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Nel mezzo del cammino di nostra vita…….. 2 gennaio 2009

Posted by Alfonso Marino in storica.
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Crescita e sviluppo infinito per un pianeta finito?

Carosello 30 dicembre 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Devi avere una età per ricordarti di carosello, puoi essere nato 10 annni fa e vivere carosello. Per permettere alla società dei consumi di continuare  l’orgia della merce – natale è una di queste – sono necessari tre ingredienti: la pubblicità che crea il desiderio di consumare, il credito che ne fornisce i mezzi e l’obsolescenza accelerata e programmata dei prodotti che ne rinnova la necessità. Questo carosello esiste se si espande il binomio produzione e consumo e si comprimono i costi della produzione.  Dentro questo carosello possiamo esserci tutti e quelli più deboli perdono, oppure non trovano valori, la forza dell’anima per vivere di reputazione e non di continua mediazione fino alla vendita della propria persona: una battaglia tosta che spesso non viene percepita dalla stessa persona che la vive, oppure si riesce ad uscire da questo carosello, oppure sostituisci questo carosello con quello dei beni di consolazione come ad esempio, cibo o rifiuto del cibo, sesso a pagamento o rifiuto ascetico. Persi dentro questo carosello con una quantità di auguri che girano e non si fermano, tutti insieme in una solitudine tipica della crescita e dello sviluppo, di cosa, di chi, per cosa, per chi? 

Ma chi dice che non c’è? 29 dicembre 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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L’Istat sottolinea, come evidenziato di recente, la notevole perdita occupazionale nel sud. L’incrocio con i dati sulla qualità dei servizi per regione evidenziano una perdita di posizione nelle stesse aree dove cala l’occupazione. Il Sud è colpito due volte: scarsa qualità dei servizi e perdita di occupazione. E’ utile approfondire il tema dei servizi, quelli tradizionali da innovare, ad esempio gli enti locali. Per gli enti locali il tema è la new economy, ovvero il continuo migliorare l’erogazione dei servizi pubblici, la partecipazione e decisioni dei cittadini, le relazioni interne tra le amministrazioni e con le imprese. Il fascino è quello della tecnologia che spiega, trasforma e rende partecipi. La tecnologia valida in se e per se che apre le porte ad una società nuova. Gli enti locali hanno vissuto e vivono la tecnologia come opportunità, ma il cambiamento è visibile? Controllo banale: collegatevi ai siti dei comuni meridionali e verificate che il dato è simile nell’intero sud. Non è possibile compilare la pratica on line e inviarla. In alcune regioni come la Campania, nessuno dei 551 comuni offre questo servizio previsto dal Ministero per l’Innovazione e rafforzato dai finanziamenti POR. Inoltre, gli enti locali del mezzogiorno con una media di 5000mila abitanti, sono oltre il 60% del totale e non devono possedere tecnologie così spinte. Interventi uguali per situazioni diverse non creano qualità. In molti casi, nei comuni di dimensioni minori, l’informazione interna e all’utenza si sviluppa con software di base in dotazione e spesso le azioni devono essere rivolte al recupero dell’evasione contributiva dei cittadini. Era utile stabilire una premialità per i comuni che raggiungevano quest’obbiettivo. Gli enti locali sono stati coinvolti ma nella sostanza la relazione con gli utenti e le imprese non si è modificata. Inoltre la gestione degli interventi, il controllo dei finanziamenti richiede la nascita di organismi. La crescita della burocrazia dei professionisti è notevole. La burocrazia dei professionisti, come evidenziato dai dati ultimi della corte dei conti, si concentra nei consigli di amministrazione, nuclei di valutazione, collegi sindacali, revisori dei conti. Anche nelle regioni del sud il rischio è questo: la new economy, crea la cortigiana economy e minimi cambiamenti positivi. La burocrazia dei professionisti creata dagli amministratori locali, dai partiti locali è la cortigiana economy. La corte premiata per l’appartenenza e non per il valore delle persone. La creazione della corte si palesa in tre comportamenti. Il primo attiene all’organizzazione degli interventi: sono possibili con apparati burocratici leggeri e fortemente orientati al risultato, ci deve essere questa contemporanea disponibilità, ma non è stata creata. Il secondo è legato alla attuazione dei programmi che non dovrebbero essere più il risultato di adattamenti tra mediazione e reputazione delle istituzioni e dei suoi rappresentanti, ma l’evoluzione di controlli che stabiliscono sanzioni ed incentivi. Il terzo è legato all’attivazione di interventi che in fase di proposta richiama concetti quali sviluppo, qualità della vita e se implementati corrispondono ad interessi materiali di gruppi di potere trasversali. Sviluppo possibile? Provate ad aggredire questi tre comportamenti che presentano una stratificazione economica, culturale e temporale notevole. Innovare nel mezzogiorno significa partite dalle vecchie problematiche non risolte, oppure diteci che non si può ma, spiegateci perché.

In tutto il mondo 25 dicembre 2008

Posted by Alfonso Marino in Generale.
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buon-natale

Con quali donne e uomini di governo? 21 dicembre 2008

Posted by Alfonso Marino in Generale.
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Ancora il mezzogiorno, dopo tanti anni di discussioni ed interventi. L’irlanda è diversa perchè oltre 300 anni or sono era nulla, ma oggi è tra le prime in Europa. Il mezzogirono è  fermo, forse indietreggia. Andiamo ancora una volta per punti. Primo – Mantenere la ripartizione regionale prevista per le politiche di sviluppo regionali sia per l’obiettivo convergenza che per quello della competitività, anche relativamente alle risorse FAS che sono oggi più a rischio di riallocazione sia settoriale che geografica. • Secondo – Anticipare, in accordo con la Commissione Europea, la ripartizione annuale delle risorse disponibili nei sette anni di programmazione rimodulando e semplificando le procedure. E’ da perseguire l’ambizioso obiettivo di aumentare la quota degli investimenti attivabili nel corso del 2009 e 2010, anni questi per i quali è prevista la maggiore contrazione della domanda aggregata, arrivando a spendere nel 2009 il 40% di tutte le risorse disponibili e nel 2010 prevedendo una spesa pari al 70%. Si tratta di puntare alla realizzazione di tutte le opere e gli interventi il cui stato di avanzamento sia compatibile con un’anticipazione dei tempi di realizzazione;• Terzo – Utilizzare, in accordo con la Commissione Europea, gli accantonamenti e le riserve di programmazione sia per la reintroduzione di meccanismi premianti, che per le nuove iniziative indirizzate a finanziare la priorità VII individuata nell’ambito del Quadro Strategico Nazionale 2007-2013 “Competitività sistemi produttivi e occupazione”. La spesa, ovvero qualità, indirizzo e controllo in trasparenza, ma con quali donne e uomini di governo?

Dalle parole al concreto..ma la befana, babbo natale 20 dicembre 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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E’ necessario che il Sud Italia sia inquadrato nel contesto Mediterraneo e proposto come una base logistica in grado di intercettare i flussi di merci e di saperi che partono dal Far East e mettono in competizione il bacino del Mediterraneo con le tradizionali rotte del Nord Europa. Per questo obiettivo fondamentale è indispensabile strutturare una strategia comune delle regioni del Mezzogiorno e del Governo centrale con scelte condivise per un riequilibrio territoriale nel Sud Italia, decongestionando le aree costiere e sviluppando un sistema di connessioni. Le priorità sono il rafforzamento dei maggiori poli portuali, ferroviari ed aeroportuali ma anche la realizzazione di una adeguata, articolata ed efficiente rete connettiva di trasporti e logistica che colleghi questi nodi. Il Sud deve puntare per il suo sviluppo su reti materiali ed immateriali. In questa prospettiva è necessario superare gli equilibri territoriali fondati sulle tradizionali dinamiche esistenti tra le aree urbane meridionali forti e l’entroterra strutturalmente fragile. Urge avviare un processo di aggregazione di territori e di organizzazione di servizi comuni. E’ evidente che occorre creare una massa critica per ottenere servizi di livello paragonabile a quello delle altre aree del paese. Idee importanti, spesso sentite e discusse, mai realizzate qui da noi, mentre altrove qualcosa si muove e ci superano, diventano fatti concreti nelle altre regioni europee del mediterraneo. Ancora pensiamo e progettiamo mentre altri decidono e realizzano.

Silenzio si gira – ciak 19 dicembre 2008

Posted by Alfonso Marino in Epistemologia della Rete.
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Silenzio sul Mezzogiorno. Si parla del Sud, solo per sottolineare i guasti, nessun futuro. La recessione che colpisce i paesi industrializzati non sarà neutrale riguardo alla dimensione dei divari nord-sud. Le opportunità per la crescita del Sud Italia dipendono in larga parte dall’utilizzo delle risorse per le politiche di sviluppo regionale riferite anche all’uso dei fondi comunitari e quelli nazionali, così come risulta dalla struttura finanziaria del Quadro Comunitario di Sostegno che prevede, nel periodo 2007-2013, un totale di 124,7 miliardi di euro di cui 28,7 miliardi di euro sono rappresentati dal contributo comunitario dei fondi strutturali (programmati con i Programmi Operativi Nazionali e Regionali), 31,6 miliardi di euro di cofinanziamento nazionale e 64,4 miliardi di euro dei Fondi per le Aree Sottoutilizzate (FAS). Denari da spendere con sapienza e trasparenza. Una crisi che non può essere affrontata né in termini regionali né in termini nazionali. Sono indispensabili decisioni da assumere a livello di Unione Europea.

Crisi e Colori 16 dicembre 2008

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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I giornali raccontano la catastrofe economica, ma poi sono pieni di pagine pubblicitarie che tentano di venderti beni costosi. La televisione trasmette la crisi, ma poi mette in onda un’Italia intenta a telefonarsi e profumarsi. C’è chi non arriva alla fine del mese e chi non trova posto al ristorante. La cassa integrazione ordinaria cresce del 253%, rispetto al novembre dell’anno scorso, ma al ponte dell’Immacolata gli sciatori di Cervinia sono aumentati del 40% e gli skipass dolomitici del 20%. Certo chi è andato a sciare a Cervinia quest’anno poteva essere, un anno fa, in giro per il mondo e chi nel periodo di natale rimane nella propria casa perché è in cig forzata poteva essere l’anno prima al lavoro. Piccola differenza: chi scia vive, chi è in cig sopravvive. Siamo ancora fermi alla richiesta di forti, robuste redistribuzione di ricchezza in termini di beni e servizi per l’ampia parte della popolazione che non regge l’urto e pur modificando le priorità ed eliminandone alcune non regge l’urto della crisi.

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