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Silenzio si gira – ciak 19 dicembre 2008

Posted by Alfonso Marino in Epistemologia della Rete.
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Silenzio sul Mezzogiorno. Si parla del Sud, solo per sottolineare i guasti, nessun futuro. La recessione che colpisce i paesi industrializzati non sarà neutrale riguardo alla dimensione dei divari nord-sud. Le opportunità per la crescita del Sud Italia dipendono in larga parte dall’utilizzo delle risorse per le politiche di sviluppo regionale riferite anche all’uso dei fondi comunitari e quelli nazionali, così come risulta dalla struttura finanziaria del Quadro Comunitario di Sostegno che prevede, nel periodo 2007-2013, un totale di 124,7 miliardi di euro di cui 28,7 miliardi di euro sono rappresentati dal contributo comunitario dei fondi strutturali (programmati con i Programmi Operativi Nazionali e Regionali), 31,6 miliardi di euro di cofinanziamento nazionale e 64,4 miliardi di euro dei Fondi per le Aree Sottoutilizzate (FAS). Denari da spendere con sapienza e trasparenza. Una crisi che non può essere affrontata né in termini regionali né in termini nazionali. Sono indispensabili decisioni da assumere a livello di Unione Europea.

Ipotesi di lavoro un nuovo “paradigma informatico” 16 aprile 2008

Posted by Alfonso Marino in Epistemologia della Rete, Generale.
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Mark Pesce (inventore del VRML) in un recente articolo ha sostenuto che oramai l’informatica si basa su modelli di software obsoleti. La prima domanda che viene in mente è: ma come è possibile? non vi sono sempre più programmi, sempre nuovi sistemi operativi, sempre più applicazioni?

 Ad un primo sguardo potrebbe sembrare che sia così; poi volendo approfondire la questione ci rendiamo conto che i principali applicativi software attuali hanno assunto la forma sostanziale ritroviamo già alla fine degli anni sessanta. I programmi di videoscrittura, i fogli di calcolo, la struttura dei database relazionali sono strutture di programmi figli di un felice incontro tra un portato linguistico strutturalista ed alcune menti di prim’ordine che vollero definire il massimo delle potenzialità per i calcolatori di quel periodo. Per comprendere l’ordine di grandezza del salto tecnologico compiuto dagli anni sessanta ad oggi (quando la parte software è rimasta sostanzialmente invariata) potremmo dire che siamo nell’ordine di potenze di calcolo di decine di migliaia di volte superiori ai computer dell’epoca. Basti pensare che il computer che mandò sulla luna gli astronauti era molto meno potente e veloce della più banale calcolatrice per le quattro operazioni elementari oggi in commercio. Dai progetti di sviluppo di software sono nati e poi minimamente evoluti i programmi che oggi conosciamo: “word”, “excel” “access” etc…. (continua…)

Il superamento dei concetti di Reti collettive e Reti connettive di calcolatori. 8 aprile 2008

Posted by Alfonso Marino in Epistemologia della Rete, Generale.
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Qualche tempo fa cercavo su internet l’immagine di un quadro famosissimo di cui ricordavo perfettamente l’immagine ma non l’autore né il titolo. Esso riproduce in stile gotico due contadini americani ai tempi della depressione degli anni ’30. La ricerca durata in tutto parecchi giorni anche tramite strumenti avanzati di siti specializzati in quadri, immagini storia dell’arte, motori di ricerca indicizzati per categorie di immagini era diventata una specie di dimostrazione dell’inutilità di internet nel reperire le informazioni che si cercano in maniera “confusa”. Alla fine il titolo l’ho scoperto per caso guardando la didascalia di un giornale che riproduceva l’immagine: era “American Gothic”  di Grant Wood ed una volta conosciuto il nome è bastato andare su un qualunque motore di ricerca per essere sommerso da migliaia di immagini del quadro, offerte di magliette etc…

Oggi si fa un gran parlare di Reti Connettive e Reti Collettive, società della conoscenza ma rimane fuori spesso una delle caratteristiche fondamentali a cui tutti dovremmo rispondere: ma se cerco un gruppo di interessi, una informazione, una risposta ad un problema, la trovo su internet?  (continua…)

Erogazione di servizi tramite internet? Liberiamo le energie nascoste! 17 marzo 2008

Posted by Alfonso Marino in Epistemologia della Rete.
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IP Phone? IP TV? Si sentono tante sigle in giro… e tutte hanno il prefisso IP davanti che, per coloro che ne commercializzano i servizi, indicano che essi viaggiano sulla rete internet in maniera paritetica “a rete magliata”, dove ogni punto ha pari dignità di trasmissione e ricezione. Ma le cose stanno davvero così? E’ davvero possibile effettuare, magari da casa propria, tutte le operazioni connesse ad un vero servizio internet? Ebbene, anche se a livello di programmi e di software ciò è senz’altro possibile, un ostacolo insormontabile si riscontra nella gestione del collegamento internet. Si potrebbe pensare che il problema sia la banda larga, e certamente in parte lo è, ma il vero scoglio attuale sta nell’avere a disposizione un indirizzo IP pubblico. Tutti noi abbiamo sperimentato o almeno visto come funziona un servizio di VOIP, di Videoconferenza tramite WEB oppure visto programma in streaming audio o video senza grossi disagi, la banda già larga sarà sempre più larga ma allo stato attuale avremo sempre bisogno di un server centrale che si occupa di tradurre indirizzi di connessione domestici (quindi per la parte numerica variabili o dinamici) in indirizzi logici fissi. Se ad ogni connessione internet ottengo un numero di IP differente, non di potrà mai indirizzare una richiesta al mio computer dall’esterno. In parte il problema viene aggirato dai fornitori di servizi. Ad esempio Microsoft Messanger o Skype fanno da server per il collegamento ed identificano l’IP di colui che si connette e poi fanno da “centralino” per coloro che lo devono trovare “on-line”; qualora non ci si connettesse al server centrale dei servizi tutto ciò non sarebbe più possibile. Il problema dell’indirizzamento IP venne affrontato (continua…)

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