Problemi e soluzioni 20 gennaio 2009
Posted by Alfonso Marino in Economia.add a comment
La crisi economica, ovvero la crisi della crescita è un problema, un problema che diffonde paura, la paura del domani, la paura del futuro. Strano, l’economia diffonde paura, la circolazione della moneta crea le tenebre. Accadeva nel 1929, poi nel 1973 e ancora nel 1996 e ancora nel 2007, con forme e intensità diverse, non paragonabili, ma accadeva, poi si dimentica ma accadeva. Il tempo nel suo scorrere ci dice che tra la prima e seconda paura sono passati 44 anni e poi sempre meno, 23, 10 anni, forse dobbiamo vivere con questa paura, conviverci. Come viene comunicata questa paura? La stampa, la televisione, insomma la società dello spettacolo, la accomuna alla guerra, la paura della guerra e imposta la riflessione, comunica la riflessione in termini di problema – la guerra – soluzione – la pace -, la crisi economica è il problema – la crescita, lo sviluppo, la soluzione. Non entro nel merito di crescita versus decrescita, perché sarà oggetto di altra riflessione, qui il tema è: la società dello spettacolo ci presenta la crisi economica come un problema al quale bisogna dare una soluzione: riprendere la crescita del PIL. E’ questa la soluzione? Forse, ma vorrei ricordare che crescita è anche Indice di sviluppo umano, oppure l’impronta ecologica, dunque un confronto serrato e trasparente dovrebbe pure esserci da qualche parte, ma non c’è. Dunque c’è il problema, la crisi economica e la soluzione è: la crescita del Pil. Il problema della distribuzione della ricchezza, dello spreco delle risorse non è una soluzione e non viene discussa dalla società dello spettacolo. L’interesse è per costoro il problema: la crisi economica. Perché solo il problema? Forse, perché si dovrebbero attivare ambienti ed ambiti che presentano un legame debole con la vita di tutti i giorni, ad esempio la tassazione della rendita è ferma. Nella Repubblica fondata sul lavoro le tasse sul lavoro sono superiori alle tasse sulla rendita, oppure i comportamenti sono avulsi dal problema e dunque discuto, conduco trasmissioni in merito alla scuola pubblica facendo parte della società dello spettacolo e mia figlia è nella migliore scuola privata in Svizzera ancora, la società dello spettacolo chiede in modo veemente di misurare la produttività del settore pubblico, di valutare la qualità dei servizi, dimenticandosi che bisogna misurare e valutare anche loro che da prima del 1940 non riescono nella divisione concreta tra la gestione amministrativa e l’indirizzo politico. Dunque l’avvio alla soluzione della crisi economica, ovvero quello che è possibile fare e non viene fatto: distribuzione delle risorse, coerenza dei comportamenti, apparati politici leggeri. Certo dentro un contesto globale che ti crea difficoltà ma che non ti sottrae alla responsabilità di partire con una seria, propria attività di cambiamento difficile ma necessaria, oppure la paura come sentire quotidiano, senza soluzioni, senza fiducia, se non verso il proprio io, il proprio difendersi dall’altro, con le leggi votate utilizzando la fiducia al governo, in una solitudine senza fine nel mondo popolato da oltre sei miliardi di persone.