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	<title>Falsipositivi &#187; IasielliK</title>
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	<description>Economia &#38; Politica</description>
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		<title>Troppa energia</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 21:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iasiellik</dc:creator>
				<category><![CDATA[IasielliK]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sistema industriale, che consuma sempre più energia, ed i cambiamenti climatici, che agiscono localmente e globalmente, caratterizzano il nuovo modello evolutivo mondiale. Nei prossimi venti anni la domanda mondiale di energia crescrerà di oltre il 50% rispetto ai consumi attuali, per 2/3 attribuiti ai paesi in via di sviluppo, che, facendo largo uso dei [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=falsipositivi.org&#038;blog=3182756&#038;post=548&#038;subd=falsipositivis&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoFooter" style="text-align:justify;margin:0;"><span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Il sistema industriale, che consuma sempre più energia, ed i cambiamenti climatici, che agiscono localmente e globalmente, caratterizzano il nuovo modello evolutivo mondiale.</span></span></span></p>
<p class="MsoFooter" style="text-align:justify;margin:0;"><span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Nei prossimi venti anni la domanda mondiale di energia crescrerà di oltre il 50% rispetto ai consumi attuali, per 2/3 attribuiti ai paesi in via di sviluppo, che, facendo largo uso dei combustibili fossili, ne determineranno la supremazia.</span></span></span></p>
<p class="MsoFooter" style="text-align:justify;margin:0;"><span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">L’aumento delle emissioni di anidride carbonica, andranno di pari passo con l’aumento dei consumi di combustibili fossili. E’ previsto un incremento di oltre il 50% delle emissioni attuali nel 2030, principalmente dovuto alla produzione di energia elettrica, richiesta dai paesi in via di sviluppo.</span></span></span></p>
<p class="MsoFooter" style="text-align:justify;margin:0;"><span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span id="more-548"></span>L’attuale sistema industriale è energivoro ed obsoleto. Si ispira a modelli di sviluppo in cui è prioritaria la produttività, imponendo ritmi di consumi (la domanda) capaci di assorbire i deliverables del sistema. </span></span></span></p>
<p class="MsoFooter" style="text-align:justify;margin:0;"><span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ma il sistema industriale non riesce a far fronte alla crisi socio-economica che si sta presentando, perché il sistema finanziario “impazzito” da un lato e la presa di coscienza che le fonti energetiche “tradizionali” non sono infinite dall’altro ne hanno emergere i limiti e le incongruenze. </span></span></span></p>
<p class="MsoFooter" style="text-align:justify;margin:0;"><span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">In Italia, a partire dalla fine degli anni settanta, dove il modello statalista si era imposto alla grande (nel 1980 l&#8217;IRI era un gruppo di circa 1.000 società con più di 500.000 dipendenti e per molti anni fu la più grande azienda industriale al di fuori degli Stati Uniti d&#8217;America), si sono abbandonate le dottrine delle teorie keynesiane, per muoversi verso modelli liberisti più adatti ai nuovi scenari di commercio globale. Questa fase sta volgendo al termine. </span></span></span></p>
<p class="MsoFooter" style="text-align:justify;margin:0;"><span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">La rincorsa al consumo che supporti la produzione ed attivi la massima occupazione è un circolo virtuoso non sostenibile. In tutti i sistemi economici, la trasformazione dei fattori produttivi comportano l’aumento di valore dei prodotti, che assorbono così materie prime ed energia di trasformazione. L’energia di trasformazione è compatibile con le risorse a disposizione quando il suo utilizzo agisca in modo insensibile nello stock di risorse. Il boom economico dei paesi emergenti degli ultimi 10 anni ha messo in crisi il sistema, perché l’enorme assorbimento di risorse energetiche “tradizionali” ha intaccato le riserve.</span></span></span></p>
<p class="MsoFooter" style="text-align:justify;margin:0;"><span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">I costi altalenati e le prospettive non rosee hanno riaperto l’attenzione sulle fonti energetiche alternative. In questo scenario si inserisce il Protocollo di Kyoto, stilato durante la Conferenza Mondiale del 1997 sulla salute del Pianeta e rettificato il 16 febrraio 2005 da oltre 150 paesi che rappresentano il 62% delle emissioni mondiali di gas ad effetto serra (valori percentuali riferiti ai dati del 2005).</span></span></span></p>
<p class="MsoFooter" style="text-align:justify;margin:0;"><span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">L’impegno è quello di ridurre le emissioni dei principali gas climalternati del 5,2% nel periodo 2008-2012 rispetto ai valori del 1990; l’Europa ha l’obiettivo di ridurne l’8%, mentre l’Italia si è impegnata a conseguire una riduzione del 6,5%.</span></span></span></p>
<p class="MsoFooter" style="margin:0;"><span style="background:yellow;"></span><span style="background:yellow;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><img class="alignnone size-full wp-image-553" title="energia21" src="http://falsipositivis.files.wordpress.com/2009/03/energia21.jpg?w=460" alt="energia21"   /></span></span></p>
<p class="MsoFooter" style="margin:0;"><span style="background:yellow;"></span><span style="font-size:10pt;"><span style="font-family:Arial;">Tabella 1: Confronto tra le emissioni prodotte e le quote assegnate tra i Paesi UE  </span></span><span style="font-size:10pt;"><span style="font-family:Arial;">(al 15 maggio 2006) – Fonte Unione Petrolifera</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Guardando alla situazione italiana, balza agli occhi la dipendenza energetica dall’estero: 80-84%; in particolare i dati del Bilancio Energetico Nazionale hanno evidenziato un valore percentuale che si è assestato intorno al 84% (Figura).</span></span></p>
<h6 style="line-height:normal;"><img class="alignnone size-full wp-image-549" title="energia" src="http://falsipositivis.files.wordpress.com/2009/03/energia.jpg?w=460&h=207" alt="energia" width="460" height="207" /></h6>
<h6 style="line-height:normal;"><span style="font-size:10pt;"><span style="font-family:Arial;">Figura: La dipendenza energetica in Italia (%) – Fonte ENEA da dati MAP</span></span></h6>
<p class="MsoBodyText" style="line-height:normal;margin:0;"> </p>
<p class="MsoBodyText" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Nel 2005 l’energia consumata è stata pari a 198,8 Mtep contro i 196,8 Mtep del 2004. Tali valori se conforntati con i consumi del 1980 (146,2 Mtep) e del 2000 (186,2 Mtep) danno una misura della crescita dei consumi di energia del sistema industriale e commerciale. </span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Nell’anno 2005 il PIL del paese ha avuto una crescita approssimabile a zero, perciò l’intensità energetica (misurata come il rapporto fra il consumo di energia ed il PIL) ha segnato un incremento non trascurabile. </span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Nello stesso anno, dopo un quindicennio di crescita, si è avuto un calo dell’utilizzo di fonti rinnovabili (da 15,2 a 14,0 Mtep), riattestandosi sui valori del 2003 (Tabella 1).</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">La potenza efficiente di generazione in Italia ha registrato nell’ultimo anno (2005) un aumento di circa il 6,4% rispetto all’anno precedente (2004) passando da 84.424 MW a 88.859 MW (Tabella 2). </span></span></p>
<div>
<table class="MsoNormalTable" style="width:344.2pt;border-collapse:collapse;margin:auto auto auto -7.3pt;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="459">
<tbody>
<tr style="height:21pt;">
<td style="background:#99ffcc;width:167.05pt;height:21pt;border:windowtext 1pt solid;padding:0 3.5pt;" width="223">
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Potenza (MW)</span></strong></p>
</td>
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:windowtext 1pt solid;background:#99ffcc;border-left:#c0c0c0;width:50pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:21pt;padding:0 3.5pt;" width="67">
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">2005</span></strong></p>
</td>
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:windowtext 1pt solid;background:#99ffcc;border-left:#c0c0c0;width:53pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:21pt;padding:0 3.5pt;" width="71">
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">2004</span></strong></p>
</td>
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:windowtext 1pt solid;background:#99ffcc;border-left:#c0c0c0;width:74.15pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:21pt;padding:0 3.5pt;" width="99">
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Variazione %</span></strong></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:18pt;">
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:#c0c0c0;background:white;border-left:windowtext 1pt solid;width:167.05pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:18pt;padding:0 3.5pt;" width="223">
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Potenza idrica lorda</span></p>
</td>
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:#c0c0c0;background:white;border-left:#c0c0c0;width:50pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:18pt;padding:0 3.5pt;" width="67">
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;" align="right"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">21.350</span></p>
</td>
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:#c0c0c0;background:white;border-left:#c0c0c0;width:53pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:18pt;padding:0 3.5pt;" width="71">
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;" align="right"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">21.030</span></p>
</td>
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:#c0c0c0;background:white;border-left:#c0c0c0;width:74.15pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:18pt;padding:0 3.5pt;" width="99">
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">1,30%</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:18pt;">
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:#c0c0c0;background:white;border-left:windowtext 1pt solid;width:167.05pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:18pt;padding:0 3.5pt;" width="223">
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Potenza termica lorda</span></p>
</td>
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:#c0c0c0;background:white;border-left:#c0c0c0;width:50pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:18pt;padding:0 3.5pt;" width="67">
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;" align="right"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">66.100</span></p>
</td>
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:#c0c0c0;background:white;border-left:#c0c0c0;width:53pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:18pt;padding:0 3.5pt;" width="71">
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;" align="right"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">61.531</span></p>
</td>
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:#c0c0c0;background:white;border-left:#c0c0c0;width:74.15pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:18pt;padding:0 3.5pt;" width="99">
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">7,40%</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:18pt;">
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:#c0c0c0;background:white;border-left:windowtext 1pt solid;width:167.05pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:18pt;padding:0 3.5pt;" width="223">
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Potenza geotermica lorda</span></p>
</td>
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:#c0c0c0;background:white;border-left:#c0c0c0;width:50pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:18pt;padding:0 3.5pt;" width="67">
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;" align="right"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">729</span></p>
</td>
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:#c0c0c0;background:white;border-left:#c0c0c0;width:53pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:18pt;padding:0 3.5pt;" width="71">
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;" align="right"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">681</span></p>
</td>
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:#c0c0c0;background:white;border-left:#c0c0c0;width:74.15pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:18pt;padding:0 3.5pt;" width="99">
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">7,00%</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:18pt;">
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:#c0c0c0;background:white;border-left:windowtext 1pt solid;width:167.05pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:18pt;padding:0 3.5pt;" width="223">
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Potenza eolica e fotovoltaica lorda</span></p>
</td>
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:#c0c0c0;background:white;border-left:#c0c0c0;width:50pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:18pt;padding:0 3.5pt;" width="67">
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;" align="right"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">1.680</span></p>
</td>
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:#c0c0c0;background:white;border-left:#c0c0c0;width:53pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:18pt;padding:0 3.5pt;" width="71">
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;" align="right"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">1.139</span></p>
</td>
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:#c0c0c0;background:white;border-left:#c0c0c0;width:74.15pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:18pt;padding:0 3.5pt;" width="99">
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">47,50%</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:18pt;">
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:#c0c0c0;background:white;border-left:windowtext 1pt solid;width:167.05pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:18pt;padding:0 3.5pt;" width="223">
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Totale</span></strong></p>
</td>
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:#c0c0c0;background:white;border-left:#c0c0c0;width:50pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:18pt;padding:0 3.5pt;" width="67">
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;" align="right"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">89.859</span></strong></p>
</td>
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:#c0c0c0;background:white;border-left:#c0c0c0;width:53pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:18pt;padding:0 3.5pt;" width="71">
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;" align="right"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">84.424</span></strong></p>
</td>
<td style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:#c0c0c0;background:white;border-left:#c0c0c0;width:74.15pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;height:18pt;padding:0 3.5pt;" width="99">
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">6.4%</span></strong></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p class="MsoBodyText" style="line-height:normal;text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoBodyText" style="line-height:normal;text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:10pt;"><span style="font-family:Arial;">Tabella 2: Potenza efficiente di generazione in Italia nel 2005 (MW) – Fonte: Terna</span></span></strong><strong></strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/falsipositivis.wordpress.com/548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/falsipositivis.wordpress.com/548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/falsipositivis.wordpress.com/548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/falsipositivis.wordpress.com/548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/falsipositivis.wordpress.com/548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/falsipositivis.wordpress.com/548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/falsipositivis.wordpress.com/548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/falsipositivis.wordpress.com/548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/falsipositivis.wordpress.com/548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/falsipositivis.wordpress.com/548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/falsipositivis.wordpress.com/548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/falsipositivis.wordpress.com/548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/falsipositivis.wordpress.com/548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/falsipositivis.wordpress.com/548/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=falsipositivi.org&#038;blog=3182756&#038;post=548&#038;subd=falsipositivis&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>A tutta acqua</title>
		<link>http://falsipositivi.org/2009/02/22/a-tutta-acqua/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 19:47:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iasiellik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[IasielliK]]></category>

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		<description><![CDATA[Il messaggio del marketing sembra, al solito, funzionare. I produttori dell&#8217;acqua minerale ci vendono la loro acqua suggerendoci come risultato del suo consumo maggiore efficienza, salute e bellezza. Ma è necessaria l&#8217;acqua minerale o può bastare l&#8217;acqua del rubinetto? È confrontabile la qualità dell&#8217;acqua minerale a quella dell&#8217;acqua normale, la differenza di qualità giustifica il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=falsipositivi.org&#038;blog=3182756&#038;post=534&#038;subd=falsipositivis&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il messaggio del marketing sembra, al solito, funzionare. I produttori dell&#8217;acqua minerale ci vendono la loro acqua suggerendoci come risultato del suo consumo maggiore efficienza, salute e bellezza. </span></p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Ma è necessaria l&#8217;acqua minerale o può bastare l&#8217;acqua del rubinetto? È confrontabile la qualità dell&#8217;acqua minerale a quella dell&#8217;acqua normale, la differenza di qualità giustifica il prezzo enormemente più alto (in media fino al 330 per cento)?</span></p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span id="more-534"></span>L’inquinamento ambientale, e la sua rappresentazione mediatica, ha contribuito a sviluppare dei modelli comportamentali irrazionali rispetto al consumo di acqua potabile. Nonostante i continui messaggi sulla qualità dell’acqua potabile e le garanzie dell’assoluta bontà per i consumatori, nell’immaginario collettivo bere acqua dal rubinetto fa male. Cavalcando questa diffusa idea, le grandi aziende multinazionali, che operano nel mercato dell’alimentazione, hanno contribuito all’impennata dei consumi attraverso messaggi pubblicitari incisivi e campagne di diffusione. Sono quindi proliferate le aziende che produco acqua minerale imbottigliata.</span></p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il processo di espansione delle maior è datato primi anni novanta, quando la maggior parte delle compagnie di acque minerali si è unita in grandi gruppi industriali, fra cui Nestlè e Danone.</span></p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Oggi Nestlè rappresenta la numero uno nel mercato mondiale di acque minerali, con circa il 25% del settore bibite ed il 7% del tournover totale del gruppo. La divisione acqua della Nestlé, la Terrier- Vittel SA (quartier generale in Francia) possiede marche ben conosciute in 17 paesi, come Perrier, Contrex e Vittel (Francia), Arrowhead, Poland Spring, Calistoga (Stati Uniti), Buxton (Inghilterra), Fürst Bismarck Quelle, Rietenauer (Germania), Claudia, Giara, Giulia, Lievissima, Limpia, Lora Recoaro, Panna, Pejo, Terrier, Pracastello, San Bernardo, San Pellegrino, Sandali, Tione, Ulmeta, Vera (Italia).</span></p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il 9% del mercato mondiale delle acque minerali è controllato dalla Danone, superando la Nestlé in alcune regione quali l’America Latina e l’area Pacifica dell’Asia. Le sue marche maggiori sono Evian, Badoit e Volvic. Quest’ultima commercializza circa 900 milioni di litri annui ed è ai primi posti nel mondo.</span></p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Evian è la marca di acqua minerale più venduta nel mondo, con più di 1441 milioni di litri annui in 130 paesi. In Italia le marche controllate dalla Danone sono Acqua di Nepi, Boario, Evian, Ferrarelle, Fonte Viva, Natia, Santagata e Vitasnella.</span></p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Anche le multinazionali delle soft drinks sono entrate in gioco, in particolare Coca Cola e PepsiCo. La Coca-Cola ha lanciato nel mercato alla fine degli anni novanta la BonAcquA, diventando in breve una delle acque più vendute negli USA.</span></p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Negli USA la PepsiCo produce Acquafina, con un tournover di 600 milioni di dollari. Sebbene il brand Acquafina rappresenti delle belle e pure montagne stilizzate, attualmente l’acqua deriva dalle reti municipali di 11 differenti città e paesi degli Stati Uniti.</span></p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il volume annuale di acqua in bottiglia nel mercato mondiale è pari a di 89 miliardi di litri, che corrisponde ad una media di 15 litri di acqua in bottiglia consumati annualmente a persona. La maggior consumatrice è l’Europa (UE), bevendo da sola quasi la metà del totale mondiale di acqua in bottiglia, con una media di 85 litri/persona/anno. E tra gli europei, gli italiani consumano in media 107 litri annui per abitante, con una prospettiva di crescita esponenziale.</span></p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’acqua minerale rimane la bevanda più diffusa in Italia (con una penetrazione del 98% delle famiglie italiane) ed anche la bevanda più consumata in assoluto. Secondo una recente indagine di GfK Eurisko e Gfk Panel Services, condotta per conto di Mineracqua (l’associazione dei produttori di acqua minerale), l’acqua minerale viene acquistata sulla base di motivazioni che fanno riferimento principalmente a due aree: il gusto e la salute. Dall’indagine, riportata in figura, risulta il crescente utilizzo di acqua. </span></p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><img class="alignnone size-full wp-image-537" title="acqua_11" src="http://falsipositivis.files.wordpress.com/2009/02/acqua_11.jpg?w=460&h=305" alt="acqua_11" width="460" height="305" /> </span></p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;text-align:center;margin:0;" align="center"> </p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Così come evidenziato dai risultati del sondaggio, il 2004 era stato ha registrato una contrazione della produzione.</span></p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">A fine 2006 sono stati prodotti circa 12.200 milioni di litri. I consumi interni vengono stimati da Beverfood per il 2006 intorno agli 11.250 milioni di litri, corrispondenti ad un consumo pro-capite di 194 litri/anno (primato mondiale). </span></p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">GFK afferma che l’acqua minerale è la bevanda più diffusa e acquistata dagli italiani.</span></p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;text-align:center;margin:0;" align="center"> </p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><img class="alignnone size-full wp-image-536" title="acqua_2" src="http://falsipositivis.files.wordpress.com/2009/02/acqua_2.jpg?w=460" alt="acqua_2"   />In Campania tra le circa 20 marche di acqua minerale i produttori realizzano ottimi risultati, riproducendo a livello locale le performance del livello nazionale. La differenza è rappresentata dal costo per i consumatori. L’acqua potabile in Campania costa da mezzo millesimo a un millesimo di euro, rispetto ai 30 centesimi al litro dell’acqua minerale, che si traduce in circa 200 euro all’anno per famiglia.</span></p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Da un’indagine di Altroconsumo (2006) sul costo dell’acqua potabile nelle città della Campania emerge che la città in cui l’acqua è più cara è Avellino: qui si spendono oltre 200 euro all’anno ovvero il 23% in più all’anno rispetto a Benevento, città meno cara della regione, per un consumo annuo di 200 metri cubi.</span></p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Tra le città care spicca anche Napoli (202 euro all’anno) che fa segnare un +18% rispetto a Benevento e Roma.</span></p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Le motivazioni della spesa maggiore in Campania è legata a fattori ambientali. L’inquinamento è una di queste. Il cittadino campano non crede più nei messaggi rassicuranti delle Amministrazioni pubbliche sulla bontà dell’acqua potabile. E si impressiona quando per guasti alla rete di distribuzione vede l’acqua “marrone”. I numeri non lasciano scampo a perplessità: in Campania il cittadino compra l’acqua minerale. Ancora un’ulteriore spesa in salute.</span></p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">D’altro canto l’industria dell’acqua minerale è molto florida, grazie alle caratteristiche del territorio e della proprietà organolettiche dell’acqua, che hanno consentito uno sviluppo di offerte turistiche abbinate alla cura delle acque.</span></p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Non resta che guardare al processo di cambiamento delle abitudini alimentari in corso in questo periodo di recessione. Con le tasche vuote l’acqua torna ad essere un bene primario e non mercificato. Alla fine questo fenomeno tutto italiano dell’enorme utilizzo dell’acqua minerale andrà riducendosi. </span></p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Ma un altro ed enorme problema si sta abbattendo sulla risorsa acqua. Padre Zanotelli ne parla da diversi anni. L’aumento della popolazione mondiale, l’incremento dei consumi di acqua potabile da esso generato, le nuove esigenze salutistiche produrranno un radicale cambiamento nell’utilizzo della risorsa d’acqua, a questo punto scarsa rispetto alla domanda. In prospettiva (non tanto lontana) il potere economico (politico) sarà detenuto da chi disporrà di questa risorsa. Non più petrolio, ma acqua. Non a caso le grandi multinazionali si sono affacciate sul mercato ad acquistare quote azionarie dei gestori delle reti idriche di distribuzione. E non a caso hanno iniziato un pressing sulle amministrazioni locali per acquisire la gestione degli acquedotti cittadini, fortemente contrastate dai cittadini, appena hanno avuto le prime bollette dei nuovi gestiri! </span></p>
<p class="Stilenormale14ptGiustificatoPrimariga1cmprima6pt" style="line-height:normal;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Nel medio oriente (ricco di petrolio), sono stati avviati investimenti per la realizzazione di migliaia di chilometri di tubazioni per la rete idrica. All&#8217;inizio degli anni Novanta il Qatar e l’Iran hanno discusso la possibilità di creare un grande acquedotto lungo 1.800 chilometri che sarebbe partito dal fiume Karum, nel sudest dell&#8217;Iran, avrebbe attraversato il Golfo e sarebbe finito in Qatar. Il progetto si è però arenato per le pesanti riserve espresse dai potenti vicini arabi del Qatar che non vedono di buon occhio una collaborazione di importanza strategica con il regime degli ayatollah al di là del Golfo. In questi paesi la risorsa più preziosa non è il petrolio!</span></p>
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		<title>La Campania si rifiuta</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2009 19:15:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iasiellik</dc:creator>
				<category><![CDATA[IasielliK]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli obiettivi del Sottosegretario di Stato per l’emergenza rifiuti in Campana sono condivisibili. Essi dovrebbero animare tutti gli attori coinvolti nei processi del Ciclo Integrato dei Rifiuti. Liberare le strade dai rifiuti, allestire le discariche, costruire i termovalorizzatori e avviare la raccolta differenziata è quanto il piano della struttura guidata da Guido Bertolaso si prefigge [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=falsipositivi.org&#038;blog=3182756&#038;post=498&#038;subd=falsipositivis&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Gli obiettivi del Sottosegretario di Stato per l’emergenza rifiuti in Campana sono condivisibili. Essi dovrebbero animare tutti gli attori coinvolti nei processi del Ciclo Integrato dei Rifiuti. <em>Liberare le strade dai rifiuti, allestire le discariche, costruire i termovalorizzatori e avviare la raccolta differenziata è quanto il piano della struttura guidata da Guido Bertolaso si prefigge per risolvere definitivamente l&#8217;emergenza ed attivare un corretto e virtuoso ciclo di smaltimento dei rifiuti, coinvolgendo i cittadini e le istituzioni locali. </em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Ma la realtà che la regione Campania sta vivendo mostra che “tra il dire ed il fare c’è di mezzo … la <em>munnezza</em>”. Ahimè ritorno ancora sul tema, non per vocazione o scelta, ma perché eletto dagli amici esperto. Il ruolo impone quindi alcune riflessioni che mi aiuteranno a fare il punto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Dopo grande pubblicità agli eventi di <em>munnezzopoli</em> adesso è calato il silenzio, preoccupante. I <em>Media</em>, esaurite le manifestazioni e le proteste, hanno lasciato il presidio del territorio, ed i Comitati, presi dai litigi interni al </span><a href="http://forumcampania.net/?p=507"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Forum Rifiuti Campania</span></a><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">, hanno abbandonato il confronto con le istituzioni, per continuare in ordine sparso le proprie proteste. Dai giornali apprendo che la situazione non è proprio tutta sotto controllo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span id="more-498"></span>La raccolta differenziata</span></span></em></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">I dati dell’ASIA Napoli, che leggo dal sito ufficiale fermi a novembre 2008, hanno dato l’illusione del successo dell’iniziativa della raccolta porta a porta, anche grazie all’attivazione del servizio in altre zone della Città di Napoli (Chiaiano e Rione Alto). Sarebbe interessante vedere l’andamento: dal web, sempre più popolato di notizie, emerge qualche difficoltà per garantire il corretto funzionamento di questo ciclo di raccolta. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La campagna “non rompere le scatole”, che ha coinvolto gli esercenti partenopei nella raccolta differenziata di cartoni, a dicembre 2008 è cresciuta del 39% rispetto allo stesso periodo del 2007. In questo caso di successo, a convincere gli oltre 30.000 esercizi commerciali alla collaborazione è stata l’azione congiunta dell’Ascom e Confesercenti e del sottosegretario per l’emergenza rifiuti nella Regione Campania, la Protezione Civile, il Comune di Napoli, CONAI, COMIECO, Asia Napoli Spa ed il Consorzio di Bacino Napoli 5. Associazioni di categoria ed Istituzioni, orientati su un unico progetto, hanno dimostrato che una via di uscita rapida c’è. Infatti, al di là dei numeri, la raccolta specifica dei cartoni (vecchio mestiere abbandonato dai rigattieri) toglie dalla massa dei rifiuti indifferenziati una buona quantità (circa il 20%). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">L’iniziativa si affianca alla campagna Campania Pulita, partita ai primi di dicembre ’08. I cittadini della Regione Campania, le Associazioni di volontariato iscritte all’albo regionale e nazionale della Protezione civile e le parrocchie della Campania possono consegnare carta e cartoni, imballaggi di plastica, di vetro, di alluminio e di acciaio presso centri di raccolta Campania Pulita, allestite presso le piattaforme convenzionate con il CONAI, ricevendo in cambio un corrispettivo economico, valorizzato in base alle tabelle ministeriali di concessione. <span>Gli importi previsti ogni 100 kg consegnati sono: carta 1,84 euro, plastica 18,93 euro, vetro 2,17 euro, alluminio 28,80 euro, acciaio 5,63 euro. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Mentre Napoli città affanna nel mantenere gli impegni, 41 Comuni della Provincia vengono premiati perché hanno superato la soglia del 25% di raccolta differenziata. La Provincia tenendo fede ai propri impegni ha distribuito a questi comuni 1,3 milioni di Euro, destinati a migliorare i servizi per i cittadini.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Leggendo i dati RD per i Comuni della Provincia di Napoli appare evidente l’impegno profuso dalle Amministrazioni e dai Cittadini. A parte i casi estremi di Marano di Napoli e di Terzigno che non hanno fornito i dati, tradendo un impegno mancato nei confronti delle proprie cittadinanze (Terzigno si rifà con i 2 siti di stoccaggio …), la maggior parte dei 92 Comuni della Provincia hanno superato la soglia e si avviano ad entrare nel circuito virtuoso dei Comuni ricicloni. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La tabella di seguito riporta la classifica dei primi 20 Comuni. Suona strano come i Comuni di <span> </span>Pozzuoli, Quarto, Qualiano, etc. siano sotto la soglia. Eppure buona parte di essi sono stati più soggetti all’emergenza. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Pozzuoli, come Napoli, è pulita dall’Asia Napoli SpA. L’Azienda, sempre nell’occhio del ciclone, vive una situazione particolare. Se da un lato è subissata da problemi di gestione e di acquisizione di risorse da altri Enti (vedi Consorzio Bacino Napoli – Caserta), dall’altro è impegnata in appalti che la vedranno gestire una fetta consistente del termovalorizzatore di Acerra.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><img class="alignnone size-full wp-image-506" title="tabella_ricicloni3" src="http://falsipositivis.files.wordpress.com/2009/01/tabella_ricicloni3.jpg?w=460" alt="tabella_ricicloni3"   /></p>
<p class="MsoCaption" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:x-small;font-family:Times New Roman;">Figura <span>1</span> &#8211; Classifica dei primi 20 Comuni della Provincia di Napoli impegnati in RD</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“I piani della raccolta differenziata? Ci sono già da 5 anni, ma finora non sono stati realizzati. La colpa? Soprattutto dell’Asia. Il perno per la raccolta differenziata è avere un’azienda che la faccia… O l’Asia si mette in condizione di servire il territorio oppure si dovrà riflettere se creare una realtà aziendale seria e moderna … La città è pronta per la raccolta differenziata, ma dobbiamo creare le condizioni per farla anche se attualmente l’Asia non ha alcun contratto”. Questa è la dichiarazione rilasciata nella prima uscita ufficiale (febbraio 2008) dell&#8217;Assessore all&#8217;Ambiente della Regione Campania, Walter Canapini, ex presidente di Greenpeace. E continuando con questo tono, ha accompagnato le iniziative dell’Asia e del Comune di Napoli nel corso dell’anno trascorso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il quadro istituzionale è infelice. Mentre l’ASIA “prova” il porta a porta con i tempi dettati dai pochi strumenti a disposizione, la Regione Campania spinge per un’azione complessiva in tutta la città di Napoli. In questo contrasto emergono tutte le difficoltà che bloccano il successo delle iniziative. Gli Amministratori, quali il Sindaco, gli Assessori, le Aziende ed i Consorzi, coinvolti nell’attivazione del servizio, giustificano i ritardi ed invitano i Commissari e la Regione alla verifica, tradendo ancora una volta le difficoltà di gestire le criticità della raccolta dei rifiuti con le risorse materiali e professionali a disposizione, spesso, a detta loro, non adeguate ad affrontare l’emergenza. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il pragmatismo dell’Assessore all’Ambiente si scontra con l’approccio sperimentale dell’ASIA. Seguendo modelli consolidati quello richiesto dall’ex presidente di Greenpeace è ispirato un modello di reengineering del processo di raccolta PaP, che abbandoni le vecchie modalità e si ispiri ad un deciso cambiamento di rotta, dove gli interventi programmati siano attuati e misurati, in termini di efficienza del servizio offerto, di efficacia della raccolta, di economicità globale (costi definiti). Ma su questo tema di “gestione aziendale” non voglio insistere, per non essere tacciato di accademia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><!--more-->Termovalorizzazione dei rifiuti </span></span></em></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il 14 luglio 2008 è stato convertito in Legge (n. 123) il Decreto Legge n. 90 del 23 maggio 2008 recante “Misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile”. In esso sono contenute le norme sulla realizzazione dei termovalorizzatori, ed in particolari quelle per il completamento dell’impianto di Acerra, dopo i noti fatti della FIBE.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Agli articoli 5 6 e 8, il decreto consente di riprendere immediatamente i lavori per la realizzazione dell&#8217;impianto di Acerra stabilendo l’obbligo del completamento per le società già affidatarie. Nel termovalorizzatore verrano smaltite anche le ecoballe già presenti sul territorio campano per un quantitativo massimo di 600mila tonnellate all’anno. È confermata anche la realizzazione degli impianti di Santa Maria La Fossa (Caserta) e Salerno. Il Sottosegretario è autorizzato alla realizzazione di un impianto di termovalorizzazione nel territorio del Comune di Napoli.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il termovalorizzatore si basa su una tecnologia consolidata che smaltisce i rifiuti sfruttandone il contenuto calorico per generare calore ed energia elettrica. Oltre ad Acerra, sono tre i termovalorizzatori previsti dal decreto n. 90/2008 convertito nella legge n.123: Napoli, Salerno, Santa Maria La Fossa (Caserta).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’impianto di Acerra (Napoli) si estende su una superficie di circa 9 ettari ed è formato da tre linee di termovalorizzazione (con capacità di 27 t/h ciascuna) e da una sezione di produzione di energia elettrica in grado di produrre 120 Mwe. La capacità complessiva di smaltimento e recupero energetico è pari a 600.000 t/a di rifiuti urbani non pericolosi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><img class="alignnone size-full wp-image-507" title="acerra_foto1" src="http://falsipositivis.files.wordpress.com/2009/01/acerra_foto1.jpg?w=460" alt="acerra_foto1"   /></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il decreto di cui sopra ha previsto l’impegno delle Forze Armate, che dal 30 giugno sorvegliano l’area del termovalorizzatore, dichiarato sito di interesse strategico nazionale. A fine luglio sono ripresi i lavori di completamento dell’impianto; le opere sono attualmente completate al 94%.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La prima, la seconda e la terza linea del termovalorizzatore, secondo il piano di lavoro, avrebbero dovuto essere avviate rispettivamente a gennaio, a febbraio ed a marzo 2009. L’inaugurazione è stata posticipata a marzo 2009, facendo intuire dei ritardi nella consegna dell’impianto. A pieno regime è previsto il trattamento di circa 2.000 tonnellate di rifiuti al giorno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’attivazione dell’impianto ha comportato non pochi problemi. L’opposizione dei diversi comitati è stata notevole e non è detto che il contrasto all’avviamento del termovalorizzatore sia finito. Le assicurazioni dei vari esperti di turno, delle istituzioni e dell’amministrazione regionale non sembrano sufficienti per gli abitanti di Acerra e comuni limitrofi. I dati epidemiologici raccolti nei pressi di altri impianti funzionanti evidenziano la poca sicurezza sanitaria dei termovalorizzatori, che tra diossina e polveri sottili minacciano la salute degli abitanti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La gestione dell&#8217;impianto è stata assegnata alla società lombarda A2A, leader nazionale nel settore energetico ambientale con un affidamento di 15 anni; i costi per l&#8217;affidamento saranno totalmente compensati dalla quota di energia elettrica che A2A cederà al gestore nazionale del servizio elettrico e quota parte dei proventi verrà riversata nelle casse dello Stato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Le tre linee di termovalorizzazione opereranno in parallelo. Ogni linea di termovalorizzazione ha il forno a griglia mobile integrato con caldaia. L’impianto si estende su di una superficie di circa 9 ettari, delimitata da recinzione continua a ridosso della quale, all’interno, si sviluppa una fascia di rispetto piantumata di estensione in larghezza pari a 15 metri.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La sezione di depurazione dei fumi prevede un reattore di assorbimento a semisecco, un sistema iniezione carbone attivo in polvere, con un filtro a maniche ed un sistema di iniezione “reagente misto” (miscela Ca(OH)2 / Carbone attivo), e con un altro filtro a maniche, con ricircolo parziale delle polveri verso il primo filtro a maniche. E’ presente un reattore DeNOx SCR, con un ventilatore estrattore ed un camino.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La sezione di produzione dell’energia elettrica è costituita da una turbina a vapore e generatore, un condensatore raffreddato ad aria, ulteriori apparecchiature del ciclo termico, gli impianti ausiliari del ciclo termico e la sottostazione elettrica. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Una parte importante dell’impianto è quella di inertizzazione ceneri. Essa è costituito da un sistema di dosaggio e miscelazione, ed un sistema di stoccaggio ceneri e reattivi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Ognuna delle tre linee indipendenti presenta le sezioni di ricevimento e stoccaggio dei rifiuti, la sezione termica (linea di termovalorizzazione con produzione vapore), l’utilizzazione del vapore con produzione di energia elettrica, la depurazione ed emissione nell’atmosfera dei fumi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La fase di combustione con recupero di energia termica si attua tramite la combustione in forno a griglia mobile raffreddata ad acqua, integrato con il generatore di vapore per il recupero dell’energia termica contenuta nei gas di combustione. Il calore ottenuto dalla combustione viene utilizzato per la produzione di vapore a 90 bar, 500 °C.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il trattamento di depurazione dei fumi comprende l’abbattimento dei macroinquinanti gassosi con trattamento tipo semisecco, l’abbattimento delle polveri con doppia filtrazione su filtro a maniche, l’abbattimento dei microinquinanti in due stadi di adsorbimento a secco su carbone attivo in polvere miscelato e dosato con idrossido di calcio ed immesso dopo il primo stadio di filtrazione; tali stadi realizzano l’ulteriore affinamento dell’abbattimento dei macroinquinanti acidi. Infine si realizza l’abbattimento degli ossidi di azoto con reattore catalitico selettivo (SCR).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Quanto sopra evidenzia che l’impianto rispetta i limiti previsti dal parere di VIA. Essi sono di gran lunga inferiori a quelli stabiliti dalla normativa europea e recepiti con il D. Lgs. 133/2006.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il vapore surriscaldato a 500°C e 90 bar viene immesso nella turbina, dove si espande fino alla pressione di scarico (0,12 bar in condizioni di progetto), provocandone la rotazione a 9000 giri/minuto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La turbina è accoppiata con un alternatore sincrono trifase che produce una potenza elettrica ai morsetti pari a circa 105 MW. Questa è la potenza elettrica massima lorda cedibile nelle condizioni di massima produzione di vapore, in grado di soddisfare l’esigenza elettrica di 35.000 utente all’anno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’impianto di Napoli, che smaltirà circa 450.000 tonnellate di rifiuti l&#8217;anno, verrà realizzato nella zona di Napoli Est, dove sorge il depuratore di via De Roberto di cui è previsto il revamping e il risanamento. E’ in corso la caratterizzazione ambientale del sito, propedeutica all&#8217;attività di bonifica. L&#8217;apertura del cantiere è prevista per il mese di ottobre 2009. L&#8217;entrata in funzione è attualmente prevista per il mese di novembre 2011. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca è stato nominato, a gennaio 2008, Commissario Delegato del Governo per quanto concerne la realizzazione del termovalorizzatore. Lo scorso giugno è stato approvato il progetto preliminare dell&#8217;impianto che prevede lo smaltimento di circa 450.000 tonnellate di rifiuti l&#8217;anno. E&#8217; in corso la procedura per la gara di appalto. I tempi di realizzazione hanno un massimo di 30 mesi dall&#8217;aggiudicazione della gara (entro maggio 2011).</span></p>
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		<title>Porta dopo Porta</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 22:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iasiellik</dc:creator>
				<category><![CDATA[IasielliK]]></category>

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		<description><![CDATA[Napoli, dicembre 2008. La raccolta differenziata riscuote un grande successo ai Colli Aminei, ed i primi risultati dalla r.d. di Ponticelli (partita a a fine ottobre u.s.) sembrano confermare i risultati eccezionali. Siamo a circa il 75% contro un insostenibile 15% di tutto il territorio comunale. La riflessione che induce la situazione è del tipo: [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=falsipositivi.org&#038;blog=3182756&#038;post=436&#038;subd=falsipositivis&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Napoli, dicembre 2008. La raccolta differenziata riscuote un grande successo ai Colli Aminei, ed i primi risultati dalla r.d. di Ponticelli (partita a a fine ottobre u.s.) sembrano confermare i risultati eccezionali. Siamo a circa il 75% contro un insostenibile 15% di tutto il territorio comunale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La riflessione che induce la situazione è del tipo: Cosa stiamo aspettando? Quando si parte nelle altre municipalità? Perché questi ritardi? </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’idea generale è quella che proiettando i dati della raccolta sperimentale avviata ai Colli Aminei si possa raggiungere risultati similari, e quindi raggiungere lo strepitoso successo cittadino: Napoli oltre il 50% di raccolta differenziata.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Purtroppo non tutti i quartieri di Napoli sono come i Colli Aminei. La morfologia del territorio, sommata ai problemi antropici della città, sono un evidente ostacolo al successo del progetto. Strade strette ed auto in sosta selvaggia, spazi condominiali inesistenti, popolazione non abituata alla salvaguardia del bene comune rendono impossibile l’attuazione del programma di raccolta differenziata.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">D’altronde i dati incoraggianti dei Colli Aminei e di Ponticelli sono un ottimo stimolo quantomeno per avviare il progetto.<span id="more-436"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Associazioni e comitati di quartiere sono in fibrillazione e avviano iniziative tese a supportare il programma, specie nell’area dell’informazione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Parlare di Napoli e dei rifiuti è diventato un refrain governativo di successo. Il problema, anche se avviato a lenta soluzione, si somma ad altri che rendono critica la vivibilità della città: il traffico, i lavori in corso, i rifiuti ingombranti. Ma la vivibilità è un aspetto secondario, rispetto ai problemi più caldi: il lavoro, la sicurezza, la politica cittadina. L’errore di considerare l’emergenza rifiuti al primo posto delle priorità ha ridotto gli altri problemi della città in secondo ordine, producendo una visione distorta. La dimostrazione sta proprio nei numeri del successo della raccolta differenziata, che dimostrano come progetti avviati nel pieno dell’emergenza rifiuti, se oculatamente condotti, avrebbero portato rapidamente fuori dalla crisi.</span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:12pt;font-family:&quot;"></p>
<div id="attachment_440" class="wp-caption aligncenter" style="width: 388px"><img class="size-full wp-image-440" title="stats" src="http://falsipositivis.files.wordpress.com/2008/12/stats.jpg?w=460" alt="RD ai Colli Aminei"   /><p class="wp-caption-text">RD ai Colli Aminei</p></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0;"> </p>
<p></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Togliere il 75% dei rifiuti campani dal totale dei rifiuti giornalieri significava, senza far ricorso alle statistiche, eliminare l’emergenza. Dall’11 giugno (inizio dell&#8217;attività della Struttura di Missione del Sottosegretario per l’emergenza rifiuti in Campania) al 7 dicembre sono state smaltite in Campania circa 1.247.072 tonnellate, con una media giornaliera complessiva di circa 6.890 tonnellate (fonte Sottosegretario per l’emergenza rifiuti in Campania).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Con un attento programma di RD si sarebbe potuto eliminare quantomeno il trasporto delle oltre 40.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati spedite all’estero fino ad oggi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Così come segnalato sul sito </span><a href="http://www.emergenzarifiuticampania.it/"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">www.emergenzarifiuticampania.it</span></a><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> l’attuale organizzazione della raccolta dei rifiuti in Campania vede coinvolti 551 Comuni della Regione, Ditte specializzate in rifiuti ingombranti per missione tecnico operativa, la Task Force dell’Esercito. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Nell’ambito di questa organizzazione sono gestite le discariche distribuite su tutte le province della Campania: Savignano Irpino (AV), località Postarza; Sant&#8217;Arcangelo Trimonte (BN), località Nocecchie; Serre (SA), località Macchia Soprana; Napoli, località Chiaiano (Cava del Poligono &#8211; Cupa del cane); Andretta (AV), località Pero Spaccone (Formicoso); Terzigno (NA), località Pozzelle e località Cava Vitiello; Caserta, località Torrione (Cava Mastroianni); Santa Maria La Fossa (CE), località Ferrandelle; Serre (SA), località Valle della Masseria.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La discarica di Savignano Irpino (AV)si trova in località Postarza. Aperta il 12 giugno, ha una capacità complessiva di circa 700mila metri cubi. Ad oggi, sono state conferite circa 266mila tonnellate di rifiuti. La discarica di Sant&#8217;Arcangelo Trimonte (BN) si trova in località &#8220;Nocecchie&#8221;. E’ stata aperta il 25 giugno e presenta una capacità di circa 750mila metri cubi. Finora sono state conferite circa 197mila tonnellate di rifiuti. Nello scorso mese di agosto si sono evidenziate delle fessurazioni negli argini della seconda vasca (attualmente in costruzione). Dopo i sopralluoghi tecnici è stata ripristinata la continuità dell’argine in corso di realizzazione, consentendo il prosieguo dei lavori in assoluta sicurezza di completamento della discarica. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La discarica di Macchia Soprana (SA) si trova nel Comune di Serre. E’ stata chiusa il 25 giugno e riaperta il 10 luglio, dopo che gli accertamenti tecnici per la verifica della stabilità hanno dato esito positivo. Lo scorso 25 agosto l’attività di conferimento è stata sospesa. Per il sito di Chiaiano (NA) dal 10 luglio l’Esercito sta sorvegliando la Cava del Poligono a Chiaiano, in località Cupa del cane, mentre i lavori di bonifica e consolidamento del sito sono iniziati il 30 luglio. La messa in sicurezza è stata portata a termine, mentre l&#8217;attività di bonifica del sito è in fase di ultimazione. Alla fine di luglio è stato ultimato il progetto definitivo di realizzazione della discarica che prevede una volumetria di circa 700mila metri cubi. Lo scorso 9 agosto la Conferenza dei servizi ha dato parere favorevole alla realizzazione della discarica, approvando il progetto. Il gestore anche della cava di Savignano Irpino (IBI Idrobioimpianti S.p.a.) ha ottenuto in data 9 ottobre l’affidamento della progettazione esecutiva e dei lavori di realizzazione e gestione della discarica, con la consegna contestuale del cantiere. I primi conferimenti sono previsti per i primi giorni del mese di dicembre. Per il sito di Andretta (Av) proseguono le attività di indagini geognostiche e ambientali (eseguite dall&#8217;Arpac) e l&#8217;analisi sismica. Lo sviluppo delle indagini è stato condiviso con i rappresentanti degli enti locali, durante le riunioni del Comitato Tecnico. La discarica di Terzigno (Na) è situata presso la Cava &#8220;Sari&#8221;, in località Pozzelle, ed ha una capacità di 600.000 mc. In essa sono stati ultimati i progetti definitivi di realizzazione, ed è stato espresso parere favorevole sulla Valutazione di Incidenza Ambientale. La gara indetta per la progettazione esecutiva, la realizzazione e la gestione della discarica si è svolta il 6 novembre 2008. L&#8217;affidamento dei lavori e la consegna del cantiere sono previsti entro la metà del mese di novembre. Per la Cava &#8220;Vitiello&#8221; sono iniziate le attività di indagini geognostiche e ambientali nonchè lo studio d&#8217;incidenza ambientale e la progettazione preliminare. Dal 14 novembre l&#8217;Esercito ha avviato l&#8217;attività di sorveglianza dell&#8217;area. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il piano governativo stabilisce un impegno preciso sulla termovalorizzazione dei rifiuti. Parlare di termovalorizzazione, ahimè, contrasta con la raccolta differenziata. Quest’ultima per definizione è avviata al riciclo, proprio per salvaguardare il valore intrinseco del rifiuto, il cui stato ha un proprio contenuto energetico, acquisito nei processi di trasformazione a cui è stato sottoposto dalla sua catena del valore. Termovalorizzare un rifiuto significa valorizzare (in minima parte) attraverso un processo di combustione il proprio contenuto energetico, trasformando il residuo in cenere. Il concetto di riciclo, viceversa, tende a salvaguardare il valore intrinseco della risorsa-rifiuto, che opportunamente trattato diventa un semilavorato, e reintrodotto nella catena del valore da un certo punto in poi. In pratica viene superata tutta la fase iniziale di trasformazione, quella che spesso richiede molta energia. La situazione dei termovalorizzatori in Campania è la seguente. Oltre ad Acerra, sono tre i termovalorizzatori previsti dal decreto n. 90/2008 convertito nella legge n.123: Napoli, Salerno, Santa Maria La Fossa (Caserta). A questi è da aggiungere il quinto termovalorizzatore annunciato dal governo, da costruire nell’area nord-ovest della Regione. Ad Acerra (Napoli) l’impianto si estende complessivamente su una superficie di circa 9 ettari ed è costituito da tre linee di termovalorizzazione (di uguale capacità pari a 27 t/h) e da una sezione di produzione di energia elettrica in grado di produrre 120 Mwe. La capacità complessiva di smaltimento e recupero energetico è pari a 600.000 t/a di rifiuti urbani non pericolosi. Dal 30 giugno le Forze Armate hanno avviato l’attività di sorveglianza nell’area del termovalorizzatore dichiarato sito di interesse strategico nazionale. A fine luglio sono ripresi i lavori di completamento dell’impianto; le opere sono attualmente completate al 94%. La prima, la seconda e la terza linea del termovalorizzatore saranno avviate rispettivamente a gennaio, a febbraio ed a marzo 2009. A regime è previsto il trattamento di circa 2.000 tonnellate di rifiuti al giorno. L&#8217;appalto per la gestione dell&#8217;impianto è stato assegnato alla società lombarda A2A, leader nazionale nel settore energetico ambientale con un affidamento di 15 anni; i costi per l&#8217;affidamento saranno totalmente compensati dalla quota di energia elettrica che A2A cederà al gestore nazionale del servizio elettrico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’impianto di Napoli, che smaltirà circa 450.000 tonnellate di rifiuti l&#8217;anno, verrà realizzato nella zona di Napoli Est, dove sorge il depuratore di via De Roberto di cui è previsto il revamping e il risanamento. E’ in corso la caratterizzazione ambientale del sito, propedeutica all&#8217;attività di bonifica. L&#8217;apertura del cantiere è prevista per il mese di ottobre 2009. L&#8217;entrata in funzione è attualmente prevista per il mese di novembre 2011. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Per Salerno, con il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, nominato Commissario Delegato del Governo per quanto concerne la realizzazione del termovalorizzatore, lo scorso giugno è stato approvato il progetto preliminare dell&#8217;impianto che prevede lo smaltimento di circa 450.000 tonnellate di rifiuti l&#8217;anno. E&#8217; in corso la procedura per la gara di appalto. Il 5 novembre, termine ultimo per la presentazione delle offerte relative alla gara per la realizzazione dell&#8217;impianto, è pervenuta un&#8217;unica offerta da parte del raggruppamento di imprese CNIM &#8211; DE VIZIA &#8211; COGECO.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">I tempi di realizzazione hanno un massimo di 30 mesi dall&#8217;aggiudicazione della gara (entro maggio 2011).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il totale dei rifiuti previsti da smaltire nei termovalorizzatori si aggira in circa 2.700.000 tonnellate annue (dati 2007). Se i numeri dei termovalorizzatori previsti sono questi risulta difficile capire come una campagna di diffusione massiccia della raccolta differenziata possa conciliare le esigenze di alimentazione a regime degli impianti. L’attuale raccolta RSU in Campania è pari a circa 1.200.000 per 6 mesi. Attuando un piano di raccolta differenziata in linea con le direttive comunitarie (differenziata al 50%), in prospettiva in Campania si dovranno smaltire circa 1.350.000 t/a, pari a circa 4.600 tonnellate giornaliera, che andrebbero ad alimentare circa il 50% della capacità dei 5 termovalorizzatori funzionanti a regime (2011).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La raccolta differenziata risulta essere il capitolo più di successo per l’uscita dall’emergenza rifiuti, nonostante l’impegno collettivo richiesto e gli annunci governativi di fine. Riprendendo quanto avviene in alcuni quartieri di Napoli, il confronto con la realtà regionale, evidenzia un sistema di raccolta eterogeneo, sia per quanto riguarda i risultati di raccolta, sia per la molteplicità dei soggetti che la effettuano. Nei grandi agglomerati urbani, la raccolta differenziata non raggiunge risultati apprezzabili (in genere il 15%), mentre nei piccoli centri in molti casi si supera la percentuale del 35% ed in alcuni casi si registrano punte molto elevate, anche superiori al 70%. E’ da rilevare come tutti i 551 comuni della Campania hanno approvato il piano di raccolta differenziata, che li impegna a raggiungere il 50% di differenziata entro il 2011. Le disposizioni governative (OPCM 3639/2008) indicavano per i Comuni campani l’elaborazione entro 60 giorni a partire dall’11 gennaio 2008 del piano per la raccolta differenziata, per la successiva realizzazione nei successivi 30 giorni, rispondente per ogni COmune al Piano Regionale Rifiuti Urbani della Regione Campania. Alla scadenza dei termini fissati per l’avvio dell’attuazione dei piani da parte dei Comuni,<span>  </span>si è registrato che 494<span>  </span>avevano prodotto il proprio piano, mentre per parte dei Comuni inadempienti sono stati inviati commissari ad acta; in altri casi di inadempienza sono stati chiesti elementi<span>  </span>di approfondimento.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Avellino, Benevento, e Salerno hanno avviato la raccolta differenziata porta a porta, mentre Caserta, pur avendo predisposto il Piano di raccolta differenziata, non ha ancora avviato la raccolta differenziata in modo organico. A Napoli l&#8217;Asìa ha attivato lo scorso luglio il progetto di raccolta dei rifiuti porta a porta nella zona dei Colli Aminei (20mila abitanti), con la previsione di estenderlo entro la fine del 2008 ad altre zone della città per un totale di 120mila abitanti. Infatti la raccolta differenziata porta a porta dell’Asìa è iniziata ad ottobre per 9mila abitanti di Ponticelli, per 7mila abitanti di Chiaiano, ed a novembre ha coinvolto i 14mila abitanti di Bagnoli.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Nel frattempo la Protezione Civile, i militari dell&#8217;Esercito, la Regione Campania ed il Conai hanno censito le utenze di Mugnano (32mila abitanti), Marano (59mila abitanti) e del quartiere di Pianura (60mila abitanti) ed ultimato il caricamento e la verifica dei dati. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Gli obiettivi prefissati dalla Finanziaria 2007 prevedono per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani: almeno il 40% entro il 31 dicembre 2007, almeno il 50% entro il 31 dicembre 2009, almeno il 60% entro il 31 dicembre 2011. La situazione attuale evidenzia che il dato a livello nazionale si attesta al 25%, con il nord che registra una percentuale del 39,9%, il centro registra una percentuale del 10%, la Campania una percentuale nel 2007 del 15%. In questo quadro il <span> </span>Piano della Regione Campania (Ordinanza Commissariale n. 500 del 30 dicembre 2007 ai sensi della legge 87/2007) viceversa prevede almeno il 25% entro il 31 dicembre 2008, almeno il 35% entro il 31 dicembre 2009, almeno il 50% entro il 31 dicembre 2011, in linea con gli obiettivi della legge 123/2008 (art. 11). In tale linea i comuni dovranno conseguire obiettivi minimi di raccolta differenziata. La Struttura del Sottosegretario preposta alla verificare dei risultati (dati di produzione dei rifiuti e di raccolta differenziata mensili), in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, imporrà ai Comuni aumenti sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti, con nomina dei commissari ad acta per gestire la situazione in via sostitutiva.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Gli obiettivi previsti indicano specifiche quantità stimate di raccolta differenziata per tipologia di frazione merceologica. </span></p>
<p class="MsoCaption" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:x-small;font-family:Times New Roman;">Tabella <span>1</span> &#8211; Incremento previsto della RD</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> <img class="alignnone size-full wp-image-441" title="obiettivi" src="http://falsipositivis.files.wordpress.com/2008/12/obiettivi.jpg?w=460" alt="obiettivi"   /></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Sempre nell’ambito della RD, partendo dai dati 2007, in Campania sono stati prodotti circa 2.800.000 tonnellate di rifiuti urbani, con una media di circa 478 kg per abitante, pari a 1,31 kg ad abitante al giorno. In questo quadro la Raccolta Differenziata si è attestata al 15,5%. D’altronde il sistema di raccolta i Campania è eterogeneo, sia per quanto riguarda i risultati di raccolta, sia per la molteplicità dei soggetti che la effettuano. Nei centri urbani, la raccolta viene effettuata con i cassonetti stradali, mentre nei piccoli centri si sta gradualmente applicando il sistema di raccolta porta a porta. Nelle grandi città la raccolta differenziata non raggiunge risultati apprezzabili (in genere il 15%), mentre nei piccoli centri in molti casi si supera la percentuale del 35% ed in alcuni casi si registrano punte molto elevate, anche superiori al 70%. Nel 2008 Avellino, Benevento, e Salerno hanno avviato la raccolta differenziata porta a porta. Caserta, pur avendo predisposto il Piano di raccolta differenziata, non ha ancora avviato la raccolta differenziata in modo organico. Napoli, prevede nel corso dell’anno di avviarla su una popolazione di 120mila abitanti. </span></p>
<p class="MsoCaption" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:x-small;font-family:Times New Roman;">Tabella <span>2</span> &#8211; Incremento raccolta differenziata nelle città capoluogo di provincia</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> <img class="size-full wp-image-442 aligncenter" title="capoluoghi" src="http://falsipositivis.files.wordpress.com/2008/12/capoluoghi.jpg?w=460" alt="capoluoghi"   /></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Incremento della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoCaption" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Tabella <span>3</span> &#8211; CONAI, Consorzi di Filiera &#8211; Conferimenti 2008 (<em>Fonte: Consorzi di Filiera</em></span></span><em><span style="font-size:9.5pt;font-family:Verdana;">)</span></em></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> <img class="size-full wp-image-443 aligncenter" title="filiera" src="http://falsipositivis.files.wordpress.com/2008/12/filiera.jpg?w=460" alt="filiera"   /></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Un altro capitolo del tema RD è costituito dagli impianti di compostaggio. In attesa di risolvere il problema dei siti in Campania, a seguito dell&#8217;emanazione dell&#8217;OPCM 3695 del 31 luglio 2008, 12 impianti di compostaggio (in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Puglia e Sicilia) si sono resi disponibili ad accogliere complessivamente 25.000 tonnellate l&#8217;anno di frazione organica dai Comuni Campani. Le previsioni dalla raccolta differenziata di organico + verde prevedono la produzione di circa 195.000 t per il 2009, 356.000 t per il 2010, 535.000 t per il 2011.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La risposta a livello regionale è stato l’annuncio della realizzazione di 30 impianti di trattamento dell&#8217;organico entro l’anno. E’ stata così definita la mappatura regionale degli impianti di trattamento dei rifiuti organici; i 30 progetti selezionati saranno realizzati grazie allo stanziamento di 100 milioni di euro già messo a disposizione dalla Regione per il potenziamento della raccolta differenziata. Questi impianti si affiancheranno alle altre strutture esistenti, ai 7 CDR e alle linee di compostaggio che non erano state ancora impiantate. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Sul tema si susseguono le dichiarazioni politiche che sottolineano l’importanza degli impianti, che per adesso non sono ancora avviati … Per il presidente della Regione Campania sul sito del Sottosegretario all’emergenza rifiuti in Campania, «l’impegno di diversi comuni campani per superare l’emergenza e la qualità dei progetti che sono stati messi in campo possono davvero aprire una fase nuova. Bisogna continuare su questa strada, che è la strada della responsabilità e della concretezza. Solo in questo modo – ha proseguito il Presidente – gli Enti locali, ciascuno per la sua competenza, potranno riprendere da subito sulle proprie spalle la responsabilità di dare risposte efficaci alla crisi dei rifiuti, coinvolgendo i cittadini nello sviluppo di un nuovo sistema di gestione dei rifiuti». </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’elenco dei siti di compostaggio in Campania è riportato di seguito.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:8pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">CASERTA: </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">1. Caserta – digestione anaerobica (biogas) da 20mila tonnellate</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">2. Unione dei Comuni Appia – impianto di compostaggio</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">3. Acsa CE3 – impianto di digestione anaerobica (biogas) da 10mila tonnellate </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">4. Gricignano – impianto di compostaggio </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:8pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">AVELLINO: </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">1. Gesualdo – trattamento RAEE</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">2. Teora – raddoppio impianto di compostaggio</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">3. Serino – impianto di compostaggio</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">4. Alto Calore Servizi – digestione anaerobica (biogas) da 65mila tonnellate </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">BENEVENTO</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">1. Molinara &#8211; impianto di compostaggio</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">2. Asia BN – selezione multimateriale secco</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:8pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">SALERNO</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">1. Nocera Inferiore – digestione anaerobica (biogas) da 20mila tonnellate</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">2. Mercato S. Severino – impianto di compostaggio</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">3. Giffoni Vallepiana &#8211; 6 linee di compostaggio in completamento</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">4. Vallo della Lucania &#8211; selezione multimateriale secco in completamento</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">5. Comune di Salerno &#8211; digestione anaerobica (biogas) da 30mila tonnellate</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">6. Eboli – impianto di compostaggio</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">7. Sala Consilina – impianto di compostaggio </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:8pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">NAPOLI</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">1. Marano – impianto di compostaggio</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">2. Colline Camaldoli – impianto di compostaggio</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">3. Striano – impianto di compostaggio</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">4. Casandrino – impianto di compostaggio</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">5. Ottaviano &#8211; selezione multimateriale secco</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">6. Grumo Nevano &#8211; impianto di compostaggio</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">7. Marigliano – impianto di compostaggio</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">8. Casamarciano – impianto di compostaggio</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">9. Villaricca – Giugliano – Qualiano – impianto di compostaggio</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">10. Pozzuoli – impianto di compostaggio</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">11. Torre Annunziata – impianto di compostaggio</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">12. Sant’Antimo – impianto di compostaggio</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">13. San Giuseppe Vesuviano – impianto di compostaggio</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’attualità del tema dei rifiuti in Campania è testimoniata dall’attenzione delle Istituzioni e dei Media, che seguono le evoluzioni della situazione. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La sfida che i Comuni della Campania sono attualmente chiamati a fronteggiare è il superamento in tempi rapidi della situazione di emergenza, che, se non risolta tempestivamente, rischia di compromettere ogni futura iniziativa. Nello stesso tempo è necessario apprendere l&#8217;insieme delle tecniche organizzative e gestionali in grado di consentire la predisposizione dei piani per la raccolta differenziata dei rifiuti, e quindi di mettere progressivamente in opera tali piani coinvolgendo tutti gli attori, in primo luogo i cittadini e le imprese, che costituiscono i veri protagonisti della raccolta differenziata. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Per dare risposte veloci e sostenibili, l&#8217;articolazione degli interventi deve essere pensata su tre livelli: affrontare l’emergenza, acquisire velocemente competenze e know how, sensibilizzare i cittadini attraverso iniziative di comunicazione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La complessità del programma dei rifiuti in Campania ha visto diversi personaggi politici alternarsi al comando del Commissariato dei Rifiuti prima e del Sottosegretario dell’emergenza rifiuti in Campania dopo. Certo l’alternanza non ha favorito la realizzazione del programma, la cui genesi è abbastanza datata. Infatti ad esso si riferisce il piano dei termovalorizzatori, la cui tecnologia è superata da nuovi modelli di riferimento. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Sembra che la strada segnata è l’unica sostenibile. E’ chiaro che una seria programmazione pluriennale,<span>  </span>come il piano stesso 2008 – 2011 testimonia, meriterebbe un contesto non di emergenza. Aver sviluppato il piano dei rifiuti in piena emergenza, ha inevitabilmente trasferito nel piano modalità ed organizzazioni del regime di necessità contingente. D’altronde il successo delle iniziative di Governo ha drogato l’analisi dei risultati, trasformando il modello di emergenza campano in modello di riferimento nazionale. </span></p>
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		<title>Business Consulting: opportunità e non mazzette</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Nov 2008 09:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iasiellik</dc:creator>
				<category><![CDATA[IasielliK]]></category>

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		<description><![CDATA[Business Consulting: opportunità e non mazzette. La consulenza aziendale assume in Italia un significato particolare. In un contesto di mercato sempre più “affogato” la ricerca di aree di business efficaci per le aziende diventa oneroso e non sostenibile per le realtà delle PMI e non solo. Ecco quindi la giustificazione della proliferazione di società di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=falsipositivi.org&#038;blog=3182756&#038;post=395&#038;subd=falsipositivis&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Business Consulting: opportunità e non mazzette.</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La consulenza aziendale assume in Italia un significato particolare. In un contesto di mercato sempre più “affogato” la ricerca di aree di business efficaci per le aziende diventa oneroso e non sostenibile per le realtà delle PMI e non solo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Ecco quindi la giustificazione della proliferazione di società di consulenza che provano ad accordare le esigenze di ottimizzazione richiesto dalle aziende italiane con la necessaria “expertice”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’area di business è molto interessante e spesso sfugge alle regole di mercato, in quanto il “lavoro” del consulente risulta spesso non misurabile e difficilmente oggetto di valutazione. Ecco che il commitment si affida alla fiducia e professionalità della società di consulenza nel tentativo di trovare delle risposte convincenti al re-engineering dei propri asfittici processi produttivi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Le aziende italiane, nei rapporti con questa tipologia di servizi, hanno maturato una discreta esperienza, per cui l’affido di processi di reverse engineering sono sempre più orientati verso società capaci. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Per trovare spazio le miriadi di aziende di consulenza battono le strade delle PP.AA., dove la domanda di servizi di analisi organizzative, di processi riorganizzativi, etc., in pratica di tutto quello che ha a che fare con la “pianta organica”, è cresciuta a dismisura. In quest’ambito trovano facili sfoghi le istanze di consulenza, molte provenienti dal mondo accademico e vicine all’amministrazione di turno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Abbandonando questa strada, che finiti i soldi delle PP.AA. fanno sciogliere le società e distogliere gli interessi delle coppie amministrazione-toghe, le società di consulenza più forti hanno mantenuto le loro capacità e competenze e si sono affermate nel settore dell’alta consulenza. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Nel panorama italiano la pluralità di settori e le esigenze di ottimizzazione hanno rafforzato il ruolo di molte di queste aziende, sempre più coinvolte nei processi di ristrutturazione aziendale (che non significa necessariamente tagli occupazionali).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Perché ne parlo? Il quadro occupazionale italiano è deprimente. I giovani che escono dalle università si trovano subito un muro di insormontabili difficoltà che non consentono l’accesso (almeno quello sperato) al mondo del lavoro. Proliferano i master, gli stage, i corsi finalizzati all’occupazione: ancora formazione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il settore del consulting manifesta un interesse importante verso i giovani laureati, che “freschi” di studi, e non conformati alle realtà aziendali, sono disposti a scommettere sulle riorganizzazioni e su modelli nuovi e di rottura con le vecchie organizzazione. E’ inutile citare quello che succede nel mondo Internet, dove giovani classi di imprenditori hanno rivoluzionato il commercio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">In questo quadro di ottimismo riporto di seguito la descrizione di alcune aziende, che inserite nel tessuto economico italiano stanno raggiungendo ottimi livelli di performance, anche grazie all’apertura di credito verso i giovani. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’invito implicito a chi legge è di andare a curiosare e segnarsi l’indirizzo, che casomai può tornare utile per il parente, l’amico in cerca di prima occupazione. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">E’ un modo diverso di cercare lavoro, che sfugge ai canoni a cui ci ha abituato il modello prima repubblica, senz’altro più difficile e sfidante, ma per cui non ci si sentirà legati.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span id="more-395"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">CSC</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">CSC integra abilmente l’expertise acquisito in vari settori di mercato con la profonda competenza tecnica e tecnologica e la disponibilità di una vasta gamma di servizi differenziati, così da garantire i propri clienti una consulenza di business di altissimo livello.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’esperienza maturata a livello internazionale nella riorganizzazione e implementazione dei processi di business è alla base dei nostri servizi consulenziali, che vanno dall’interpretazione dell’idea o del progetto di business del cliente, alla risoluzione di problematiche insite nel processo organizzativo esistente, tenendo conto di tre dimensioni fondamentali come il budget, le persone e i processi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Grazie a un approccio innovativo e collaborativo e a una comprovata esperienza nella gestione dell’IT, CSC è in grado di valutare lo &#8220;stato di salute&#8221; dell&#8217;organizzazione aziendale e, sulla base delle best practice consolidate, interviene combinando l’esperienza strategica, tecnologica, operativa e organizzativa con approcci coordinati e testati, capaci di garantire al cliente risultati e competitività nel mercato di riferimento.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><a href="http://it.country.csc.com/it/"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">http://it.country.csc.com/it/</span></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Value Partners Management Consulting</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Value Partners Management Consulting nasce a Milano nel 1993 dall&#8217;iniziativa imprenditoriale di Giorgio Rossi Cairo e Vittorio Giaroli. Il valore generato in questi quindici anni per i clienti ha determinato la sua rapida crescita e l&#8217;affermazione della sua reputazione e del suo brand a livello internazionale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Lavoriamo con imprese eccellenti e con una forte vocazione internazionale. Non ci limitiamo ad un apporto analitico e metodologico, ma ci impegniamo nei programmi operativi per accelerare la realizzazione delle strategie. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">I nostri tratti distintivi sono l&#8217;orientamento al risultato, la dedizione al cliente e la capacità di far nostre le sue sfide.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><a href="http://www.valuepartnersgroup.com/vpmc/index.asp"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">http://www.valuepartnersgroup.com/vpmc/index.asp</span></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">RSO</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">RSO è una knowledge company che realizza, in partnership con i suoi clienti privati e pubblici, progetti di innovazione organizzativa e gestionale che valorizzano le competenze e sviluppano le professionalità delle persone.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">RSO produce e mette a disposizione dei suoi partner e clienti soluzioni, sistemi e processi che incorporano un elevato livello di conoscenza e competenza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><a href="http://www.rso.it/newsite/"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">http://www.rso.it/newsite/</span></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span lang="EN-GB"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Accenture</span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span lang="EN-GB"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Accenture is a global management consulting, technology services and outsourcing company. Combining unparalleled experience, comprehensive capabilities across all industries and business functions, and extensive research on the world’s most successful companies, Accenture collaborates with clients to help them become high-performance businesses and governments. With more than 186,000 people in 49 countries, the company generated net revenues of US$23.39 billion for the fiscal year ended Aug. 31, 2008. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span lang="EN-GB"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Our &#8220;high performance business&#8221; strategy builds on our expertise in consulting, technology and outsourcing to help clients perform at the highest levels so they can create sustainable value for their customers and shareholders. Using our industry knowledge, service-offering expertise and technology capabilities, we identify new business and technology trends and develop solutions to help clients around the world:</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span lang="EN-GB"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Enter new markets.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span lang="EN-GB"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Increase revenues in existing markets.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Improve operational performance.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span lang="EN-GB"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Deliver their products and services more effectively and efficiently.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span lang="EN-GB"><a href="http://www.accenture.com/Global/About_Accenture/"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">http://www.accenture.com/Global/About_Accenture/</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span lang="EN-GB"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span lang="EN-GB"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Zucchetti</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Con oltre 1.700 addetti, una rete distributiva che supera gli 800 Partner sull&#8217;intero territorio nazionale e più di 450.000 procedure installate presso oltre 55.000 clienti, il gruppo Zucchetti è uno dei più importanti protagonisti italiani del settore dell&#8217;IT. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L&#8217;offerta del gruppo Zucchetti, così ampia da non aver confronti né in Italia né in Europa, consente al cliente di acquisire importanti vantaggi competitivi e di avvalersi di un unico Partner informatico in grado di soddisfare le più svariate esigenze di carattere informatico. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Soluzioni software, hardware e servizi innovativi realizzati e studiati per soddisfare le specifiche esigenze di: </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;text-align:justify;margin:0 0 0 18pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font-size:small;">·</span><span style="font:7pt &quot;">        </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">aziende di qualsiasi settore e dimensione, banche e assicurazioni; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;text-align:justify;margin:0 0 0 18pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font-size:small;">·</span><span style="font:7pt &quot;">        </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">professionisti (commercialisti, consulenti del lavoro, avvocati, curatori fallimentari, notai ecc.), associazioni di categoria e CAF; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;text-align:justify;margin:0 0 0 18pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font-size:small;">·</span><span style="font:7pt &quot;">        </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">pubblica amministrazione Locale e Centrale (Comuni, Province, Regioni, Ministeri, società pubbliche ecc.). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La completezza multidisciplinare, un approccio che valorizza i bisogni dei clienti e la capacità di coordinare, di gestire e di realizzare progetti, permettono da sempre al gruppo Zucchetti di sviluppare prodotti e servizi di altissima qualità che garantiscono all&#8217;utente di disporre della miglior soluzione del mercato. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Zucchetti è da sempre attenta ad offrire servizi efficienti e professionali, oltre che soluzioni di qualità. Attraverso personale altamente qualificato e preparato, il gruppo Zucchetti garantisce: </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;text-align:justify;margin:0 0 0 18pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font-size:small;">·</span><span style="font:7pt &quot;">        </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">un competente supporto pre-vendita (analisi delle esigenze, studio della soluzione ecc.); </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;text-align:justify;margin:0 0 0 18pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font-size:small;">·</span><span style="font:7pt &quot;">        </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">un tempestivo e valido servizio post-vendita (installazione, assistenza ecc.); </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;text-align:justify;margin:0 0 0 18pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font-size:small;">·</span><span style="font:7pt &quot;">        </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">una puntuale formazione per sfruttare al meglio tutte le potenzialità delle proprie soluzioni; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;text-align:justify;margin:0 0 0 18pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font-size:small;">·</span><span style="font:7pt &quot;">        </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">un costante aggiornamento su tematiche civilistiche, contabili, fiscali, giuslavoristiche, previdenziali ecc. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Zucchetti è anche sinonimo di sicurezza. Attraverso una Server Farm di proprietà, infatti, assicura elevati standard di sicurezza informatica, logica (sistemi antintrusione), applicativa e fisica (sistemi antincendio, controllo accessi ecc.), nonché la continuità dei servizi di outsourcing in tutte le condizioni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><a href="http://www.zucchetti.it/"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">http://www.zucchetti.it</span></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">MC Group</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il Gruppo MC, costituito nel 1998, nasce per rispondere ad una forte esigenza del mercato che aveva manifestato la necessità di disporre di società di consulenza in grado, non solo di proporre strategie per la risoluzione di problemi, ma soprattutto di implementare soluzioni innovative, che permettessero di accrescere la capacità competitiva ed evolutiva di aziende ed istituzioni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il Gruppo MC, così come si presenta ora ai suoi clienti, è il risultato dell’evoluzione e della crescita della MC Consulting, prima società del gruppo nata nel 1989, come società di consulenza di direzione. MC Consulting nasce con l’obiettivo di proporre un proprio stile di consulenza, diverso da quello dei competitor, basato sulla reale capacità di portare, presso i suoi clienti, cambiamento e innovazione, attraverso un processo di affiancamento, in grado di far integrare il nuovo modello di business con l’organizzazione preesistente.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><a href="http://www.mcweb.it/"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">http://www.mcweb.it/</span></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span lang="EN-GB"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Atos Origin </span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span lang="EN-GB"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Atos Origin is a leading international IT services provider.<span>  </span>We provide integrated design, build and operate solutions to large multi-national clients in carefully targeted industry sectors. Our business approach is based on establishing long-term partnerships that encourage success through mutual benefit.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span lang="EN-GB"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Atos Origin is one of the few companies that can provide all the &#8216;design, build, and operate&#8217; elements of a business solution. More than 60% of the revenue base is recurring, deriving from multi-year outsourcing and application maintenance contracts, and we deliver this within a global framework of three major Service Lines.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span lang="EN-GB"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Atos Consulting™</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span lang="EN-GB"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">A Key Enabler for Business Transformation</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span lang="EN-GB"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Atos Consulting™ offers advice and a pragmatic, realistic approach to addressing client needs. It provides “end-to-end” services and solutions, ranging from supporting strategy development through to enterprise solutions and technology decisions. This enables our clients to become increasingly effective and to generate more value through an innovative approach to business processes, well-integrated supporting technologies and strategic investments in people. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span lang="EN-GB"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Our consultants have an in-depth understanding of their clients and their businesses and a proven track record of delivering solutions in many industry sectors. By focusing on these specific industries, Atos Consulting™ ensures that all aspects of a client organization – people, processes, and technology – are fully aligned with business strategy.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span lang="EN-GB"><a href="http://www.atosorigin.com/en-us/About_Us/Company_Profile/default.htm"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">http://www.atosorigin.com/en-us/About_Us/Company_Profile/default.htm</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span lang="EN-GB"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Deloitte Italia</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“Deloitte” è il brand sotto il quale migliaia di professionisti appartenenti a entità indipendenti collaborano in tutto il mondo per fornire servizi di audit, consulting, financial advisory, risk management e tax a clienti selezionati. Queste entità aderiscono a Deloitte Touche Tohmatsu, una Verein svizzera (“DTT”). Ogni member firm fornisce servizi in determinate aree geografiche ed è soggetta alle leggi e alle regolamentazioni professionali proprie del Paese in cui opera. DTT agevola il coordinamento delle attività di ciascuna member firm ma non fornisce direttamente servizi ai clienti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">DTT e le sue member firm sono entità giuridicamente separate ed indipendenti, le cui azioni non impegnano le altre entità aderenti a DTT. DTT e ognuna delle sue member firm sono responsabili esclusivamente per le proprie azioni od omissioni, e non per quelle di altre entità. Ogni member firm è strutturata in modo differente in funzione delle leggi, dei regolamenti, delle consuetudini professionali e di altri fattori propri del Paese in cui opera e assicura la fornitura di servizi professionali a livello locale attraverso entità controllate e/o licenziatarie. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><a href="http://www.deloitte.com/"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">http://www.deloitte.com</span></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/falsipositivis.wordpress.com/395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/falsipositivis.wordpress.com/395/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/falsipositivis.wordpress.com/395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/falsipositivis.wordpress.com/395/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/falsipositivis.wordpress.com/395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/falsipositivis.wordpress.com/395/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/falsipositivis.wordpress.com/395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/falsipositivis.wordpress.com/395/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/falsipositivis.wordpress.com/395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/falsipositivis.wordpress.com/395/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/falsipositivis.wordpress.com/395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/falsipositivis.wordpress.com/395/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/falsipositivis.wordpress.com/395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/falsipositivis.wordpress.com/395/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=falsipositivi.org&#038;blog=3182756&#038;post=395&#038;subd=falsipositivis&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>I PAS … fondi al vento.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 21:47:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lasciateci riformare la scuola, e troveremo anche qualche piccola riforma di cui le prigioni abbisognano.  John Ruskin Per combattere la dispersione scolastica la Regione Campania ha istituito i PAS (Percorsi Alternativi Sperimentali, DR 141 del 18/05/2007) che permettono ai ragazzi di conseguire una qualifica professionale di primo grado dopo una frequenza biennale. Poi, con il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=falsipositivi.org&#038;blog=3182756&#038;post=302&#038;subd=falsipositivis&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><em>Lasciateci riformare la scuola, e troveremo anche qualche piccola riforma di cui le prigioni abbisognano.</em> <span> </span>John Ruskin<em> </em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"></span></span></strong></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Per combattere la dispersione scolastica la Regione Campania ha istituito i PAS (Percorsi Alternativi Sperimentali, DR 141 del 18/05/2007) che permettono ai ragazzi di conseguire una qualifica professionale di primo grado dopo una frequenza biennale. Poi, con il terzo anno (ex OFIS) si può ottenere la qualifica regionale. Successivamente, dopo il biennio superiore si arriva al diploma. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Buone le intenzioni, deludenti i fatti!<span id="more-302"></span></span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Alunni che compaiono e scompaiono, compenso di 300,00 Euro per la partecipazione al primo anno del corso a tutti i partecipanti assidui o assenti abitudinari, controlli inesistenti sullo svolgimento delle attività: la sintesi del progetto. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">A ciò si aggiungono le scarse motivazioni di quasi tutti i docenti, che hanno partecipato principalmente per accedere agli incentivi promessi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Come sostiene F. Buccino, “la lotta alla dispersione scolastica merita ogni impegno e sforzo economico, perché la dispersione scolastica è un grave problema sociale al pari della disoccupazione, della povertà, dell´immigrazione clandestina, della mortalità infantile, dell´emergenza rifiuti, della malavita”. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Purtroppo alle considerazioni di principio non corrisponde la loro realizzazione. Il progetto si scontra con la realtà della scuola partenopea. Così con la poca professionalità, unita all’idea del maggior guadagno, si perde di vista l’obiettivo principale: la centralità dello studente ed il suo abbandono scolastico. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">In linea di principio il progetto PAS, finalizzato al recupero almeno parziale del <em>drop out</em>, cioè di tutti quei giovani che, dopo i 14-15 anni, scompaiono dal mondo della formazione, per entrare in un “limbo” di precarietà, lavoro nero o peggio, potrebbe essere un’ottima soluzione. Ma le criticità a carattere generale che si riscontrano ne minano dalla base i risultati.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Per la cronica dicotomia tra i tempi dell’Amministrazione ed i tempi della Scuola, nonostante i PAS siano stati previsti per il biennio 2007/08 e 2008/09, a causa del ritardo nella firma dell’accordo Regione-MPI, hanno avuto inizio a gennaio 2008, concludendo la prima annualità a luglio 2008.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Poiché tale annualità prevedeva un impegno complessivo di 1100 ore, comprensive di attività d’aula, di laboratorio, di stage, di orientamento etc., visto il tempo a disposizione i programmi sono<span>  </span>stati svolti aumentando il numero medio settimanale di ore. Per la platea degli alunni coinvolti, giovani fuoriusciti dal sistema scolastico, si tratta di un peso eccessivo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Gli errori commessi nell’attuazione degli OFIS si sono puntualmente ripetuti, con conseguenze facilmente prevedibili sulla qualità dei percorsi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Per la selezione degli studenti era stato previsto dall’Amministrazione regionale un servizio di orientamento, composto da alcune decine di operatori (scout) che hanno recuperato gli alunni, anche con un impegno quotidiano nel tentativo di formare un gruppo minimo, che garantisse la continuità del corso. In questo contesto ha trionfato l’arroganza dei alcuni studenti, che si sono sentiti protagonisti del progetto, in senso negativo. Con affermazioni del tipo: <em>“tant’ se non venimm’ nui, vui (ndr. i professori) ‘e sord’ nun ‘e pigliate”</em>, il residuo di professionalità degli insegnati è stata azzerata.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’Amministrazione regionale ha finanziato il progetto attraverso i fondi per i supplenti chiamati a sostituire i docenti di ruolo impegnati nei PAS, ed i fondi per incentivare i docenti di ruolo e per retribuire il maggiore impegno organizzativo e didattico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Per realizzare il progetto, quindi, a metà dell’anno scolastico, diversi docenti hanno lasciato le proprie classi per “transitare” sui progetti PAS. In alcune scuole, eccezionalmente, i docenti hanno svolto le lezioni PAS al di fuori del loro orario scolastico, pur di non lasciare le proprie classi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il rischio è stato la trasformazione dei PAS in un’ulteriore occasione perduta. Mentre era necessario uscire dall’ottica della sperimentazione perpetua, occorreva nel contempo costruire un autentico sistema integrato che tenesse conto delle esigenze di tutti i protagonisti. Nel progetto PAS le scuole hanno rappresentato, ancora una volta, l’anello debole della catena e sono state sottoposte a forzature non sostenibili.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Come nota finale, in alcune scuole, i criteri di assegnazione dei docenti al progetto sono stati unilateralmente stabiliti dai DS, che con in mano il coltello hanno diviso la torta fra i soliti nomi. Una visione così riduttiva del progetto PAS si è tradotta in una completa disfatta a danno dei pochi studenti che hanno creduto nel progetto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Continua …</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/falsipositivis.wordpress.com/302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/falsipositivis.wordpress.com/302/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/falsipositivis.wordpress.com/302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/falsipositivis.wordpress.com/302/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/falsipositivis.wordpress.com/302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/falsipositivis.wordpress.com/302/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/falsipositivis.wordpress.com/302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/falsipositivis.wordpress.com/302/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/falsipositivis.wordpress.com/302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/falsipositivis.wordpress.com/302/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/falsipositivis.wordpress.com/302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/falsipositivis.wordpress.com/302/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/falsipositivis.wordpress.com/302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/falsipositivis.wordpress.com/302/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=falsipositivi.org&#038;blog=3182756&#038;post=302&#038;subd=falsipositivis&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Menti Aperte</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 07:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iasiellik</dc:creator>
				<category><![CDATA[IasielliK]]></category>

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		<description><![CDATA[OPEN MISLI A topic da fascinates operatori ICT, je stalan i neprekidan pretraživanje inovacija. Mehanizam je čestiti krug (vi kažete), određuje se prema filing novih rješenja, koja potkopava stari još nije odobren. (Lellovic Jasi, 2008). Un tema, che affascina gli operatori ICT, è la costante ed incessante ricerca dell’innovazione. Il meccanismo è quello del circolo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=falsipositivi.org&#038;blog=3182756&#038;post=227&#038;subd=falsipositivis&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">OPEN MISLI </span></em></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">A topic da fascinates operatori ICT, je stalan i neprekidan pretraživanje inovacija. Mehanizam je čestiti krug (vi kažete), određuje se prema filing novih rješenja, koja potkopava stari još nije odobren. (</span></em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Lellovic Jasi, 2008).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span id="more-227"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Un tema, che affascina gli operatori ICT, è la costante ed incessante ricerca dell’innovazione. Il meccanismo è quello del <em>circolo virtuoso</em> (si fa per dire), determinato dalla proposizione di nuove soluzioni, che scalzano le vecchie non ancora omologate. L’uso di queste innovate tecnologie determina lo sviluppo di progetti ed idee che richiedono nuovi strumenti e tecniche. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">E’ il caso di Internet, che propone tecnologie sempre più innovative, che consentono di sviluppare nuovi paradigmi di cooperazione, riproponendo il sistema della rete come veicolo di socializzazione: Web 2.0.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Esso non è solo una realtà tecnologica, né un business. Infatti il paradigma dei rapporti azienda-consumatore e la gestione delle risorse umane risentono dei cambiamenti indotti dall’ondata di tecnologia e sociologia di Web 2.0 (blog, siti di condivisione, widget, etc.). Così diventa importante governare i processi di cambiamento, evitando di essere sopraffati dalla nuove e mutate disponibilità tecnico-economiche.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Gli utenti del Web 2.0 utilizzano i tool messi a disposizione in rete per comunicare all’interno di <em>cluster</em> geograficamente definiti. L’utilizzo di strumenti per la pubblicazione e distribuzione di contenuti hanno fatto spazio ad altri strumenti, quali blog, wiki, Twitter o Facebook, che consentono di comunicare e tenere aggiornata il gruppo di internauti di appartenenza. Quindi alla pratica dell’ascolto, si passa alla fase dell’azione, attraverso una strategia abilitante di piattaforme già affermate e community composte da milioni di persone già abituate a vivere relazioni online in una piazza virtuale popolata e familiare. Se da un lato le tecnologie Open Source si propongono come il mezzo di attuazione di modelli di sviluppo, una presenza proprietaria e allo stesso tempo diffusa, con un modello ibrido, rappresenta la formula più flessibile di <em>engagement</em> per il proprio social network.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><!--more-->Il modello di <em>flexible engagement</em> di successo è quello che sì è sviluppato all’interno delle infrastrutture aziendali, dove il controllo sugli utenti e sulle metriche è totale. I vincoli, in questo caso, sono rappresentati da un lato dalla disponibilità esclusiva di funzioni e servizi all’interno della Intranet, dall’altro dalla disponibilità di strumenti di interoperabilità per la cooperazione applicativa, da utilizzare verso altri network.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Le relazioni avvengono su scala globale e in forma asincrona ma, nonostante tutto, i network sono costituiti da cluster più o meno ristretti, in cui pochi grandi connettori mettono in relazione tutti i membri in pochi gradi di separazione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">A dimostrazione della corsa ad innovare, il Web 2.0 è un mondo che corre veloce, così veloce che a quattro anni dalla prima definizione di Tim O’Really c’è chi parla insistentemente di Web 3.0. Quel che è certo è che si tratta di un ambiente estremamente dinamico in cui l’aggiornamento continuo è la regola base. Il modello di sviluppo interno consente l’acquisizione di competenze e conoscenze adeguate al progresso della rete Internet. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La visione sociale di Web 2.0 trova la contrapposizione con l’approccio commerciale, che vede il contesto molto competitivo e la concorrenza ogni giorno più agguerrita, anche se le aziende già avviate sulla strada del Web 2.0 sono ancora poche. Per le Aziende già presenti nel mondo Web 2.0 la poca concorrenza rappresenta un’occasione unica per acquisire un vantaggio importante sui competitors e familiarizzare con tecnologie in costante e rapida crescita.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">E’ interessante indagare sugli sviluppi di Web 2.0 dal punto di vista delle Aziende, che ne intravedono interessi speculativi. Il servizio clienti nell’era del web non potrà più prescindere dall’utilizzo e dall’ascolto di canali di comunicazione pubblica come Twitter, in cui gli utenti descrivono le proprie esperienze istantanee e tempestive ad una platea di migliaia di persone che con un click sono in grado di distribuire le informazioni. Inoltre dal punto di vista del marketing, i contenuti generati dagli utenti rappresentano un importante serbatoio di informazioni da cui attingere per studiare il trend di mercato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La crescita esponenziale dei social network pone un problema rispetto ai dati relativi alla propria rete di contatti e alle attività svolte all’interno di un network. Di fronte alla prospettiva di ricostruire da zero la propria rete su un network alternativo si sta diffondendo la “social network fatigue”, ovvero il rifiuto di investire tempo per operazioni ripetitive di gestione dei propri contatti da una rete all’altra. I principali attori del mercato, consapevoli della limitazione generata da tale fenomeno, stanno lavorando per rendere interoperabili i network e per promuovere standard condivisi. La Fondazione OpenSocial, promossa da Google, Yahoo! e Myspace punta a facilitare la vita dell’utente e di chi sviluppa applicazioni terze da usare all’interno di tali ambienti, ma siamo all’inizio di un percorso complesso e torituoso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Un’altra questione è la privacy degli utenti e la proprietà dei contenuti condivisi e pubblicati nelle piattaforme. Facebook, ad esempio, si riserva il diritto di sfruttare commercialmente ogni contenuto pubblicato dai suoi utenti e di fornire al Governo USA i dati relativi ai profili personali nel caso in cui questi venissero richiesti.<strong></strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’aspetto tecnologico più interessante e innovativo è l’utilizzo dell’infrastruttura del Web come piattaforma abilitante per i servizi applicativi, erogati tramite la rete, e per le componenti applicative del software. Da tempo il Web ha avuto uno sviluppo come motore inferenziale per operazioni di ricerca e per l’esecuzione di algoritmi elaborativi, anche se con tempi lunghi di affermazione. I cambiamenti tecnologici e infrastrutturali in atto fanno prevedere che l’affermazione del Web, nella versione 3-tier, come sistema di base sia prossima. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’esperienza utente di soluzioni di programmi da ufficio online, come Google Documenti o Zoho, è</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">notevolmente migliorata negli ultimi anni grazie ad effetti AJAX, che rendono l’esperienza molto simili alle più comuni suite da ufficio desktop, e alla diffusione delle connessioni veloci a banda larga always on che consentono di essere sempre connessi con tariffe flat.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Tutto comporta un uso sempre più massiccio di tali applicazioni web, spesso gratuite seppur dotate di un livello di funzioni base, certamente utile a soddisfare una larga fetta del mercato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Le ultime versioni di Mozilla Firefox e di Internet Explorer consentiranno agevolmente di usare il browser per gestire tali applicazioni anche in assenza di una connessione web, risolvendo il problema della creazione di contenuti in assenza di segnale. Google Gears è una delle prime applicazioni che, una volta installata sul pc, consente di continuare ad usare alcuni servizi web, non solo Google, senza collegamento ad Internet.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il web come sistema operativo quindi, capace di gestire dal browser tutte le principali funzioni di produttività casalinga e da ufficio, costituisce una piccola rivoluzione che è bene saper cogliere per tempo. La produttività via web significa inoltre condivisione in tempo reale di documenti e la pubblicazione online a distanza di un click. Padroneggiare fin da subito tali soluzioni pone l’azienda in una posizione di vantaggio nel cogliere tutte le opportunità che ne conseguiranno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’attenzione ai costi delle infrastrutture ICT ha portato alla ricerca di infrastrutture tecnologiche che non richiedano investimenti faraonici, e che sono destinate ad una rapida obsolescenza. Cresce pertanto l’attenzione alle piattaforme Web per lo sviluppo di applicazioni e nuovi servizi molto più a buon mercato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Sviluppare applicazioni e nuovi servizi web non comporta più investimenti faraonici in infrastrutture tecnologiche, oggi forse sovradimensionate, domani presto obsolete e da sostituire. L’avvento del cloud computing permette a chiunque voglia realizzare un servizio web di sfruttare l’infrastruttura già esistente e resa disponibile a basso costo da alcuni giganti del computing globale come Amazon, Google e probabilmente domani Yahoo! e Microsoft. Spazio disco, banda passante e potenza di calcolo non pongono più problemi di scalabilità e sono erogati a prezzi molto competitivi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il 2008 secondo molti analisti potrebbe essere finalmente l’anno della svolta e del decollo di Internet mobile. Le condizioni sembrano essere tutte favorevoli o quasi: nuovi device multimediali disponibili a prezzi competitivi e piani tariffari dati semiflat mobili in rapida espansione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Un’analisi del primo anno dell’Apple iPhone sul mercato americano ha dimostrato come Internet mobile possa diventare una porta di accesso rilevante per molti servizi web in mobilità, con abitudini di navigazione complementari a quella del pc.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">In Italia in particolare tale mercato apre le porte ad una generazione di servizi Mobile 2.0 attualmente disponibili solo in fase embrionale, per la mancanza di una massa critica ancora in divenire.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Internet mobile abiliterà opportunità di business come i servizi location-based e il networking di prossimità, con alcune applicazioni sperimentali già allo studio e con i grandi player già a caccia di soluzioni multipiattaforma. La recente acquisizione della star tup tedesca Plazes ad opera di Nokia è un chiaro segnale in questa direzione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Per l’azienda innovativa ciò comporta l’elaborazione di una strategia di accesso mobile ai propri applicativi, web e intranet, così da moltiplicare le occasioni di contatto e di relazione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">A quattro anni dalla nascita del termine Web 2.0 c’è chi già guarda alla prossima frontiera del Web 3.0, ovvero alla sfida del <em>web semantico</em>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La capacità della macchina di interpretare correttamente le richieste dell’utente, ad esempio nel campo della ricerca online, è attualmente soggetta a cospicui investimenti con alcuni prototipi in fase sperimentale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il Web 3.0 in definitiva è visto dagli studiosi come un ulteriore passaggio verso una Internet le cui applicazioni sono diffuse in rete e a cui l’accesso avverrà ovunque e con qualsiasi dispositivo, fisso o mobile.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Una Internet capace di pensare e rispondere a tono agli interrogativi posti dal navigatore, forte di una intelligenza artificiale sempre più sviluppata.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">È presto per dire come tutto ciò possa influenzare lo sviluppo della rete. Si tratta di un salto importante verso una rete in cui l’accesso avverrà da una miriade di dispositivi che si connetteranno ad Internet per recuperare solo alcune tipologie di informazioni o che sfrutteranno la rete soltanto per svolgere alcuni compiti per conto dell’utente.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Bilo je rano za konačne odluke. U protivničkim glasovima su otvorena široku raspravu o semantici i alate koji omogućuju postupanje. I &#8216;siguran da je proces je počeo.</span></em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> (Lellovic Jasi, 2008).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><a href="http://falsipositivis.files.wordpress.com/2008/08/fr3.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-229" src="http://falsipositivis.files.wordpress.com/2008/08/fr3.gif?w=95&h=97" alt="" width="95" height="97" /></a></span></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/falsipositivis.wordpress.com/227/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/falsipositivis.wordpress.com/227/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/falsipositivis.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/falsipositivis.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/falsipositivis.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/falsipositivis.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/falsipositivis.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/falsipositivis.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/falsipositivis.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/falsipositivis.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/falsipositivis.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/falsipositivis.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/falsipositivis.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/falsipositivis.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/falsipositivis.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/falsipositivis.wordpress.com/227/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=falsipositivi.org&#038;blog=3182756&#038;post=227&#038;subd=falsipositivis&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Nun Caccio Una Lira</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 22:33:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iasiellik</dc:creator>
				<category><![CDATA[IasielliK]]></category>

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		<description><![CDATA[NCUL, corrente di pensiero socio-economica nata negli anni novanta, promuove, fra l’altro, un diverso approccio filosofico ai consumi: Nun Caccio Una Lira. La visione anticonsumistica che ne deriva mi attribuisce atteggiamenti di contrasto al capitalismo, che attraverso i suoi strumenti strafinanziari sta avvelenando l’economia, anche quella mia familiare. I problemi dell’economia trovano origine nei primi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=falsipositivi.org&#038;blog=3182756&#038;post=182&#038;subd=falsipositivis&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">NCUL, corrente di pensiero socio-economica nata negli anni novanta, promuove, fra l’altro, un diverso approccio filosofico ai consumi: <em>Nun Caccio Una Lira</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La visione anticonsumistica che ne deriva mi attribuisce atteggiamenti di contrasto al capitalismo, che attraverso i suoi strumenti strafinanziari sta avvelenando l’economia, anche quella mia familiare.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">I problemi dell’economia trovano origine nei primi anni ottanta, quando tramontava il modello del capitalismo democratico e si affermavano la globalizzazione e gli strumenti ICT. I rapporti di forza tra capitalismo ed organizzazioni sindacali e tra capitalismo e organi di governo cambiavano radicalmente. Gli interventi di macro-economia operati dallo Stato nel tentativo di avviare programmi di ristrutturazione economica, così come afferma Giorgio Ruffolo, furono “sterilizzati” dall’immissione <em>nel mercato del lavoro mondiale masse di lavoratori che ne deprimono il prezzo.</em> E’ il periodo delle prime delocalizzazioni verso l’estero di importanti impianti manifatturieri, attraverso cui gli imprenditori recuperavano sul costo del lavoro gli incrementi dei costi delle materie prime e l’incremento di utili necessari per soddisfare l’azionariato. Il prezzo della manodopera crolla ed iniziano processi di mobilità dei dipendenti, processi che tuttora non si sono arrestati. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 6pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 6pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span id="more-182"></span>In questo scenario di globalizzazione l’obiettivo degli azionisti e della classe dirigente, che ne avvalla i desiderata, è aumentare l’utile. In che modo? Sinteticamente, seguendo M.Friedman:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;text-align:justify;margin:0 0 6pt 36pt;"><span style="font-family:Wingdings;"><span><span style="font-size:small;">ü</span><span style="font-family:&quot;">      </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Compressione del costo del lavoro;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;text-align:justify;margin:0 0 6pt 36pt;"><span style="font-family:Wingdings;"><span><span style="font-size:small;">ü</span><span style="font-family:&quot;">      </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Precarizzazione del lavoro;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;text-align:justify;margin:0 0 6pt 36pt;"><span style="font-family:Wingdings;"><span><span style="font-size:small;">ü</span><span style="font-family:&quot;">      </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Apertura dei mercati finanziari a milioni di neo-azionisti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Quest’ultimo punto contribuisce a trasferire il rischio di impresa dalle banche al piccolo azionista, che fidando nei brillanti risultati dei nuovi strumenti finanziari (fondi comuni di investimento, per esempio) sperano di incrementare i redditi familiari.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Quelle che si avvera nello scenario internazionale ed a seguire nazionale è il trasferimento dei rischi alle famiglie in un enorme mercato finanziario, che produce titoli dalle forme più variegate destinati a sostenere le esigenze di capitale delle imprese. Il capitale si spalma su una massa di risparmiatori riducendo il rischio in assoluto dell’investimento, ma mantenendo tutte le sue criticità per il piccolo azionista.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Anche se i titoli emessi si allacciano ai risultati economici dell’imprese collegate, il suo valore è sempre più legato all’altalena della domanda / offerta, mossa dalle speculazione sul prezzo dei titoli, senza preoccuparsi del reale andamento dell’impresa: i risultati si misurano sulla copertura dei rischi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Gli sviluppi della finanza “creativa” traguardano nuovi scenari ed introducono strumenti sempre più “rischiosi” e remunerativi, anticipando il valore futuro dei titoli. Si crea, in quegli anni, una dicotomia finanziaria: il valore ed il prodotto reale. Il primo, nominalmente riferito al secondo, si muove in scenari finanziari, avulsi dai risultati economici dell’azienda: l’investitore, prevedendo sviluppi del settore di riferimento (molto nell’ICT e nelle nuove tecnologie), acquista sempre maggiori quantità di titoli, il cui valore per il gioco della domanda/offerta lievita fuori misura, fino a che la “bolla scoppia” e, come dice Galbraith, gli sciocchi sono separati dal loro denaro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Questo scenario è diventato man mano più complesso, anche grazie alla forte spinta delle banche. Queste ultime accordano crediti a speculatori, attraverso un meccanismo di “leva finanziaria”, senza una reale consistenza del business. Nasce così un enorme apparato di intermediazione finanziaria, che pompa le speculazioni, al di sopra del valore reale dell’economia. Il tutto si traduce in un debito strutturale, difficile da smaltire.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><!--more-->Questa rincorsa al credito nel mercato finanziario, si trasforma nelle economie occidentali in debiti verso i paesi emergenti, ove il surplus di produzione è servito a coprire la domanda dei paesi post-industriali e di conseguenza a creare grosse disponibilità economiche in questi paesi, che adesso bussano alle porte dell’economia occidentale. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Prima i paesi del medio-oriente, che la corsa al petrolio ha arricchito, iniziano le speculazioni sul mercato finanziario, creando grosse concentrazioni di capitali, a loro volta reinvestiti in variegati settori economici. A seguire i paesi dell’est europeo e del sudest asiatico, come la Russia e la RPC, dove la nascita di fenomeni psuedo-capitalisti, all’interno di un’economia pseudo-socialista, ha sviluppato enormi ricavi a fronte di costi bassi. Questo fenomeno fa spostare l’asse del capitalismo verso “fondi sovrani” degli Stati asiatici.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’instabilità dei mercati finanziari si è cronicizzata. Da ciò discende una continuità instabilità e fluttuazione azionaria, in cui imperversano le speculazioni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Da una parte la globalizzazione ha ridotto la “forbice” tra paesi ricchi e paesi poveri. La delocalizzazione di industrie primarie e manifatturiere, a grosso impatto ambientale (industrie chimiche, siderurgiche, etc.) e con impegno massiccio di manopodera a basso valore aggiunto (industrie tessili, trasformazioni alimentari, meccaniche, etc.), ha introdotto nei paesi emergenti forme di economie industriali, che hanno ridotto il gap con le economie occidentali, che progressivamente hanno abbandonato le attività a basso valore aggiunto.<span>  </span>Nello stesso tempo queste nuove forme di economie, specie quelle che attingono i capitali dal mercato finanziario, hanno contribuito ad “arricchire” classi sociali legate a tale mercato, penalizzando tutte le forme di economie legate, viceversa, al mondo produttivo: la forbice tra “ricchi” e “poveri” si è allargata all’interno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Leggi ad hoc, speculazioni sempre più rischiose e, nello stesso tempo, redditizie, hanno contribuito ad accumulare ingenti capitali, distraendoli dal circuito virtuoso del finanziamento di beni sociali e di investimenti produttivi, e destinandoli verso i “paradisi fiscali”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il capitalismo è un fenomeno strano. Nella sua ultima versione libertaria ha favorito l’aumento dell’offerta, attraverso una spinta alla maggiore produttività e l’introduzione di bisogni fittizi, e la conseguente riduzione dei prezzi dei beni e dei servizi, privati, con beneficio per il consumatore. Nello stesso tempo ha danneggiato il cittadino, assalito da una politica sempre più famelica di risorse finanziarie ed occupazionali per il sostentamento del suo apparato e della macchina elettorale in particolare (rif.: R.Reich – Il Supercapitalismo – ed. Fazi).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il nostro modello di civiltà globale rappresenta una società prospera e raffinata. Il costo che stiamo scontando è il depauperamento delle risorse naturali a disposizione, e la loro iniqua distribuzione tra gli uomini.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Mi viene un dubbio in merito alla corrente di pensiero NCUL: fossi stato io a bloccare la ruota dell’economia?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/falsipositivis.wordpress.com/182/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/falsipositivis.wordpress.com/182/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/falsipositivis.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/falsipositivis.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/falsipositivis.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/falsipositivis.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/falsipositivis.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/falsipositivis.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/falsipositivis.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/falsipositivis.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/falsipositivis.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/falsipositivis.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/falsipositivis.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/falsipositivis.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/falsipositivis.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/falsipositivis.wordpress.com/182/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=falsipositivi.org&#038;blog=3182756&#038;post=182&#038;subd=falsipositivis&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Gentile Sindaco</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 19:24:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iasiellik</dc:creator>
				<category><![CDATA[IasielliK]]></category>

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		<description><![CDATA[Gentile Sindaco. L’emergenza rifiuti ha completamente assorbito l’attenzione dei napoletani dagli altri problemi che affliggono la città. Ed il tema, viste le ripercussioni politiche che ha avuto e continua ad avere, sia nell’ambito locale che nel panorama nazionale, catalizza ogni discussione sulla sostenibilità della città. Ogni giorno il bollettino dell’emergenza si arricchisce di comunicati, proposte, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=falsipositivi.org&#038;blog=3182756&#038;post=180&#038;subd=falsipositivis&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Gentile Sindaco.</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’emergenza rifiuti ha completamente assorbito l’attenzione dei napoletani dagli altri problemi che affliggono la città. Ed il tema, viste le ripercussioni politiche che ha avuto e continua ad avere, sia nell’ambito locale che nel panorama nazionale, catalizza ogni discussione sulla sostenibilità della città.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Ogni giorno il bollettino dell’emergenza si arricchisce di comunicati, proposte, prese di posizioni, manifestazioni, nuovi siti da riempire, carotaggi: oramai le favole metropolitane si moltiplicano, e dai racconti emerge il caos. L’ultima nota del Governo, indica che l’emergenza finirà 5 giorni prima del previsto 31 luglio (anno imprecisato). Il miracolo, che si sta materializzando attraverso unzione ministeriale, farà traslare le oltre 15 tonnellate distribuite lungo le strade provinciali da diversi mesi. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span id="more-180"></span>Come fai a non crederci, visto che l’ultimo sondaggio manneiriano dice che oltre il 70% dei cittadini intervistati, scelti da un campione di evasori fiscali, ha detto che il miracolo ci sarà?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Ma la città nasconde altri problemi. Per esempio il lavoro. La situazione drammatica del sud e della città partenopea in particolare è nascosta da un apparente indice di occupazione che nel 2005 era targato dall’OCSE al 14,3%, in discesa rispetto agli anni precedenti. I numeri però trovano giustificazione in fattori temporanei, e non strutturali, come la regolarizzazione degli immigrati, che in Campania raggiungono cifre record, e con l’emersione di lavoratori in nero.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Parlando di sostenibilità il problema della città è la viabilità. Diversi fattori agiscono nel deprimere le speranze di una migliore qualità della vita, ma due sono determinanti: la situazione disastrosa delle strade ed il traffico. Se il problema quotidiano delle buche, degli avvallamenti, dei crolli non è di facile soluzione (i costi per “sistemare le strade” non ci sono!), il traffico è irrisolvibile. L’intreccio dei due problemi, forse due facce dello stesso problema, mette in ginocchio la città. I rifiuti sono un dramma, attentato alla coscienza dei cittadini ed alla loro salute, che tutti vogliono risolvere; la viabilità è una speranza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Di seguito la “supplica” di una cittadina esasperata, che prendo come testimone di quest’altra emergenza, più antica dei rifiuti (quest’ultima ufficialmente datata 1994), ma dimenticata.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">In questo clima di miracoli, forse la supplica andava indirizzata a San Silvio-Gennaro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><!--more--></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Gentile Sindaco,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Sono nata e vivo a Napoli. Sono nata a Posillipo, 54 anni fa.<span>  </span>Quando nell&#8217;aria di tutta Napoli, non solo a Posillipo, prevaleva il profumo del mare e i suoi colori. E nelle strade, come canta Pino Daniele, primeggiava &#8221; <em>&#8216;a voce de&#8217; creature</em>&#8220;. Quando con la pensione di mio padre, eroico maresciallo pilota con diverse guerre alle spalle e tante medaglie sul petto, in famiglia si viveva dignitosamente in cinque.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Faccio retorica, sapendo di farla e volendola fare. Ho preferito ricordarLe la Napoli che fu &#8230; la Napoli di oggi, Lei la conosce bene. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Dal 2005 lavoro al Centro Direzionale. Sono fortunata &#8230; ho ancora un lavoro. Il mio dignitoso stipendio, in euro, mi consente di pagare le tasse (trattenute dal foglio paga&#8230;&#8230;.addizione regionale e comunale comprese! &#8230; la tassa per i rifiuti la pago a parte!) e per me &#8230; giusto l&#8217;indispensabile!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Ma ogni sera, da tre anni, rientrare a casa diventa impresa sempre più difficile !</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Caro Sindaco &#8230;. altro che odore di mare e voce dei bambini &#8230; io quando esco dal lavoro ho la sensazione di dover affrontare un campo di battaglia ! Insomma &#8230;..<em>&#8216;na guerra</em>! </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">E quando a casa ci arrivo &#8230; non mi pare vero.<span>  </span>Sono all&#8217;esasperazione!<span>  </span>Lo siamo in tanti.<span>  </span>All&#8217;interno del Centro Direzionale (in viale della Costituzione) esiste una sola fermata ANM. Non mi ricordo nemmeno più da quando la fermata è stata soppressa, riaperta, risoppressa!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Ogni sera una sorpresa &#8230; e poi via alla fantasia per capire come rientrare a casa!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">E&#8217; possibile creare tanto disagio per un tombino dissestato?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Andare ad un&#8217;altra fermata significa attraversare il Centro Direzionale per lungo e per largo &#8230; e per sotto &#8230; tra cumuli di rifiuti. Inimmaginabile &#8230; montagne di rifiuti nei sottopassi!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">La fermata ANM ed il tutto il Viale della Costituzione è ormai un deposito di spazzatura, però<span>  </span>venerdì<span>  </span>dall&#8217;insegna luminosa (quella che dovrebbe segnalarci l&#8217;arrivo dei pullman) la scritta ci ricordava che &#8220;lunedì la città è chiusa al traffico per abbassare il tasso di inquinamento&#8221;!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">L&#8217; ANM (utilizzo l&#8217;abbonamento annuale) mi ha risposto&#8221;<em>che le deviazioni dei<span>  </span>loro autobus per viabilità sono comandate dalla Municipalità e che quindi posso scrivere all’Ufficio Servizio Mobilità Urbana, IV Municipalità, Poggioreale – Vicaria</em>.&#8221;<span>  </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">E mi pare pure giusto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">E invece io chiedo a Lei, gentile Sindaco, di voler rappresentare presso la Sua Municipalità di Poggioreale e presso il Suo Assessorato alla mobilità, il disagio mio di cittadina e di tanti altri Suoi cittadini esasperati per un numero enorme di problemi ed anche per questo banalissimo tombino!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">E, forse, per tentare di placare questa insofferenza che aumenta in me giorno per giorno, mi illudo e spero che il Sindaco della MIA CITTA&#8217; voglia rispondermi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Cordialmente.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Lettera firmata, pubblicata su la Repubblica &#8211; Napoli</span></span></em></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/falsipositivis.wordpress.com/180/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/falsipositivis.wordpress.com/180/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/falsipositivis.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/falsipositivis.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/falsipositivis.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/falsipositivis.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/falsipositivis.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/falsipositivis.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/falsipositivis.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/falsipositivis.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/falsipositivis.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/falsipositivis.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/falsipositivis.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/falsipositivis.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/falsipositivis.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/falsipositivis.wordpress.com/180/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=falsipositivi.org&#038;blog=3182756&#038;post=180&#038;subd=falsipositivis&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Che senso per la mia Via?</title>
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		<pubDate>Sun, 11 May 2008 09:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iasiellik</dc:creator>
				<category><![CDATA[IasielliK]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni volta che torno da viaggi più o meno lunghi e giro l’angolo per entrare in Via della Solitaria mi ritrovo dinanzi la realtà del mio quartiere e mi viene in mente sempre la stessa domanda: che senso ha Via della Solitaria? E’ così che ama chiamarla l’amico Antonio, per ricordare le origini nobili della [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=falsipositivi.org&#038;blog=3182756&#038;post=111&#038;subd=falsipositivis&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Ogni volta che torno da viaggi più o meno lunghi e giro l’angolo per entrare in Via della Solitaria mi ritrovo dinanzi la realtà del mio quartiere e mi viene in mente sempre la stessa domanda: che senso ha Via della Solitaria? E’ così che ama chiamarla l’amico Antonio, per ricordare le origini nobili della Via (intitolata alla Madonna della Solitaria) ed esorcizzare l’idea di abbandono che incute la toponomastica, che la titola Via Solitaria.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Perchè preoccuparsi del senso di una Via? La risposta sta per strada … Cultura, esperienze, storia, persone: quest’insieme di cose si materializzano in questo tratto di strada e li rendono reali e vive. La vivibilità e la sostenibilità perdono, in questo contesto, valenza oggettiva e vengono misurate in un ambito di territorio. La proposta estrema è di chiudere la strada al traffico delle auto e delle moto, e destinarla ad isola pedonale. Ed il traffico? Ad altri le risposte.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Napoli, nelle sue strade, come tratti intestinali di viscere insaziabili, digerisce il suo traffico. Il senso di una Via si perde e tutto si trasforma in un complesso sistema fatto di trasporti, di comunicazione, di commercio. Non occorre perciò che mi attardi nella discussione perenne e perdente del torto e della ragione, del diritto e del dovere. Io che passo guardo distrattamente, e navigo nella confusione.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span id="more-111"></span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Via della Solitaria è la strada di collegamento tra la zona dell’Egiziaca a Pizzofalcone e piazza del Plebiscito (lato S.Lucia), per cui la prima risposta alla domanda potrebbe essere: senso unico a scendere. Infatti la strada in questione inizia da via Egiziaca a Pizzofalcone e finisce a Piazzetta Salazar, alle spalle di Piazza del Plebiscito. Risposta troppo scontata, data da un passante preoccupato di percorrere in fretta i suoi circa 200 metri di lunghezza. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0 0 6pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><a href="http://falsipositivis.files.wordpress.com/2008/05/image_026.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-112" src="http://falsipositivis.files.wordpress.com/2008/05/image_026.jpg?w=165&h=116" alt="" width="165" height="116" /></a></span></span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Subito una prima osservazione. La strada di fatto è utilizzata nei due sensi di marcia; chiaramente la larghezza è tale (meno di 4 metri) da consentire un solo senso di marcia. Quindi è inevitabile per le auto contromano creare l’<em>intaso</em>, proprio all’incrocio di via del Pallonetto a S.Lucia, dove la presenza della terza via permette di sciogliere l’ingorgo. Spettacolare il gioco ad incastro che si genera. Una sapiente regia degli indigeni consente l’alternanza del senso di marcia: passo io che passi tu, entra nel Pallonetto ed aspetta lì che faccio passare quello questo qui, <em>‘a sott’ ‘e a coppa, se scioglie ‘o gruviglie ‘e sti machina … </em>Dal mio osservatorio al terzo piano, forse per la posizione di favore che guarda la strada dall’alto, Via della Solitaria è uno spettacolo. </span></p>
<div style="text-align:left;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Oramai gli affollati terranei, che una tabella del Comune di Napoli ne vieta l’utilizzo per civili abitazioni, hanno preso possesso dei pezzi di strada antistanti, cambiandone la destinazione: salotto in estate, quando <em>‘o vascio</em> diventa un forno, parcheggio di auto e motorino, <em>che trovare un posto è diventato un miracolo.</em> Così facendo i terranei danno un altro senso alla Via, rispetto a quello scontato della viabilità.</span></div>
<div style="text-align:left;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">I commercianti sono protagonisti di un conflitto fatto di dispetti e litigi continui, anche essi legati alla viabilità. Si, perché una cosa avere il negozio a sinistra ed un’altra cosa a destra. Quelli del lato sinistro, non si sa da chi autorizzati, espongono la loro merce all’esterno e sostano i propri automezzi lungo la strada. Quelli di destra hanno il proprio uscio <em>a filo di strada</em>: i clienti devono fare attenzione per non essere investiti dalle auto e moto. </span></div>
<div style="text-align:left;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Ad aggravare la situazione è intervenuta l’installazione di paletti su entrambi i lati della Via, per consentire il passaggio del Pollicino, miracolo dell’ANM che è riuscita così a colmare un’ingiusta discriminazione nei trasporti urbani della zona. Vecchia <em>querelle</em>. In questo caso i paletti, distanti <span> </span>50 cm dagli edifici, non consento il passaggio dei pedoni e, viceversa, diventano ottimi per la sosta dei motocicli.</span></div>
<div style="text-align:left;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Via della Solitaria è un’arteria importante, che consente di collegare la zona collinare, il corso V.Emanuele, il Monte di Dio, con S.Lucia, il Chiatamone, senza passare per il caos di Piazza Municipio. Un traffico continuo dove diventa critica anche la fermata del Pollicino all’altezza di Piazzetta Salazar: subito una fila di auto incolonnate, che suonano il clacson rivendicando il passaggio immediato. </span></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0 0 6pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">E così durante il fine settimana, di sera, quando il lungomare e S.Lucia attirano una folla di automobili e motorini, Via della Solitaria scoppia. Blocchi stradali, con annessi inquinamenti vari, si verificano in continuazione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0 0 6pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Lo spettacolo caotico ispira un’altra domanda: ha “senso” tenere aperta al traffico automobilistico Via della Solitaria?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0 0 6pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Le moto. La circolazione delle moto è un altro aspetto dei sensi di Via della Solitaria. E’ una sequenza senza soluzione di continuità, che trasmette le proprie intolleranze con lo scalpitio dei motori e le ansie dei clacson. Ci si arrende alla tumultuosità, scansandosi tra i paletti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0 0 6pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Trovare il senso di questa Via è compito arduo e faticoso. Mi arrendo all’evidenza e dichiaro Via della Solitaria, <em>strada senza senso</em>!</span></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/falsipositivis.wordpress.com/111/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/falsipositivis.wordpress.com/111/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/falsipositivis.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/falsipositivis.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/falsipositivis.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/falsipositivis.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/falsipositivis.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/falsipositivis.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/falsipositivis.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/falsipositivis.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/falsipositivis.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/falsipositivis.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/falsipositivis.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/falsipositivis.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/falsipositivis.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/falsipositivis.wordpress.com/111/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=falsipositivi.org&#038;blog=3182756&#038;post=111&#038;subd=falsipositivis&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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