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Salve sono Elli 3 febbraio 2009

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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571, 620, sono euro e sono gli euro che gli operai di pomigliano d’arco si trovano da tempo nella loro busta paga. Tutto qui per i freddi numeri. Tutta da costruire e vivere una vita con quel salario. Dentro questa realtà ti spiegano che l’auto è oltre 11% del nostro prodotto interno lordo – ancora con questo pil – e dimenticano che l’auto è tanto finanziamento pubblico e al tempo stesso negazione del trasporto pubblico e dell’auto meno inquinante. L’auto appartiene alla tradizione italiana delle famiglie che finiscono in elli, agnelli, pirelli, feltrinelli……. Continuate con il premiare gli elli dell’auto e i loro ereditieri o si inizia anche con altri criteri: ricerca, prodotto meno inquinante, pubblicità con meno messaggi del tipo donne e motori, potenza e successo? Si può?

Romequit 31 gennaio 2009

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Dominus significa signore in latino. Può indicare un capo militare o anche, nel diritto romano, colui che esercita la proprietà, o il padrone di uno schiavo. Titolo ecclesiastico nella liturgia cristiana in latino, il termine indica Dio o Gesù Cristo. Dominus è il nome di diversi personaggi immaginari: Guerre stellari, dei fumetti DC Comics e Marvel Comics, gruppo musicale. Poi i quotidiani di questi giorni – la Repubblica Napoli – 29 – 01 – 2009 – pensano anche ad altri luoghi oltre Guerre Stellari, Dominus Romeo. Poi forse nel tempo, ci spiegano che i tributi, la sua riscossione, l’organizzazione, sono altri Dominus, un comune stretto tra due privati, nati dalla stessa costola, Dominus. In wikipedia le voci correlate sono:Don, Dominio Demanio Dominato, forma di governo dell’Impero romano successiva al principato. http://it.wikipedia.org/wiki/Dominus

Dal Dizionario etimologico della lingua italiana – M. Cortelazzo e P. Zolli, 1980, Volume secondo, D – H, pag 361 ( don) e volume quinto, S – Z, pag. 1201 (signore) c’è un ricco e interessante intreccio del senso, simbolo e significato dei due termini. Proprio come nella realtà, strano o forse semplice, normale? No, normale no.

E firmo’ la prima 30 gennaio 2009

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Obama firma per la prima volta da presidente degli Stati Uniti: parità salariale tra donne e uomini.

Continuiamo con il contarli 29 gennaio 2009

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Purtroppo continuiamo con il contarli, i morti sul lavoro e gli incidenti sul lavoro non finiscono anzi, aumentano. Pensate, segnalano il problema della sicurezza: strade, case,  mondo, and so on, ma niente per il lavoro, per i lavoratori niente: parole, parole, indignazione e poi l’istituzione getta la spugna con grande dignità? Donne, uomini, neri, bianchi, gialli, senza confini e in ogni settore, spesso per la manutenzione degli impianti e per il prolungarsi dell’orario di lavoro che viene conteggiato come straordinario nella busta paga – sempre? -  da lavoratore con il contratto interinale firmato dall’agenzia privata di turno.

Ecco i primi dieci 27 gennaio 2009

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Ecco i primi dieci titoli della pagina economia di rainews24

 

British Airways perde quota in Borsa, a rischio l’operazione Iberia

 

Terremoto alla Ing. Il Gruppo in rosso pronto a tagliare 7mila posti

 

Bnp Paribas in rosso per 1,4 miliardi, prima perdita da 10 anni

 

La Philips, tagliera’ 6 mila posti di lavoro dopo perdite trimestrali

 

Borsa di Tokyo: Nikkei a -0,8% il peggior risultato degli ultimi tre mesi

 

Fmi taglierà le stime di crescita tra l’1 e l’1,5%

 

La Spagna sprofonda nella crisi: 3,2 milioni di disoccupati

 

Chiamparino: “Sì agli aiuti alla Fiat, ma i posti di lavoro restino in Italia”

 

Firmato l’accordo sui nuovi contratti, ma senza la Cgil

 

Tokyo chiude in picchiata a -3,81%

 

http://www.rainews24.rai.it/categoria.asp?id=3

Fed, Federa, Federali, Federalismo 24 gennaio 2009

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Federalismo: la base d’informazioni del governo è solo quella sull’impegno che i decreti attuativi non debordino oltre i limiti relativi allo stato della nostra finanza pubblica e della crisi economica?

 

Federalismo: anni di applicazione, due modifiche costituzionali e non sappiamo qual’è stato il costo di questi lavori istituzionali e della loro applicazione, dunque i costi, ma anche delle opportunità realizzate.

 

Federalismo fiscale: non aggrava la crisi, ma scusate la risolve, aiuta nelle soluzioni?

Sviluppo umano 21 gennaio 2009

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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Non sarà sempre il Pil. Il mitico Prodotto interno lordo già criticato da Kennedy negli anni 60 (vedi nel sito – discorso di Robert Kennedy) L’Indice di sviluppo umano (HDI-Human development index) è un indicatore di sviluppo macroeconomico realizzato dall’economista pakistano Mahbub ul Haq. Pakistano, forse perché le teorie e gli strumenti di misura della nostra europa e america non colgono le ampie problematiche presenti in una parte del mondo dove la povertà è il piatto forte che non viene servito alle nostre tavole con tanta frequenza da farci riflettere sull’uso delle risorse e il suo spreco. Ad esempio nell’indice di sviluppo umano si tiene conto del livello di alfabetizzazione di un paese o di una regione e la speranza di vita. Tralascio la speranza di vita perché con la vicenda rifiuti tutta in essere nelle zone della nostra regione usata come sversatoio siamo in piena difficoltà nel determinare qual’è e qual’è stato il peso dello smaltimento di sostanze nocive nella nostra terra in relazione alla vita media degli abitanti coinvolti, invece, l’alfabetizzazione, ovvero l’evasione e l’abbandono scolastico e la perdita di sostanza della scuola e dell’università come riferimento per la crescita della popolazione diventa elemento di estremo interesse e valutabile. I numeri, riferiti sempre nel blog con l’articolo “Rapporto OCSE 2008 sull’istruzione” vedono l’Italia negli ultimi posti della classifica stilata per gli stati europei. E’ fenomeno diverso il nostro dal Pakistan o dal Brasile ma al tempo stesso se non punti sulla scuola, sul calo degli abbandoni e dell’evasione è difficile pensare che reggi al proclama della qualità della vita e di un reddito dignitoso e questo ci accomuna al Brasile ad esempio. Ecco reddito e scuola, formazione e lavoro, ritorna il corto circuito della nostra regione che è tipica di tutte le aree povere del mondo. La povertà non è solo cosa e come produci, ma come è distribuita quella produzione, la povertà e la distribuzione della ricchezza è il tema che tiene insieme diverse regioni del mondo e può essere vista meglio se si vuole, abbandonando le pastoie del PIL utilizzando HDI, sigle dietro le quali ci sono numeri, avanti quelle sigle e numeri ci sono uomini e donne che lavorano, vivono cercando di non piegarsi alla povertà materiale e culturale che accomuna tante, tante persone, anche in quei paesi che spesso noi occidentali classifichiamo come ricchi.

Problemi e soluzioni 20 gennaio 2009

Posted by Alfonso Marino in Economia.
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La crisi economica, ovvero la crisi della crescita è un problema, un problema che diffonde paura, la paura del domani, la paura del futuro. Strano, l’economia diffonde paura, la circolazione della moneta crea le tenebre. Accadeva nel 1929, poi nel 1973 e ancora nel 1996 e ancora nel 2007, con forme e intensità diverse, non paragonabili, ma accadeva, poi si dimentica ma accadeva. Il tempo nel suo scorrere ci dice che tra la prima e seconda paura sono passati 44 anni e poi sempre meno, 23, 10 anni, forse dobbiamo vivere con questa paura, conviverci. Come viene comunicata questa paura? La stampa, la televisione, insomma la società dello spettacolo, la accomuna alla guerra, la paura della guerra e imposta la riflessione, comunica la riflessione in termini di problema – la guerra – soluzione – la pace -, la crisi economica è il problema – la crescita, lo sviluppo, la soluzione. Non entro nel merito di crescita versus decrescita, perché sarà oggetto di altra riflessione, qui il tema è: la società dello spettacolo ci presenta la crisi economica come un problema al quale bisogna dare una soluzione: riprendere la crescita del PIL. E’ questa la soluzione? Forse, ma vorrei ricordare che crescita è anche Indice di sviluppo umano, oppure l’impronta ecologica, dunque un confronto serrato e trasparente dovrebbe pure esserci da qualche parte, ma non c’è.  Dunque c’è il problema, la crisi economica e la soluzione è: la crescita del Pil. Il problema della distribuzione della ricchezza, dello spreco delle risorse non è una soluzione e non viene discussa dalla società dello spettacolo. L’interesse è per costoro il problema: la crisi economica. Perché solo il problema? Forse, perché si dovrebbero attivare ambienti ed ambiti che presentano un legame debole con la vita di tutti i giorni, ad esempio la tassazione della rendita è ferma. Nella Repubblica fondata sul lavoro le tasse sul lavoro sono superiori alle tasse sulla rendita, oppure i comportamenti sono avulsi dal problema e dunque discuto, conduco trasmissioni in merito alla scuola pubblica facendo parte della società dello spettacolo e mia figlia è nella migliore scuola privata in Svizzera ancora, la società dello spettacolo chiede in modo veemente di misurare la produttività del settore pubblico, di valutare la qualità dei servizi, dimenticandosi che bisogna misurare e valutare anche loro che da prima del 1940 non riescono nella divisione concreta tra la gestione amministrativa e l’indirizzo politico. Dunque l’avvio alla soluzione della crisi economica, ovvero quello che è possibile fare e non viene fatto: distribuzione delle risorse, coerenza dei comportamenti, apparati politici leggeri. Certo dentro un contesto globale che ti crea difficoltà ma che non ti sottrae alla responsabilità di partire con una seria, propria attività di cambiamento difficile ma necessaria, oppure la paura come sentire quotidiano, senza soluzioni, senza fiducia, se non verso il proprio io, il proprio difendersi dall’altro, con le leggi votate utilizzando la fiducia al governo, in una solitudine senza fine nel mondo popolato da oltre sei miliardi di persone.

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