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Mare Nostrum 2 dicembre 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Mare nostrum, storia antica e di grande tradizione e viva attualità. Gli ultimi avvenimenti postano diritti al bacino del mediterraneo con due importanti eventi politici internazionali, il “Partenariato euromediterraneo”, noto come “processo di Barcellona” (27-28/11/1995) e il “Vertice del Mediterraneo”, svoltosi a Parigi (13/07/2008) che ha dato vita all’ “Unione per il Mediterraneo” (UPM). Sullo sfondo di queste riflessioni stanno la Risoluzione del Parlamento europeo del 5 giugno 2008 che ha ripreso il processo di Barcellona, Unione per il Mediterraneo e la Dichiarazione congiunta del Vertice per il Mediterraneo. Questi incontri spesso non sono determinanti per la soluzione dei problemi, ma evidenziano una disponibilità al confronto e ci si augura alla comprensione e soluzione dei vincoli, politici, sociali e culturali dei Paesi del mediterraneo. Incontri importanti che si intrecciano con quelli che spesso sono promossi da riflessioni locali e dunque meno noti, ma animati da curiosità di comprensione e attenzione alla soluzione di problemi. L’utilità di continuare la riflessione e in particolare di centrare l’attenzione sui temi che sintetizzo di seguito è importante. 1.- Paesi del Mediterraneo e alfabetizzazione, educazione degli adulti: non è possibile continuare a pensare di potere esportare un modello occidentale di alfabetizzazione ed istruzione. La sintesi che si rappresenta nel nostro occidente con la categoria della “formazione” presenta per noi serie difficoltà di applicazione e meno che mai possiamo essere i paladini di una esportazione di “formazione” come idea pronta per il successo. 2.- Il partenariato dovrebbe essere in questo solco e non può rispondere alla sola logica delle distribuzione delle risorse lungo una catena di attori lunga che non condensa ma, diluisce il risultato. 3.- Le aspettative di vita di 765 milioni di cittadini del bacino euro –afro -mediterraneo non sono un mercato da conquistare ma il necessario investire risorse e promuovere scambi per una vita migliore e uno sviluppo pacifico per tutti. 4.-Nei prossimi 30 anni il numero di giovani europei di età inferiore a 24 anni si ridurrà del 15%. Un europeo su tre avrà più di 60 anni, uno su dieci ne avrà più di 80. In Italia, le cifre sono ancora più allarmanti. Parimenti, il fenomeno dell’invecchiamento nell’UE va analizzato nel contesto dell’espansione globale della popolazione nel mondo. Dopo un aumento della popolazione mondiale dai 2 miliardi del 1950 agli attuali 6,5 miliardi, l’ONU prevede la continuazione di questa tendenza fino a raggiungere i 9,1 miliardi entro il 2050. la crescita della popolazione riguarderà i Paesi in via di sviluppo e la popolazione dei 50 paesi meno sviluppati raddoppierà. La maggiore crescita riguarderà l’Africa. Conquistano loro noi con le braccia o conquistiamo noi loro con la tecnologia? Falso dilemma, non sono un mercato, non siamo formatori. Relazioni culturali e di scambio per sperimentare un modo nuovo di costruire cultura e distribuire ricchezza, come spiega bene Annie Leonard. L’ennesima sfida da non buttare, perché forse dopo la Cina e l’ India siamo al capolinea.

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