jump to navigation

Troppa energia 7 marzo 2009

Posted by iasiellik in IasielliK.
trackback

Il sistema industriale, che consuma sempre più energia, ed i cambiamenti climatici, che agiscono localmente e globalmente, caratterizzano il nuovo modello evolutivo mondiale.

Nei prossimi venti anni la domanda mondiale di energia crescrerà di oltre il 50% rispetto ai consumi attuali, per 2/3 attribuiti ai paesi in via di sviluppo, che, facendo largo uso dei combustibili fossili, ne determineranno la supremazia.

L’aumento delle emissioni di anidride carbonica, andranno di pari passo con l’aumento dei consumi di combustibili fossili. E’ previsto un incremento di oltre il 50% delle emissioni attuali nel 2030, principalmente dovuto alla produzione di energia elettrica, richiesta dai paesi in via di sviluppo.

L’attuale sistema industriale è energivoro ed obsoleto. Si ispira a modelli di sviluppo in cui è prioritaria la produttività, imponendo ritmi di consumi (la domanda) capaci di assorbire i deliverables del sistema.

Ma il sistema industriale non riesce a far fronte alla crisi socio-economica che si sta presentando, perché il sistema finanziario “impazzito” da un lato e la presa di coscienza che le fonti energetiche “tradizionali” non sono infinite dall’altro ne hanno emergere i limiti e le incongruenze.

In Italia, a partire dalla fine degli anni settanta, dove il modello statalista si era imposto alla grande (nel 1980 l’IRI era un gruppo di circa 1.000 società con più di 500.000 dipendenti e per molti anni fu la più grande azienda industriale al di fuori degli Stati Uniti d’America), si sono abbandonate le dottrine delle teorie keynesiane, per muoversi verso modelli liberisti più adatti ai nuovi scenari di commercio globale. Questa fase sta volgendo al termine.

La rincorsa al consumo che supporti la produzione ed attivi la massima occupazione è un circolo virtuoso non sostenibile. In tutti i sistemi economici, la trasformazione dei fattori produttivi comportano l’aumento di valore dei prodotti, che assorbono così materie prime ed energia di trasformazione. L’energia di trasformazione è compatibile con le risorse a disposizione quando il suo utilizzo agisca in modo insensibile nello stock di risorse. Il boom economico dei paesi emergenti degli ultimi 10 anni ha messo in crisi il sistema, perché l’enorme assorbimento di risorse energetiche “tradizionali” ha intaccato le riserve.

I costi altalenati e le prospettive non rosee hanno riaperto l’attenzione sulle fonti energetiche alternative. In questo scenario si inserisce il Protocollo di Kyoto, stilato durante la Conferenza Mondiale del 1997 sulla salute del Pianeta e rettificato il 16 febrraio 2005 da oltre 150 paesi che rappresentano il 62% delle emissioni mondiali di gas ad effetto serra (valori percentuali riferiti ai dati del 2005).

L’impegno è quello di ridurre le emissioni dei principali gas climalternati del 5,2% nel periodo 2008-2012 rispetto ai valori del 1990; l’Europa ha l’obiettivo di ridurne l’8%, mentre l’Italia si è impegnata a conseguire una riduzione del 6,5%.

energia21

Tabella 1: Confronto tra le emissioni prodotte e le quote assegnate tra i Paesi UE  (al 15 maggio 2006) – Fonte Unione Petrolifera

Guardando alla situazione italiana, balza agli occhi la dipendenza energetica dall’estero: 80-84%; in particolare i dati del Bilancio Energetico Nazionale hanno evidenziato un valore percentuale che si è assestato intorno al 84% (Figura).

energia
Figura: La dipendenza energetica in Italia (%) – Fonte ENEA da dati MAP

 

Nel 2005 l’energia consumata è stata pari a 198,8 Mtep contro i 196,8 Mtep del 2004. Tali valori se conforntati con i consumi del 1980 (146,2 Mtep) e del 2000 (186,2 Mtep) danno una misura della crescita dei consumi di energia del sistema industriale e commerciale.

Nell’anno 2005 il PIL del paese ha avuto una crescita approssimabile a zero, perciò l’intensità energetica (misurata come il rapporto fra il consumo di energia ed il PIL) ha segnato un incremento non trascurabile.

Nello stesso anno, dopo un quindicennio di crescita, si è avuto un calo dell’utilizzo di fonti rinnovabili (da 15,2 a 14,0 Mtep), riattestandosi sui valori del 2003 (Tabella 1).

La potenza efficiente di generazione in Italia ha registrato nell’ultimo anno (2005) un aumento di circa il 6,4% rispetto all’anno precedente (2004) passando da 84.424 MW a 88.859 MW (Tabella 2).

Potenza (MW)

2005

2004

Variazione %

Potenza idrica lorda

21.350

21.030

1,30%

Potenza termica lorda

66.100

61.531

7,40%

Potenza geotermica lorda

729

681

7,00%

Potenza eolica e fotovoltaica lorda

1.680

1.139

47,50%

Totale

89.859

84.424

6.4%

 

Tabella 2: Potenza efficiente di generazione in Italia nel 2005 (MW) – Fonte: Terna

Commenti»

No comments yet — be the first.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Gravatar
Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.