni e comitati di quartiere sono in fibrillazione e avviano iniziative tese a supportare il programma, specie nell’area dell’informazione.
Parlare di Napoli e dei rifiuti è diventato un refrain governativo di successo. Il problema, anche se avviato a lenta soluzione, si somma ad altri che rendono critica la vivibilità della città: il traffico, i lavori in corso, i rifiuti ingombranti. Ma la vivibilità è un aspetto secondario, rispetto ai problemi più caldi: il lavoro, la sicurezza, la politica cittadina. L’errore di considerare l’emergenza rifiuti al primo posto delle priorità ha ridotto gli altri problemi della città in secondo ordine, producendo una visione distorta. La dimostrazione sta proprio nei numeri del successo della raccolta differenziata, che dimostrano come progetti avviati nel pieno dell’emergenza rifiuti, se oculatamente condotti, avrebbero portato rapidamente fuori dalla crisi.

RD ai Colli Aminei
Togliere il 75% dei rifiuti campani dal totale dei rifiuti giornalieri significava, senza far ricorso alle statistiche, eliminare l’emergenza. Dall’11 giugno (inizio dell’attività della Struttura di Missione del Sottosegretario per l’emergenza rifiuti in Campania) al 7 dicembre sono state smaltite in Campania circa 1.247.072 tonnellate, con una media giornaliera complessiva di circa 6.890 tonnellate (fonte Sottosegretario per l’emergenza rifiuti in Campania).
Con un attento programma di RD si sarebbe potuto eliminare quantomeno il trasporto delle oltre 40.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati spedite all’estero fino ad oggi.
Così come segnalato sul sito www.emergenzarifiuticampania.it l’attuale organizzazione della raccolta dei rifiuti in Campania vede coinvolti 551 Comuni della Regione, Ditte specializzate in rifiuti ingombranti per missione tecnico operativa, la Task Force dell’Esercito.
Nell’ambito di questa organizzazione sono gestite le discariche distribuite su tutte le province della Campania: Savignano Irpino (AV), località Postarza; Sant’Arcangelo Trimonte (BN), località Nocecchie; Serre (SA), località Macchia Soprana; Napoli, località Chiaiano (Cava del Poligono – Cupa del cane); Andretta (AV), località Pero Spaccone (Formicoso); Terzigno (NA), località Pozzelle e località Cava Vitiello; Caserta, località Torrione (Cava Mastroianni); Santa Maria La Fossa (CE), località Ferrandelle; Serre (SA), località Valle della Masseria.
La discarica di Savignano Irpino (AV)si trova in località Postarza. Aperta il 12 giugno, ha una capacità complessiva di circa 700mila metri cubi. Ad oggi, sono state conferite circa 266mila tonnellate di rifiuti. La discarica di Sant’Arcangelo Trimonte (BN) si trova in località “Nocecchie”. E’ stata aperta il 25 giugno e presenta una capacità di circa 750mila metri cubi. Finora sono state conferite circa 197mila tonnellate di rifiuti. Nello scorso mese di agosto si sono evidenziate delle fessurazioni negli argini della seconda vasca (attualmente in costruzione). Dopo i sopralluoghi tecnici è stata ripristinata la continuità dell’argine in corso di realizzazione, consentendo il prosieguo dei lavori in assoluta sicurezza di completamento della discarica.
La discarica di Macchia Soprana (SA) si trova nel Comune di Serre. E’ stata chiusa il 25 giugno e riaperta il 10 luglio, dopo che gli accertamenti tecnici per la verifica della stabilità hanno dato esito positivo. Lo scorso 25 agosto l’attività di conferimento è stata sospesa. Per il sito di Chiaiano (NA) dal 10 luglio l’Esercito sta sorvegliando la Cava del Poligono a Chiaiano, in località Cupa del cane, mentre i lavori di bonifica e consolidamento del sito sono iniziati il 30 luglio. La messa in sicurezza è stata portata a termine, mentre l’attività di bonifica del sito è in fase di ultimazione. Alla fine di luglio è stato ultimato il progetto definitivo di realizzazione della discarica che prevede una volumetria di circa 700mila metri cubi. Lo scorso 9 agosto la Conferenza dei servizi ha dato parere favorevole alla realizzazione della discarica, approvando il progetto. Il gestore anche della cava di Savignano Irpino (IBI Idrobioimpianti S.p.a.) ha ottenuto in data 9 ottobre l’affidamento della progettazione esecutiva e dei lavori di realizzazione e gestione della discarica, con la consegna contestuale del cantiere. I primi conferimenti sono previsti per i primi giorni del mese di dicembre. Per il sito di Andretta (Av) proseguono le attività di indagini geognostiche e ambientali (eseguite dall’Arpac) e l’analisi sismica. Lo sviluppo delle indagini è stato condiviso con i rappresentanti degli enti locali, durante le riunioni del Comitato Tecnico. La discarica di Terzigno (Na) è situata presso la Cava “Sari”, in località Pozzelle, ed ha una capacità di 600.000 mc. In essa sono stati ultimati i progetti definitivi di realizzazione, ed è stato espresso parere favorevole sulla Valutazione di Incidenza Ambientale. La gara indetta per la progettazione esecutiva, la realizzazione e la gestione della discarica si è svolta il 6 novembre 2008. L’affidamento dei lavori e la consegna del cantiere sono previsti entro la metà del mese di novembre. Per la Cava “Vitiello” sono iniziate le attività di indagini geognostiche e ambientali nonchè lo studio d’incidenza ambientale e la progettazione preliminare. Dal 14 novembre l’Esercito ha avviato l’attività di sorveglianza dell’area.
Il piano governativo stabilisce un impegno preciso sulla termovalorizzazione dei rifiuti. Parlare di termovalorizzazione, ahimè, contrasta con la raccolta differenziata. Quest’ultima per definizione è avviata al riciclo, proprio per salvaguardare il valore intrinseco del rifiuto, il cui stato ha un proprio contenuto energetico, acquisito nei processi di trasformazione a cui è stato sottoposto dalla sua catena del valore. Termovalorizzare un rifiuto significa valorizzare (in minima parte) attraverso un processo di combustione il proprio contenuto energetico, trasformando il residuo in cenere. Il concetto di riciclo, viceversa, tende a salvaguardare il valore intrinseco della risorsa-rifiuto, che opportunamente trattato diventa un semilavorato, e reintrodotto nella catena del valore da un certo punto in poi. In pratica viene superata tutta la fase iniziale di trasformazione, quella che spesso richiede molta energia. La situazione dei termovalorizzatori in Campania è la seguente. Oltre ad Acerra, sono tre i termovalorizzatori previsti dal decreto n. 90/2008 convertito nella legge n.123: Napoli, Salerno, Santa Maria La Fossa (Caserta). A questi è da aggiungere il quinto termovalorizzatore annunciato dal governo, da costruire nell’area nord-ovest della Regione. Ad Acerra (Napoli) l’impianto si estende complessivamente su una superficie di circa 9 ettari ed è costituito da tre linee di termovalorizzazione (di uguale capacità pari a 27 t/h) e da una sezione di produzione di energia elettrica in grado di produrre 120 Mwe. La capacità complessiva di smaltimento e recupero energetico è pari a 600.000 t/a di rifiuti urbani non pericolosi. Dal 30 giugno le Forze Armate hanno avviato l’attività di sorveglianza nell’area del termovalorizzatore dichiarato sito di interesse strategico nazionale. A fine luglio sono ripresi i lavori di completamento dell’impianto; le opere sono attualmente completate al 94%. La prima, la seconda e la terza linea del termovalorizzatore saranno avviate rispettivamente a gennaio, a febbraio ed a marzo 2009. A regime è previsto il trattamento di circa 2.000 tonnellate di rifiuti al giorno. L’appalto per la gestione dell’impianto è stato assegnato alla società lombarda A2A, leader nazionale nel settore energetico ambientale con un affidamento di 15 anni; i costi per l’affidamento saranno totalmente compensati dalla quota di energia elettrica che A2A cederà al gestore nazionale del servizio elettrico.
L’impianto di Napoli, che smaltirà circa 450.000 tonnellate di rifiuti l’anno, verrà realizzato nella zona di Napoli Est, dove sorge il depuratore di via De Roberto di cui è previsto il revamping e il risanamento. E’ in corso la caratterizzazione ambientale del sito, propedeutica all’attività di bonifica. L’apertura del cantiere è prevista per il mese di ottobre 2009. L’entrata in funzione è attualmente prevista per il mese di novembre 2011.
Per Salerno, con il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, nominato Commissario Delegato del Governo per quanto concerne la realizzazione del termovalorizzatore, lo scorso giugno è stato approvato il progetto preliminare dell’impianto che prevede lo smaltimento di circa 450.000 tonnellate di rifiuti l’anno. E’ in corso la procedura per la gara di appalto. Il 5 novembre, termine ultimo per la presentazione delle offerte relative alla gara per la realizzazione dell’impianto, è pervenuta un’unica offerta da parte del raggruppamento di imprese CNIM – DE VIZIA – COGECO.
I tempi di realizzazione hanno un massimo di 30 mesi dall’aggiudicazione della gara (entro maggio 2011).
Il totale dei rifiuti previsti da smaltire nei termovalorizzatori si aggira in circa 2.700.000 tonnellate annue (dati 2007). Se i numeri dei termovalorizzatori previsti sono questi risulta difficile capire come una campagna di diffusione massiccia della raccolta differenziata possa conciliare le esigenze di alimentazione a regime degli impianti. L’attuale raccolta RSU in Campania è pari a circa 1.200.000 per 6 mesi. Attuando un piano di raccolta differenziata in linea con le direttive comunitarie (differenziata al 50%), in prospettiva in Campania si dovranno smaltire circa 1.350.000 t/a, pari a circa 4.600 tonnellate giornaliera, che andrebbero ad alimentare circa il 50% della capacità dei 5 termovalorizzatori funzionanti a regime (2011).
La raccolta differenziata risulta essere il capitolo più di successo per l’uscita dall’emergenza rifiuti, nonostante l’impegno collettivo richiesto e gli annunci governativi di fine. Riprendendo quanto avviene in alcuni quartieri di Napoli, il confronto con la realtà regionale, evidenzia un sistema di raccolta eterogeneo, sia per quanto riguarda i risultati di raccolta, sia per la molteplicità dei soggetti che la effettuano. Nei grandi agglomerati urbani, la raccolta differenziata non raggiunge risultati apprezzabili (in genere il 15%), mentre nei piccoli centri in molti casi si supera la percentuale del 35% ed in alcuni casi si registrano punte molto elevate, anche superiori al 70%. E’ da rilevare come tutti i 551 comuni della Campania hanno approvato il piano di raccolta differenziata, che li impegna a raggiungere il 50% di differenziata entro il 2011. Le disposizioni governative (OPCM 3639/2008) indicavano per i Comuni campani l’elaborazione entro 60 giorni a partire dall’11 gennaio 2008 del piano per la raccolta differenziata, per la successiva realizzazione nei successivi 30 giorni, rispondente per ogni COmune al Piano Regionale Rifiuti Urbani della Regione Campania. Alla scadenza dei termini fissati per l’avvio dell’attuazione dei piani da parte dei Comuni, si è registrato che 494 avevano prodotto il proprio piano, mentre per parte dei Comuni inadempienti sono stati inviati commissari ad acta; in altri casi di inadempienza sono stati chiesti elementi di approfondimento.
Avellino, Benevento, e Salerno hanno avviato la raccolta differenziata porta a porta, mentre Caserta, pur avendo predisposto il Piano di raccolta differenziata, non ha ancora avviato la raccolta differenziata in modo organico. A Napoli l’Asìa ha attivato lo scorso luglio il progetto di raccolta dei rifiuti porta a porta nella zona dei Colli Aminei (20mila abitanti), con la previsione di estenderlo entro la fine del 2008 ad altre zone della città per un totale di 120mila abitanti. Infatti la raccolta differenziata porta a porta dell’Asìa è iniziata ad ottobre per 9mila abitanti di Ponticelli, per 7mila abitanti di Chiaiano, ed a novembre ha coinvolto i 14mila abitanti di Bagnoli.
Nel frattempo la Protezione Civile, i militari dell’Esercito, la Regione Campania ed il Conai hanno censito le utenze di Mugnano (32mila abitanti), Marano (59mila abitanti) e del quartiere di Pianura (60mila abitanti) ed ultimato il caricamento e la verifica dei dati.
Gli obiettivi prefissati dalla Finanziaria 2007 prevedono per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani: almeno il 40% entro il 31 dicembre 2007, almeno il 50% entro il 31 dicembre 2009, almeno il 60% entro il 31 dicembre 2011. La situazione attuale evidenzia che il dato a livello nazionale si attesta al 25%, con il nord che registra una percentuale del 39,9%, il centro registra una percentuale del 10%, la Campania una percentuale nel 2007 del 15%. In questo quadro il Piano della Regione Campania (Ordinanza Commissariale n. 500 del 30 dicembre 2007 ai sensi della legge 87/2007) viceversa prevede almeno il 25% entro il 31 dicembre 2008, almeno il 35% entro il 31 dicembre 2009, almeno il 50% entro il 31 dicembre 2011, in linea con gli obiettivi della legge 123/2008 (art. 11). In tale linea i comuni dovranno conseguire obiettivi minimi di raccolta differenziata. La Struttura del Sottosegretario preposta alla verificare dei risultati (dati di produzione dei rifiuti e di raccolta differenziata mensili), in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, imporrà ai Comuni aumenti sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti, con nomina dei commissari ad acta per gestire la situazione in via sostitutiva.
Gli obiettivi previsti indicano specifiche quantità stimate di raccolta differenziata per tipologia di frazione merceologica.
Tabella 1 – Incremento previsto della RD

Sempre nell’ambito della RD, partendo dai dati 2007, in Campania sono stati prodotti circa 2.800.000 tonnellate di rifiuti urbani, con una media di circa 478 kg per abitante, pari a 1,31 kg ad abitante al giorno. In questo quadro la Raccolta Differenziata si è attestata al 15,5%. D’altronde il sistema di raccolta i Campania è eterogeneo, sia per quanto riguarda i risultati di raccolta, sia per la molteplicità dei soggetti che la effettuano. Nei centri urbani, la raccolta viene effettuata con i cassonetti stradali, mentre nei piccoli centri si sta gradualmente applicando il sistema di raccolta porta a porta. Nelle grandi città la raccolta differenziata non raggiunge risultati apprezzabili (in genere il 15%), mentre nei piccoli centri in molti casi si supera la percentuale del 35% ed in alcuni casi si registrano punte molto elevate, anche superiori al 70%. Nel 2008 Avellino, Benevento, e Salerno hanno avviato la raccolta differenziata porta a porta. Caserta, pur avendo predisposto il Piano di raccolta differenziata, non ha ancora avviato la raccolta differenziata in modo organico. Napoli, prevede nel corso dell’anno di avviarla su una popolazione di 120mila abitanti.
Tabella 2 – Incremento raccolta differenziata nelle città capoluogo di provincia

Incremento della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio
Tabella 3 – CONAI, Consorzi di Filiera – Conferimenti 2008 (Fonte: Consorzi di Filiera)

Un altro capitolo del tema RD è costituito dagli impianti di compostaggio. In attesa di risolvere il problema dei siti in Campania, a seguito dell’emanazione dell’OPCM 3695 del 31 luglio 2008, 12 impianti di compostaggio (in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Puglia e Sicilia) si sono resi disponibili ad accogliere complessivamente 25.000 tonnellate l’anno di frazione organica dai Comuni Campani. Le previsioni dalla raccolta differenziata di organico + verde prevedono la produzione di circa 195.000 t per il 2009, 356.000 t per il 2010, 535.000 t per il 2011.
La risposta a livello regionale è stato l’annuncio della realizzazione di 30 impianti di trattamento dell’organico entro l’anno. E’ stata così definita la mappatura regionale degli impianti di trattamento dei rifiuti organici; i 30 progetti selezionati saranno realizzati grazie allo stanziamento di 100 milioni di euro già messo a disposizione dalla Regione per il potenziamento della raccolta differenziata. Questi impianti si affiancheranno alle altre strutture esistenti, ai 7 CDR e alle linee di compostaggio che non erano state ancora impiantate.
Sul tema si susseguono le dichiarazioni politiche che sottolineano l’importanza degli impianti, che per adesso non sono ancora avviati … Per il presidente della Regione Campania sul sito del Sottosegretario all’emergenza rifiuti in Campania, «l’impegno di diversi comuni campani per superare l’emergenza e la qualità dei progetti che sono stati messi in campo possono davvero aprire una fase nuova. Bisogna continuare su questa strada, che è la strada della responsabilità e della concretezza. Solo in questo modo – ha proseguito il Presidente – gli Enti locali, ciascuno per la sua competenza, potranno riprendere da subito sulle proprie spalle la responsabilità di dare risposte efficaci alla crisi dei rifiuti, coinvolgendo i cittadini nello sviluppo di un nuovo sistema di gestione dei rifiuti».
L’elenco dei siti di compostaggio in Campania è riportato di seguito.
CASERTA:
1. Caserta – digestione anaerobica (biogas) da 20mila tonnellate
2. Unione dei Comuni Appia – impianto di compostaggio
3. Acsa CE3 – impianto di digestione anaerobica (biogas) da 10mila tonnellate
4. Gricignano – impianto di compostaggio
AVELLINO:
1. Gesualdo – trattamento RAEE
2. Teora – raddoppio impianto di compostaggio
3. Serino – impianto di compostaggio
4. Alto Calore Servizi – digestione anaerobica (biogas) da 65mila tonnellate
BENEVENTO
1. Molinara – impianto di compostaggio
2. Asia BN – selezione multimateriale secco
SALERNO
1. Nocera Inferiore – digestione anaerobica (biogas) da 20mila tonnellate
2. Mercato S. Severino – impianto di compostaggio
3. Giffoni Vallepiana – 6 linee di compostaggio in completamento
4. Vallo della Lucania – selezione multimateriale secco in completamento
5. Comune di Salerno – digestione anaerobica (biogas) da 30mila tonnellate
6. Eboli – impianto di compostaggio
7. Sala Consilina – impianto di compostaggio
NAPOLI
1. Marano – impianto di compostaggio
2. Colline Camaldoli – impianto di compostaggio
3. Striano – impianto di compostaggio
4. Casandrino – impianto di compostaggio
5. Ottaviano – selezione multimateriale secco
6. Grumo Nevano – impianto di compostaggio
7. Marigliano – impianto di compostaggio
8. Casamarciano – impianto di compostaggio
9. Villaricca – Giugliano – Qualiano – impianto di compostaggio
10. Pozzuoli – impianto di compostaggio
11. Torre Annunziata – impianto di compostaggio
12. Sant’Antimo – impianto di compostaggio
13. San Giuseppe Vesuviano – impianto di compostaggio
L’attualità del tema dei rifiuti in Campania è testimoniata dall’attenzione delle Istituzioni e dei Media, che seguono le evoluzioni della situazione.
La sfida che i Comuni della Campania sono attualmente chiamati a fronteggiare è il superamento in tempi rapidi della situazione di emergenza, che, se non risolta tempestivamente, rischia di compromettere ogni futura iniziativa. Nello stesso tempo è necessario apprendere l’insieme delle tecniche organizzative e gestionali in grado di consentire la predisposizione dei piani per la raccolta differenziata dei rifiuti, e quindi di mettere progressivamente in opera tali piani coinvolgendo tutti gli attori, in primo luogo i cittadini e le imprese, che costituiscono i veri protagonisti della raccolta differenziata.
Per dare risposte veloci e sostenibili, l’articolazione degli interventi deve essere pensata su tre livelli: affrontare l’emergenza, acquisire velocemente competenze e know how, sensibilizzare i cittadini attraverso iniziative di comunicazione.
La complessità del programma dei rifiuti in Campania ha visto diversi personaggi politici alternarsi al comando del Commissariato dei Rifiuti prima e del Sottosegretario dell’emergenza rifiuti in Campania dopo. Certo l’alternanza non ha favorito la realizzazione del programma, la cui genesi è abbastanza datata. Infatti ad esso si riferisce il piano dei termovalorizzatori, la cui tecnologia è superata da nuovi modelli di riferimento.
Sembra che la strada segnata è l’unica sostenibile. E’ chiaro che una seria programmazione pluriennale, come il piano stesso 2008 – 2011 testimonia, meriterebbe un contesto non di emergenza. Aver sviluppato il piano dei rifiuti in piena emergenza, ha inevitabilmente trasferito nel piano modalità ed organizzazioni del regime di necessità contingente. D’altronde il successo delle iniziative di Governo ha drogato l’analisi dei risultati, trasformando il modello di emergenza campano in modello di riferimento nazionale.
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