A tutta acqua 22 febbraio 2009
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Il messaggio del marketing sembra, al solito, funzionare. I produttori dell’acqua minerale ci vendono la loro acqua suggerendoci come risultato del suo consumo maggiore efficienza, salute e bellezza.
Ma è necessaria l’acqua minerale o può bastare l’acqua del rubinetto? È confrontabile la qualità dell’acqua minerale a quella dell’acqua normale, la differenza di qualità giustifica il prezzo enormemente più alto (in media fino al 330 per cento)?
La Campania si rifiuta 25 gennaio 2009
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Gli obiettivi del Sottosegretario di Stato per l’emergenza rifiuti in Campana sono condivisibili. Essi dovrebbero animare tutti gli attori coinvolti nei processi del Ciclo Integrato dei Rifiuti. Liberare le strade dai rifiuti, allestire le discariche, costruire i termovalorizzatori e avviare la raccolta differenziata è quanto il piano della struttura guidata da Guido Bertolaso si prefigge per risolvere definitivamente l’emergenza ed attivare un corretto e virtuoso ciclo di smaltimento dei rifiuti, coinvolgendo i cittadini e le istituzioni locali.
Ma la realtà che la regione Campania sta vivendo mostra che “tra il dire ed il fare c’è di mezzo … la munnezza”. Ahimè ritorno ancora sul tema, non per vocazione o scelta, ma perché eletto dagli amici esperto. Il ruolo impone quindi alcune riflessioni che mi aiuteranno a fare il punto.
Dopo grande pubblicità agli eventi di munnezzopoli adesso è calato il silenzio, preoccupante. I Media, esaurite le manifestazioni e le proteste, hanno lasciato il presidio del territorio, ed i Comitati, presi dai litigi interni al Forum Rifiuti Campania, hanno abbandonato il confronto con le istituzioni, per continuare in ordine sparso le proprie proteste. Dai giornali apprendo che la situazione non è proprio tutta sotto controllo.
Porta dopo Porta 8 dicembre 2008
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Napoli, dicembre 2008. La raccolta differenziata riscuote un grande successo ai Colli Aminei, ed i primi risultati dalla r.d. di Ponticelli (partita a a fine ottobre u.s.) sembrano confermare i risultati eccezionali. Siamo a circa il 75% contro un insostenibile 15% di tutto il territorio comunale.
La riflessione che induce la situazione è del tipo: Cosa stiamo aspettando? Quando si parte nelle altre municipalità? Perché questi ritardi?
L’idea generale è quella che proiettando i dati della raccolta sperimentale avviata ai Colli Aminei si possa raggiungere risultati similari, e quindi raggiungere lo strepitoso successo cittadino: Napoli oltre il 50% di raccolta differenziata.
Purtroppo non tutti i quartieri di Napoli sono come i Colli Aminei. La morfologia del territorio, sommata ai problemi antropici della città, sono un evidente ostacolo al successo del progetto. Strade strette ed auto in sosta selvaggia, spazi condominiali inesistenti, popolazione non abituata alla salvaguardia del bene comune rendono impossibile l’attuazione del programma di raccolta differenziata.
D’altronde i dati incoraggianti dei Colli Aminei e di Ponticelli sono un ottimo stimolo quantomeno per avviare il progetto. (continua…)
Business Consulting: opportunità e non mazzette 2 novembre 2008
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Business Consulting: opportunità e non mazzette.
La consulenza aziendale assume in Italia un significato particolare. In un contesto di mercato sempre più “affogato” la ricerca di aree di business efficaci per le aziende diventa oneroso e non sostenibile per le realtà delle PMI e non solo.
Ecco quindi la giustificazione della proliferazione di società di consulenza che provano ad accordare le esigenze di ottimizzazione richiesto dalle aziende italiane con la necessaria “expertice”.
L’area di business è molto interessante e spesso sfugge alle regole di mercato, in quanto il “lavoro” del consulente risulta spesso non misurabile e difficilmente oggetto di valutazione. Ecco che il commitment si affida alla fiducia e professionalità della società di consulenza nel tentativo di trovare delle risposte convincenti al re-engineering dei propri asfittici processi produttivi.
Le aziende italiane, nei rapporti con questa tipologia di servizi, hanno maturato una discreta esperienza, per cui l’affido di processi di reverse engineering sono sempre più orientati verso società capaci.
Per trovare spazio le miriadi di aziende di consulenza battono le strade delle PP.AA., dove la domanda di servizi di analisi organizzative, di processi riorganizzativi, etc., in pratica di tutto quello che ha a che fare con la “pianta organica”, è cresciuta a dismisura. In quest’ambito trovano facili sfoghi le istanze di consulenza, molte provenienti dal mondo accademico e vicine all’amministrazione di turno.
Abbandonando questa strada, che finiti i soldi delle PP.AA. fanno sciogliere le società e distogliere gli interessi delle coppie amministrazione-toghe, le società di consulenza più forti hanno mantenuto le loro capacità e competenze e si sono affermate nel settore dell’alta consulenza.
Nel panorama italiano la pluralità di settori e le esigenze di ottimizzazione hanno rafforzato il ruolo di molte di queste aziende, sempre più coinvolte nei processi di ristrutturazione aziendale (che non significa necessariamente tagli occupazionali).
Perché ne parlo? Il quadro occupazionale italiano è deprimente. I giovani che escono dalle università si trovano subito un muro di insormontabili difficoltà che non consentono l’accesso (almeno quello sperato) al mondo del lavoro. Proliferano i master, gli stage, i corsi finalizzati all’occupazione: ancora formazione.
Il settore del consulting manifesta un interesse importante verso i giovani laureati, che “freschi” di studi, e non conformati alle realtà aziendali, sono disposti a scommettere sulle riorganizzazioni e su modelli nuovi e di rottura con le vecchie organizzazione. E’ inutile citare quello che succede nel mondo Internet, dove giovani classi di imprenditori hanno rivoluzionato il commercio.
In questo quadro di ottimismo riporto di seguito la descrizione di alcune aziende, che inserite nel tessuto economico italiano stanno raggiungendo ottimi livelli di performance, anche grazie all’apertura di credito verso i giovani.
L’invito implicito a chi legge è di andare a curiosare e segnarsi l’indirizzo, che casomai può tornare utile per il parente, l’amico in cerca di prima occupazione.
E’ un modo diverso di cercare lavoro, che sfugge ai canoni a cui ci ha abituato il modello prima repubblica, senz’altro più difficile e sfidante, ma per cui non ci si sentirà legati.
I PAS … fondi al vento. 2 ottobre 2008
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Lasciateci riformare la scuola, e troveremo anche qualche piccola riforma di cui le prigioni abbisognano. John Ruskin
Per combattere la dispersione scolastica la Regione Campania ha istituito i PAS (Percorsi Alternativi Sperimentali, DR 141 del 18/05/2007) che permettono ai ragazzi di conseguire una qualifica professionale di primo grado dopo una frequenza biennale. Poi, con il terzo anno (ex OFIS) si può ottenere la qualifica regionale. Successivamente, dopo il biennio superiore si arriva al diploma.
Buone le intenzioni, deludenti i fatti! (continua…)
Menti Aperte 30 agosto 2008
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OPEN MISLI
A topic da fascinates operatori ICT, je stalan i neprekidan pretraživanje inovacija. Mehanizam je čestiti krug (vi kažete), određuje se prema filing novih rješenja, koja potkopava stari još nije odobren. (Lellovic Jasi, 2008).
Nun Caccio Una Lira 13 luglio 2008
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NCUL, corrente di pensiero socio-economica nata negli anni novanta, promuove, fra l’altro, un diverso approccio filosofico ai consumi: Nun Caccio Una Lira.
La visione anticonsumistica che ne deriva mi attribuisce atteggiamenti di contrasto al capitalismo, che attraverso i suoi strumenti strafinanziari sta avvelenando l’economia, anche quella mia familiare.
I problemi dell’economia trovano origine nei primi anni ottanta, quando tramontava il modello del capitalismo democratico e si affermavano la globalizzazione e gli strumenti ICT. I rapporti di forza tra capitalismo ed organizzazioni sindacali e tra capitalismo e organi di governo cambiavano radicalmente. Gli interventi di macro-economia operati dallo Stato nel tentativo di avviare programmi di ristrutturazione economica, così come afferma Giorgio Ruffolo, furono “sterilizzati” dall’immissione nel mercato del lavoro mondiale masse di lavoratori che ne deprimono il prezzo. E’ il periodo delle prime delocalizzazioni verso l’estero di importanti impianti manifatturieri, attraverso cui gli imprenditori recuperavano sul costo del lavoro gli incrementi dei costi delle materie prime e l’incremento di utili necessari per soddisfare l’azionariato. Il prezzo della manodopera crolla ed iniziano processi di mobilità dei dipendenti, processi che tuttora non si sono arrestati.